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A Cagliari non è mai mancata la passione sportiva verso la propria squadra, passione ai massimi livelli raggiunti con lo storico scudetto ereditata e proseguita fino ai nostri giorni. Quello che è mancato è stato la gestione, nei decenni trascorsi non avere avuto presidenti all’altezza dei sostenitori, dei tifosi. Ci si è adagiati fino a sopportare cinque mesi di sconfitte all’anno per poter dire che esistiamo ancora. Il Cagliari è in serie grazie ai tifosi.
serie A. Mi scuso per qualche errore.
nelle scuole trovi un bambino tifoso del cagliari ogni 10
Perchè?
Esatto, il falso mito “Una terra, un popolo, una squadra” e’ creduto solamente da chi non è a contatto con la realtà e vive su una nuvoletta. La maggioranza dei sardi in Sardegna tifa le strisciate o altre squadre minori. Il 34% tifa Cagliari, sopratutto nel medio campidano
Un mezza paletta/vigile urbano,una bonifica non fatta ,un pizzaiolo/improvvisato allenatore ajò tutti insieme
Il motto sarebbe una bonifica non fatta,un mezza paletta/vigile urbano,un pizzaiolo/allenatore improvvisato, ajò tutti insieme
L Allegri conosciuto a Cagliari non esiste più.. .A Cagliari parlava e predicava di squadra sbarazzina e se la giocava con tutti.. ma quella identità alla squadra gliela aveva data Ballardini.. al Milan ereditò la squadra di Leonardo….,e ne trasse vantaggio! Poi a la juve la squadra di conte e da lì è involuto a catenacciaro… e da lì non si muove più lormai le idee le ha annebbiate dietro le veline! È venerdì contro l Inter ci vorrebbe proprio un Cagliari sbarazzino.. ma pdog No d accordo!
Noi dobbiamo sempre sperare che quelle dietro di noi non facciano punti è questo il discorso
Ed è proprio questo il punto. Dopo anni non stiamo parlando di dove possiamo arrivare, ma di chi dobbiamo sperare che faccia peggio di noi. Questa non è programmazione, è sopravvivenza.
Una squadra costruita bene guarda avanti, non dietro. Qui invece ogni stagione è la stessa storia: calcoli, incastri e speranze sui risultati degli altri.
E quando il tuo obiettivo diventa ‘basta che qualcuno stia peggio’, significa che il livello che hai costruito è quello lì. Non è sfortuna, è la conseguenza di scelte fatte nel tempo.
Ma che ragionamenti sono? Anche chi vince lo scudetto deve sperare che le altre facciano peggio, allora. Ma che modo di ragionare è? Si parte ogni campionato con metà serie A, 8 -10 squadre, il cui obiettivo principale è quello di salvarsi. chi si salva vuol dire che è stato più bravo di quelle che retrocedono. Punto. Noi attualmente siamo più bravi di 4 squadre che sono sotto di noi e, sempre per il momento, abbiamo un paio di squadre che sono più brave di noi, ma solo per una manciata di punti. Questa è la situazione. Tutto il resto… Leggi il resto »
Ah certo, stessa identica cosa: lottare per lo scudetto o guardare la classifica al contrario sperando che qualcuno faccia peggio. Proprio uguale eh
Quindi il progetto sarebbe: ‘partiamo per salvarci e festeggiamo se troviamo quattro squadre messe peggio’. Ambizione alle stelle proprio.
Il punto non è che salvarsi sia inutile, è che se dopo anni l’unico orizzonte è quello, forse c’è qualcosa che non funziona. Perché continuare a dire ‘siamo più bravi di quattro squadre’ non è un traguardo… è il minimo sindacale.
Ma oh, se per te questo è motivo di entusiasmo, allora sì: stagione riuscita già a ottobre.
E allora vivi male, vivi piangendo, vivi sognando, vivi invidiando (le altre squadre), vivi lamentando. C’è un proverbio che dice: Chi vive sperando, muore……. ca gan do…..
