Resta in contatto

Rubriche

Articolo del tifoso – La baldanza dei volti noti

Sembrano quasi un ricordo sbiadito i viaggi a Panama, Uruguay, Honduras e Colombia, le nottate vibranti del presidente Massimo Cellino in attesa febbrile dei fax dell’agente Paco Casal.

Le annate degli svizzeri Ramon Vega e Marco Pascolo, quelle dei sudafricani David Nyathi e Erik Tinkler, i francofoni Patrick Mboma e Jason Mayélé.

Meteore o stelle brillanti che hanno brillato nel firmamento onirico rossoblù regalando curiosità e simpatia per chi, ritrovandosi talune volte catapultato in palcoscenici molto più esigenti, non riusciva ad andare oltre le proprie capacità effettive. E in quell’aurea di mistero che li accompagnava semisconosciuti, si ergeva la complicità del popolo sardo che accoglieva con un po’ di titubanza questi uomini di mondo venuti da molto lontano, e poi li spingeva oltre i loro limiti tecnici con incitamenti empatici, allegria univoca e colorati appellativi.

Quella distanza che spesso era immedesimazione, un soprannome dato così, come lo si dà agli amici d’infanzia e, i tifosi tutti, nel loro profondo, pressoché invisibile e sensibile speravano, che degli sconosciuti eroi, fossero risarciti di quei sacrifici di cui sono degni solo i “Grandi”, i fortunati. Gli sprazzi atletici di Dario Silva sa Pibinca, la grinta e l’impeto di ‘El Bati’ Joaquin Larrivey.

Quanti passaggi mancati, quanti gol sbagliati davanti alla porta. Ma come non annoverare nei propri ricordi la gioia, quando poscia, al momento giusto… segnavano? Fossero dei dispettosi, nati giust’appunto per poter dire “noi il gol ve lo facciamo quando vogliamo!” e in quell’inconsapevolezza che misurava il talento con la giovinezza i tifosi rossoblù urlavano a squarciagola “alè casteddu” quasi frastornati dalla concomitanza con l’ineguagliabile.

In quegli scorci di periferia confusa si stagliava l’eco trepidante del Sant’Elia benché le battaglie fossero care soltanto ai duri di cuore e nelle concitate sfide dell’onore, della maglia e dell’orgoglio spesso si era in tanti a darsi per vinti testimoni.

Volti noti per ogni stagione, puntare sull’usato sicuro quasi che l’autoprotezionismo sia l’antidoto contro la retrocessione. Sembra essere questa la gestione societaria targata Tommaso Giulini. Affidarsi a gregari e giocatori che hanno già conosciuto la Serie A. Italiani che facciano gruppo e che pretendano poco. Nessun volto esotico che sappia dribblare e saltare l’uomo con chirurgica precisione, nessun elemento dalle straripanti accelerazioni e strapotenza atletica.

Sau e Dessena, ragazzi per bene a cui il minimo si chiede e il minimo saprebbero garantire. Ma come si può chiedere di più anno dopo anno a chi a malapena la salvezza ha saputo conquistare?

di Mister X

Vuoi vedere anche te il tuo articolo pubblicato su CalcioCastedduInvialo all’indirizzo redazione@calciocasteddu.it. Nella tua mail scrivi: “Dichiaro che l’articolo inviato è totalmente gratuito, mio o di persona consenziente e perfettamente informata dell’uso per il quale lo invio a CalcioCasteddu”.

4 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
4 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Danilo Putzolu
1 anno fa

Ma si deve continuare a scrivere in italiano simil antica Grecia per gli articoli sportivi che commentano le come minimo sciagurate stagioni passate con il Sanlurese?! Ajò… sciraisindi! Bel pezzo… complimenti!

Burdu
Burdu
1 anno fa

“accoglieva con un po’ di titubanza questi uomini di mondo venuti da molto lontano” ” quell’aurea di mistero ” “quasi frastornati dalla concomitanza con l’ineguagliabile.” Oh mister X, non provare a fare Gianni Brera se non sei capace di interpretare il senso di quello che scrivi

Dely Valdes
Dely Valdes
1 anno fa
Reply to  Burdu

La prossima volta scrivilo tu così ci risparmi il risentimento e soprattutto ci sollevi dal compito di rendere la vita più prosaica.

Dely Valdes
Dely Valdes
1 anno fa
Reply to  Burdu

È sempre interessante leggere i commenti, il risentimento è sempre presente a corollario dell’analfabetismo funzionale e retrograda. La prossima volta rendici partecipi del tuo punto di vista, magari Brera Gianni te lo fai tu.

I Miti rossoblu

Magic Box è stato il calciatore sardo più forte in assoluto

Gianfranco Zola

Il giocatore più importante di tutta la storia del Cagliari

Gigi Riva

Advertisement
Advertisement

Josè Oscar Herrera

Ultimo commento: "Grande Pepe..."

Mario Brugnera

Ultimo commento: "Ricordo quel grande Cagliari seppur 12enne...È stato la colonna sonora della mia crescita e della mia vita. Ancora oggi ripenso alla immensa fortuna..."
Tiddia

Mario Tiddia

Ultimo commento: "Un 6 posto grandioso che purtroppo non fruttò la qualificazione Uefa perché all'epoca avevamo solo 2 squadre qualificate se non sbaglio..."

Massimiliano Cappioli

Ultimo commento: "Non dimenticherò mai le sue lacrime durante il suo ultimo giro di campo. Grande Cappio"

Carmine Longo

Ultimo commento: "È vero, Arrica è stato il più grande ma venne favorito da Angelo Moratti che foraggiava il Cagliari affinché Riva non andasse alla Juve. Gran..."

Cerca con Pagine Sì!

Powered by Pagine Sì!

Altro da Rubriche