Viola: “Cagliari, Ranieri e Nicola: qui sono cresciuto ancora”

Secondo appuntamento con PodCasteddu, il podcast ufficiale del Cagliari Calcio. Il protagonista è Nicolas Viola, numero 10 rossoblù che si è raccontato nella chiacchierata con Alessandro Spedicati spaziando come di consueto dagli aspetti tecnici e di campo a quelli più personali: gli inizi nella sua Calabria, le tante esperienze in giro per l’Italia fino all’approdo in Sardegna, per un triennio denso di emozioni.

I primi calci al pallone li ho dati a Taurianova: in famiglia siamo cresciuti con la ‘fissa’ per il calcio. Cagliari, nella maggior parte delle cose, mi ricorda Reggio Calabria. Avevo assistito alla retrocessione dei rossoblù nel 2022 alla tv: mi immedesimai molto e mi colpii molto la situazione di una piazza che ho sempre stimato. Ricordo O’Neill… Ero sicuro di raggiungere subito la Serie A. Ranieri ha nutrito da subito nei miei confronti una stima umana notevole, si è creato un rapporto umano forte così come è poi accaduto con Nicola. Un tassello importante della mia vita: con Ranieri ho capito che avrei potuto crescere ancora. La curiosità mi ha spinto ad aprirmi. In passato avevo sempre avuto difficoltà con gli allenatori”.

 

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6 Commenti
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A
1 anno fa

Non staranno pensando di affrontare anche il prossimo campionato con Viola, spero. Grazie per l’apporto ma basta così.

Claud
1 anno fa

Non ha più i novanta minuti? Per me non ne ha neanche quarantacinque.

A
1 anno fa

Un po’ più carina di Reggio Calabria con tutto il rispetto. La sporcizia è simile però.

Davidoff79
1 anno fa

Si ma ora è tempo di cambiare squadra Viola. Anche io ricordo bene O’Neill, che come gli arrivava palla, cercava di girarsi per cambiare gioco o tentava un passaggio filtrante per il compagno, lo sguardo in avanti o a favorire aperture laterali, andava a prendersi il pallone, dribblava, tentava tiri da fuori.

Marcoo
1 anno fa

Bravissima persona, piede educato e grande tecnica, non ha più i 90 minuti ma da tenere nel gruppo squadra per un altro, può subentrare un tempo o l’ultima mezz’ora e dire ancora la sua

Commento da Facebook
1 anno fa

Anche troppo ormai.

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