Non sto piangendo, sto solo guardando la realtà senza farmi bastare le favole.
Poi se per vivere sereni bisogna accontentarsi sempre e non farsi mai una domanda, allora sì… probabilmente sto vivendo ‘male’.
Comunque grazie per il proverbio, mancava giusto quello per completare l’analisi tecnica
Il proverbio naturalmente era ironico, spero che non ti sia offeso perché non volevo assolutamente offenderti. Possiamo farci tutte le domande che vogliamo, quando mai! Questo sito serve proprio per questo. Io spesso uso l’ironia nelle mie risposte ma non voglio né offendere chi come te esprime le sue opinioni in maniera educatissima e neanche dare l’impressione di essere superbo. Il fatto è che io penso di sapere quanto sia difficile amministrare una squadra di serie A in una regione non certo fra le più ricche come la nostra e quindi parto dal presupposto che se anche l’anno prossimo ci… Leggi il resto »
Guarda Brag, il tuo pessimismo congenito ti porta a capovolgere completamente la realtà: ti stai sbagliando di grosso. È proprio il contrario: sono quelle sotto di noi che devono sperare che il Cagliari non faccia punti, siamo noi ad avere 6 punti di vantaggio non sono loro, sono loro che attualmente sono retrocesse e l’unica speranza per salvarsi è quella di sperare che noi non facciamo punti. Ma di cosa stai parlando? Capovolgi la realtà? ❤️💙👋🏼👋🏼
12 anni di gestione: il bilancio reale, senza propaganda
Dodici anni sono un ciclo lungo, più che sufficiente per lasciare un’identità chiara, una crescita stabile e risultati riconoscibili. E invece cosa resta?
Una squadra che ha galleggiato costantemente, senza mai fare il vero salto di qualità. Qualche stagione discreta, diverse annate deludenti, una retrocessione e la sensazione continua di essere sempre allo stesso punto.
Sul piano sportivo
– nessuna crescita strutturale – cambi continui di allenatori e progetti – giocatori valorizzati poco o male – mercato spesso incoerente Sul piano societario: – promesse di ambizione mai davvero mantenute – comunicazione spesso difensiva – gestione più orientata al contenimento che alla crescita E la cosa più grave è proprio questa: manca un’identità. Dopo 12 anni non si capisce ancora che squadra voglia essere. Non si tratta di pretendere miracoli o qualificazioni europee ogni anno. Si tratta di vedere una direzione, un’idea, un miglioramento nel tempo. E invece il percorso è stato piatto, a tratti regressivo. Chi difende questa… Leggi il resto »
Il vero problema della gestione: mercati senza logica Negli anni si è parlato di allenatori, moduli, infortuni. Ma il punto centrale è sempre lo stesso: i mercati. Perché alla fine è lì che costruisci (o distruggi) una squadra. In 12 anni si è vista una costante: – acquisti senza continuità tecnica – giocatori presi senza un’idea chiara di utilizzo – reparti costruiti male, spesso sbilanciati – scommesse su scommesse, raramente trasformate in certezze Ogni estate sembra ripartire da zero. Ogni anno cambia tutto: interpreti, direzione, logica. E il risultato è sempre lo stesso: una squadra che non ha identità, perché… Leggi il resto »
tutto giusto ma la vera identita’ la da’ il tifoso, ed e’ li’ che non esiste piu’ nulla, successivamente questa IDENTITA’ viene trasferita alla squadra e al suo capitano che ne rappresenta i valori e noi da 10 anni non abbiamo piu’ un capitano, ne’ una vera tifoseria. i numeri delle gare casalinghe parlano chiaro in un’epoca dove il calcio italiano non e’ certo ai massimi storici ed e’ tutto dire.
Stare bassi 90 minuti, regalare il pallone e sperare che l’avversario sbagli NON è organizzazione: è rinunciare a giocare.
