Giornata di presentazioni in casa Atalanta, prossima avversaria del Cagliari in campionato. A prendere la parola davanti ai media è stato Jonathan David Rowe, uno degli ultimi acquisti del club bergamasco, pronto a iniziare una nuova fase della propria carriera.
L’esterno inglese classe 2003 ha raccontato le sensazioni del suo arrivo a Bergamo, sottolineando la soddisfazione per una trattativa lunga ma conclusa nel modo desiderato.
“Sono dove volevo essere”
“Sono molto contento, è stato un percorso piuttosto lungo ma abbiamo ottenuto ciò che volevamo”, ha spiegato Rowe nelle parole riportate da CalcioAtalanta.it.
Il giocatore ha evidenziato l’importanza della presenza di Maurizio Sarri nel suo percorso di crescita: “Sapevo che Sarri sarebbe stato importante per la mia crescita: possiamo far grandi cose a Bergamo, penso di poter aiutare la squadra con le mie caratteristiche”.
Il ruolo di Percassi e Giuntoli nell’operazione
Il nuovo nerazzurro ha voluto ringraziare chi ha reso possibile il suo trasferimento. “Ringrazio Luca Percassi e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli per aver fatto sì che la trattativa andasse a buon fine”, ha dichiarato.
Rowe ha raccontato anche un particolare legato ad Ademola Lookman, incontrato durante l’estate in vacanza. “Mi ha detto solo belle cose sull’Atalanta e di lui non posso che parlare bene. Lui ha le qualità e io le mie, siamo calciatori e uomini diversi”, ha spiegato.
La fiducia in Sarri e il sistema offensivo
Rowe ha parlato anche del rapporto con il nuovo allenatore e del progetto tecnico. “Sarri è un ottimo allenatore e ha molto rispetto in Italia. Ha già fatto tanto a livello di palmarès”, ha detto.
L’inglese non ha nascosto l’ambizione personale, pur mantenendo il focus sul lavoro di squadra. “Vorrei contribuire tanto in termini di gol e assist”, ha spiegato. Il suo inserimento nel sistema offensivo dell’Atalanta potrebbe rappresentare un tassello importante nel nuovo progetto basato sul 4-3-3.
Sul possibile debutto contro il Cagliari, Rowe aspetta Sarri. “Se gioco sabato sera? Aspettiamo le distinte, non vedo l’ora di vivere i tifosi e l’atmosfera”, ha spiegato. Il giocatore ha ribadito la propria filosofia: “Io mi esprimo sul campo, non in sala conferenze”.
Infine, sul minutaggio e sulla concorrenza interna, ha mostrato disponibilità verso le scelte dell’allenatore. “Ogni calciatore risponderebbe di voler disputare ogni singolo minuto, fosse per me giocherei titolare fino a fine carriera. Ma bisogna farsi trovare pronti anche dal punto di vista mentale a impattare dalla panchina: decide l’allenatore, bisogna mettersi al suo servizio”.
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