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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, colpaccio a Marassi prezioso: rossoblù in corsa per la salvezza

La Sampdoria di D’Aversa colpita e affondata in rimonta. Buona la prima di Lovato, ininfluente l’assenza dei big

Una Sampdoria in buona forma, rinvigorita dal derby, destinata a tirarsi fuori senza troppa fatica dalla coda della classifica. Poi, c’è il Cagliari. Bistrattato, mal costruito, con doppioni e giocatori inadatti alla Serie A. Ed è qui che accade quel che in pochi si aspettano: il quarto d’ora più bello dell’anno passato e di quello che si è appena aperto – nella speranza di riuscire a fare anche meglio – arriva nel secondo tempo. Con Gabbiadini che porta in vantaggio i padroni di casa e Deiola e Pavoletti che ribaltano quel che pare irribaltabile dal decimo al sedicesimo minuto della ripresa. I rossoblù espugnano Marassi ed è un 2-1 che dà autostima, fiducia, coraggio. Mazzarri coglie con i liguri la sua prima vittoria esterna dopo aver gioito per la prima e unica della stagione. Si ricomincia a sperare.

La vittoria. Il Cagliari con i doriani ci prova gusto. Dei 13 punti che permettono di avvicinare lo Spezia ko in casa col Verona dopo il clamoroso successo a Napoli.  6 sono stati presi ai blucerchiati. Buon segno. I rossoblù giocano la prima del girone di ritorno – con la formula degli incontri asimmetrici – con una rosa ridotta da epurati e in partenza (Godin e Caceres, Oliva), infortuni (Strootman, Rog, Walukiewicz e Ceppitelli), contagiati (Nandez e Goldaniga) squalificato (Dalbert) e in Coppa d’Africa col Senegal Keita Baldè. A ben guardare la conferma di una campagna acquisti fallimentare: la squadra vince quando sono fuori cinque dei top player, come annunciato dal presidentissimo.

Una beffa – amara per i tifosi – e uno smacco per la proprietà che sparlava di pedine capaci del il salto di qualità. Intanto, quel che conta sono i 3 punti. Pesantissimi. Utili per riannodare i fili e incollare i cocci. Che poi un successo – contro una Sampdoria parecchio messa male, senza sette titolari – non debba illudere, è cosa scontata.

Il campionato si è riaperto che meglio non si poteva. L’organico rimane corto, Goldaniga va bene, Gagliano pure. Ma occorrono almeno altri quattro pezzi. Altrimenti cogliere almeno il diciassettesimo posto rimane complicato. l’approccio e il sacrificio. Si parte con Lovato e Altare dietro. Entrambi al debutto dal 1’. L’avvio è buono. Gambe leggere, reparti corti e in equilibrio, capitan Joao Pedro che si presenta con la rabbia giusta. La squadra gestisce il pallino, la Samp è macchinosa. Per dire, il bomber viene murato da Chabot e l’ex Ekdal si perde Marin ma sfuma di un soffio la combinazione di Pavoletti.

Bisogna essere onesti, la cronaca è con il segno più per i colori isolani. Poi, Gabbiadini va a segno. Tutto nasce da un’ingenuità di Altare, con l’attaccante che apre le marcature grazie a un assist da Champions di Yoshida. La contestazione dei tifosi rossoblù si fa sentire. Pare l’ennesimo prologo di una stagione horror. D’altronde, se sei penultimo, hai chiuso con 10 punti il girone d’andata e una valanga di gol incassati (40), vieni da un delirio di sconfitte di fila, c’è poco da essere ottimisti.

Tra inferno e paradiso. La Samp si porta avanti e coglie l’attimo. Il Cagliari annaspa, ha difficoltà nel ripartire con ordine. Tra centrocampo e attacco le distanze e l’intesa aumentano. Insomma, pare di intravedere l’ennesimo passaggio a vuoto. Per dire, quanti sono nel primo tempo i tiri verso Audero? Neanche uno. Mentre la Samp sfiora il raddoppio con Candreva e Gabbiadini. Poi, si infortuna Yoshida e qualcosa nei padroni di casa si inceppa. Troppo sicuri di poterla gestire, forse superficiali. Fatto sta che il Cagliari si mostra umile e operaio. Corre, pressa, cerca e si fa trovare pronto sulle seconde palle. La remuntada nasce dalla testa.

E Mazzarri, comunque la si veda, ci ha messo del suo. Quando Marin vince il contrasto con Ekdal, la partita cambia volto. Il rumeno serve Deiola, che ha ben infilato uno spazio libero, che prima impegna Audero e poi lo crocifigge sulla respinta. IL pareggio porta sicurezza ai rossoblù e apre crepe profonde nella Samp. Passa un quarto d’ora e ancora da un errore di Ekdal arrva il sorpasso. Lykogiannis calcia al volo senza troppe pretese, Pavoletti intercetta e gira di sinistro in rete. Per un attimo si teme l’offside ma Chabot, con il check var che conferma, tiene in gioco Pavoloso.

Una chiusura di temperamento. Sul 2-1 per gli avversari D’Aversa chiama Quagliarella e Torregrossa. Ma il Cagliari ha deciso di stringere i denti: l’avesse fatto almeno con le altre pari grado e in casa con le dirette concorrenti per la salvezza, oggi la classifica avrebbe ben altro respiro. Ma è meglio guadare avanti. E tenere a mente che Joao Pedro ha almeno due occasioni per il 3-1 e anche il rientrante Faragò (bentornato, Paolo) sbaglia di un soffio il pallonetto di fronte ad Audero. Segnali confortanti. La Samp ci prova con rabbia (Candreva espulso per una spinta con gomito alto su Carboni a gioco fermo) e orgoglio ma Cragno non deve fare neppure una parata. I tre punti sono un tesoro quasi inaspettato. Camplone di Pescara fischia tre volte. Il campionato si è riaperto. E senza esagerare con l’euforia, la speranza di provarci è più solida. E ora, occhio al Bologna, sempre che si giochi. Cosa al momento, altamente improbabile.

Notarella
Quando si vince si gode, Tutti, senza rinvangare. E se si è intelligenti si mette testa e muscoli al servizio dell’obiettivo: cercare di mantenere la categoria. Ma con il mercato di riparazione che si è aperto il 3 e si chiude il 31 gennaio, una considerazione viene spontanea: il Cagliari trova al Ferraris una meritata ciambella di salvataggio con i rincalzi. E, come accennato, il frutto della campagna estiva dell’Uomo solo al comando, è ininfluente. Anzi, pare dare più linfa e compatezza ai comprimari. Godin (con un ingaggio di quattro milioni di euro!) Caceres, Strootman, Dalbert e Keita Baldè non sono stati un collasso per la resa della squadra. Anzi, Una gara – ma se la vinci e non ne avevi ancora vinto altre in trasferta, il discorso ha un suo perché – non fa certo primavera. Ma aiuta a ritrovarsi. Da qui la quasi certezza che è meglio non ingerirsi negli aspetti tecnici e far fare il mercato a chi lo conosce e sa trattare con chiunque. Anche con lo staff di Nandez.

 

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