Contro squadre forti significa solo una cosa: assedio continuo, prima o poi il gol arriva.
Il calcio è evoluto, ma c’è ancora chi pensa di salvarsi chiudendosi in area come 30 anni fa.
Risultato? Non costruisci nulla, non cresci, e vivi di episodi.
Difendersi è giusto.
Nascondersi no.
Se l’unico piano è “speriamo non segnino”, non è calcio: è sopravvivenza.
Buongiorno a tutti. Ecco un bel papirozzo 🗞️ di buon mattino, come ai vecchi tempi. Di che parliamo? Ma della partita di domani, ovviamente! In quali termini ne parliamo? Cercando di evitare i soliti luoghi comuni: giochiamo a viso aperto, schieriamo più attaccanti, non andiamo con la mentalità perdente, si gioca 11 contro 11, la palla è tonda…….e le porte sono rettangolari………
Cerchiamo invece di guardare in faccia la realtà: L’Inter è un rullo compressore che ha 9 punti di vantaggio sulla seconda, quasi una quarantina più del Cagliari, ha il miglior attacco della serie A ed in casa vince 98 volte su 100 contro qualsiasi squadra grande o piccola che sia. Quindi inutile dire quale sia il risultato più probabile. Arriviamo però a questa partita con 6 punti di vantaggio sulle terzultime e dopo una vittoria contro la Cremonese che, seppure ci sia stato un primo tempo non buono, nel secondo tempo dopo il gol del vantaggio il Cagliari ha fatto… Leggi il resto »
Un saluto particolare ai fratelli Rossoblu ❤️💙 di Calcio Casteddu che sono già svegli a quest’ora, magari perché stanno andando a lavorare o sono già al lavoro, e anche loro stanno già pensando al nostro Cagliari che qualche volta ci fa soffrire ma è una parte importante delle nostre vite nel bene e nel male. Ma poiché negli ultimi 36 anni siamo stati per ben 28 volte tra le grandi e privilegiate squadre a disputare la serie A, per quel che mi riguarda le gioie sono state di gran lunga superiori ai dolori. Poi ognuno la pensi come crede e… Leggi il resto »
PS, a Pisa me li sarei mangiati vivi tutti, il primo Pisacane. ❤️💙👋🏼👋🏼
“Il discorso sull’Inter è giusto, nessuno è scemo: sono più forti e il risultato più probabile lo sappiamo tutti. Quello che non condivido è il resto: ‘giochiamocela sereni’ troppo spesso diventa ‘andiamo lì a non prenderle’. Perché una cosa è essere realistici, un’altra è partire già in modalità sopravvivenza. La partita con la Cremonese? Bene il risultato, ma non trasformiamola in un manifesto: per un tempo abbiamo sofferto anche lì, e contro l’Inter quel tipo di partita la paghi tre volte. Essere orgogliosi sì, ma l’orgoglio non è andare a San Siro a difendere e basta. È provarci, anche rischiando… Leggi il resto »
Non mi viene facile risponderti dopo che per anni, e qualche volta ancora adesso, non hai fatto altro che tormentare Deiola. Comunque il tuo post finalmente è interessante ed educato e quindi ti rispondo volentieri sperando che tu abbia capito per il futuro che si può dare un giudizio su un giocatore, negativo se il giocatore non piace, ma non lo si può offendere meschinamente come hai fatto tu per anni….. Quando affrontano queste grandi squadre gli allenatori si trovano davanti ad un grosso problema. Devono pensare innanzitutto a bloccarle. Spero che con questo tu sia d’accordo. Se le lasci… Leggi il resto »
Riassunto: loro sono fortissimi, noi sereni, godiamoci la partita e vediamo che succede. Tradotto: zero pretese. Capisco il realismo, ma qui si sta scivolando nella rassegnazione elegante. Perché dire ‘andiamo lì tranquilli’ spesso significa accettare qualsiasi cosa succeda, anche una partita passata a difendere senza mai uscire. La Cremonese non è un test, è una squadra che non ha tirato in porta. L’Inter ti costringe a giocare, e se non hai un piano oltre al ‘tenere botta’, finisce male. Barella, gli Esposito, le emozioni… tutto bello, ma i punti non li danno per le suggestioni. Orgoglio è anche pretendere qualcosa,… Leggi il resto »
