Marco Borriello, sopite a Sky Sport, ha esaltato la stagione (la prima da allenatore in Serie A) di Fabio Pisacane. I due sono stati compagni di squadra in rossoblù
Le parole di Borriello
“Lo chiamavamo Pisadog come ora, Lui sta stare con tutti, che sia in strada con i ragazzi o col presidente della Repubblica. Ha questa dote innata,. Una persona molto serietà e merita ciò che sta ottenendo. Ha competenza e grandi valori umani”.
Borriello e il Cagliari
Nato a Napoli il 18 giugno 1982, dopo una trattativa nell’agosto 2016 viene acquistato dal Cagliari, con cui firma un contratto annuale – con 50.000 euro di bonus per ogni gol segnato – più un altro anno aggiuntivo in caso di salvezza. All’esordio segna 4 gol alla Spal. in Coppa Italia e, grazie a quel poker, risulterà il cannoniere del torneo, alla pari del genoano Pandev e dello juventino Dybala. Il 23 aprile 2017 segna contro l’Udinese la ventesima rete stagionale, battendo il suo primato personale di 19 centri stabilito col Grifone nel 2008. Curioso il fatto del rinnovo e poco dopo andare via.
Affetto puro
“I sardi mi vogliono ancora bene, ho dato delle spiegazioni e dei motivi per cui sono andato via. Non stavo bene in quell’ambiente calcistico ma in città stavo molto bene”, disse nel 2019 a Calciomercato .L’Originale.
I problemi
L’anno prima Borriellò attacco Giulini e Rastelli. “Con il presidente trovammo un accordo per un ingaggio fisso e 50.000 euro netti per ogni rete realizzata. I gol arrivarono, tanti. Poi un giorno contro il Pescara, rigore per noi. La gente grida il mio nome ma… sul dischetto venne mandato João Pedro. Qualcosa non quadrava, sensazione suffragata dal messaggio che Capozucca mi fece leggere. Giulini lo voleva cacciare, io sarei dovuto uscire alla fine del primo tempo. Rastelli? Quel giorno contro il Pescara mi sentii tradito da lui. In quella stagione sia la piazza che alcuni giocatori erano contro di lui. Io compresi il suo momento di difficoltà e cercai di trasmettergli fiducia. Ma poi capii tutto…”.
João Pedro:
L’attaccante raccontò anche di una brutta pagina con il compagno: “Una volta in campo si permise di dirmi di stare zitto e correre. Negli spogliatoi ci fu una rissa tra noi, da allora in poi non parlai più con i brasiliani della squadra”. Al momento di rinnovare il contratto, Borriello racconta della proposta di Giulini: una parte fissa più alta della precedente, ma dei bonus legati ai gol nessuna traccia. Avevo numerose offerte, decisi di andare via. Ma resto legatissimo al popolo sardo e rossoblù. Sono stato benissimo in Sardegna”.
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Concordo con Borriello che non è l’ultimo arrivato. Pisacane nonostante la rosa decimata dagli infortuni ne è uscito alla grande da una situazione che sarebbe potuta diventare una trappola psicologica per lui alla prima in A2 e al gruppo giovane e da amalgamare. Pisacane ha dimostrato sul campo anche con errori ( ovvio) di poter stare in A2. Io sto col mister . A proposito il mister è stato scelto da Giulini
Ma basta con questi complimenti di facciata per Pisacane,l’esordiente Carlos Cuesta ha fatto un ottimo campionato dando una identità di gioco al Parma.
una standing ovation fuori luogo ed esagerata per una partita vinta contro un Milan alla deriva, quando per tutto il campionato ha ragliato oscenamente, con vittorie immeritate e arrivate inaspettatamentecon botte di cvlo. Che se lo prendano pure questo fenomeno fasullo, l’anno prossimo ci sarà la prova del nove e con quello che ha fatto vedere per nove mesi la vedo grigia per lui
Grazie, Marco, per la tua testimonianza. Pisacane sarà anche una persona perbene, e i “valori umani” sono importanti, certo.
Ma il calcio, per quanto ci piaccia romanticizzarlo, non si gioca con la bontà d’animo. Si gioca con i gol, le tattiche, il coraggio. E lì, quest’anno, il Cagliari ha mostrato ampie lacune. 40 reti in 38 partite, un gioco spesso compassato, e una salvezza che poteva essere più tranquilla se solo si fosse osato di più. “Pisadog” come lo chiamavate? Ecco, il problema è che quest’anno il cane ha abbaiato tanto, ma ha morso poco. La competenza, per un allenatore, si misura anche nella capacità di far giocare bene la squadra, non solo nella gestione degli spogliatoi. E su… Leggi il resto »
Divertenti quei tere lecchini che si rendono ridicoli per giustificare l’impossibile
L’Atalanta segue Gianluca Gaetano per il dopo Ederson: il centrocampista del Cagliari piace a Sarri per il nuovo progetto nerazzurro.
L’importante e tenere il Maradona di san Gavino.
Be se tengono tifosi come te possiamo tenere tranquillamente anche il Maradona di S. Gavino
Ma cos’è tutto questo amichettismo…a già dimenticavo, hanno lo stesso procuratore!🤐
Roba da pazzi questo Julius, la storia dei messaggi per sostituire Borriello ogni volta mi manda fuori di testa per non dire altro.
Inutile che riempiate di articoli scritti da gli amici del pizzaiolo, lo sappiamo che gli vogliono bene, ma questo non cambia la realtà di un personaggio incompetente!
Sentiamo invece i competenti chi sceglierebbero per la nostra panchina. Perché facile dire quesi non mi piace ma troviamo l’alternativa contestualizzare
Basterebbe anche rileggere prima di dare l’invio…una serie infinita di errori evitabilissima.