A forza di guardare stagione per stagione, si perde il quadro generale. Ma se si allarga lo sguardo, emerge un dato abbastanza chiaro: il mercato non ha mai seguito una linea riconoscibile. Non è una questione di singoli nomi, né di operazioni riuscite o sbagliate. Quelle capitano a tutti. Il punto è un altro: la coerenza nel tempo. Qui, invece, si è visto spesso il contrario. Giocatori con caratteristiche diverse presi uno dopo l’altro, senza continuità. Allenatori cambiati e rose adattate in corsa. Reparti ritoccati ogni anno senza mai essere davvero stabilizzati. È una gestione che dà l’idea di essere… Leggi il resto »
Il tuo discorso ha un senso e sarebbe giusto. SAREBBE. Sai perché ti dico “sarebbe”. Perché quello che dici tu è difficilissimo da realizzare. Negli ultimi dieci anni solo l’Atalanta, non dico in Italia ma forse in tutta Europa, è riuscita a fare quello che dici tu. Ma ricordati che anche l’Atalanta ha venduto a suon di decine e decine di milioni quasi ogni anno i suoi giocatori migliori. Solo che è riuscita a rimpiazzarli e ha trovato un allenatore come Gasperini. Adesso ti faccio una domanda. Dimmi una squadra di tutta la serie A che abbia tenuto un allenatore… Leggi il resto »
Non è che il discorso sia sbagliato in assoluto, è che stai mescolando piani diversi. È ovvio che in Serie A ci siano squadre costruite per salvarsi e che la classifica vada letta anche rispetto agli obiettivi. Su questo non ci piove. Il punto però è un altro: non puoi usare questa logica per azzerare ogni valutazione critica. Perché dire “siamo sopra 4 squadre” descrive la posizione, non il valore del percorso. Altrimenti qualsiasi stagione diventa automaticamente “buona” finché non retrocedi, e così si perde qualsiasi distinzione tra sopravvivere e crescere. Non è piagnisteo, è semplicemente un altro livello di… Leggi il resto »
Guarda trovo molto difficile risponderti perché le tue sono sono belle parole che non spostano di un millimetro la realtà. L’unica cosa che posso dirti è che “andare tranquilli” non significa assolutamente andare a fare una scampagnata. Significa che grazie alla vittoria con la Cremonese,che ci dà una classifica meno drammatica di come poteva essere se avessimo pareggiato o perso, non andiamo con l’acqua alla gola ma andiamo a giocare la nostra partita con meno ansia. Contro una squadra però che in casa ha vinto 98 partite su 100. Ed allora tutti i discorsi : “bisogna prendere punti ovunque”, sono… Leggi il resto »
Capisco il senso del tuo discorso e su alcuni punti sono anche d’accordo, soprattutto sul fatto che “andare tranquilli” non significhi sottovalutare la partita o scendere in campo già battuti. Detto questo, però, mi sembra che si stiano mescolando emozione e analisi. È giusto godersi la partita e riconoscere che nel calcio può succedere di tutto, ma questo non cambia la valutazione oggettiva della difficoltà del percorso o della forza dell’avversario. Il punto non è negare che si possa fare risultato anche in partite proibitive, ma evitare di trasformare ogni singolo episodio (una vittoria, un pareggio, un’occasione finale) in una… Leggi il resto »
👍🏼 ok, non mi pare che le nostre opinioni siano poi così distanti. ❤️💙👋🏼👋🏼