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Rastelli: “Ho sempre raggiunto gli obiettivi. Mi piacerebbe tornare in A”

Massimo Rastelli a tutto tondo. La Nazionale, Pavoletti, il ritorno in panchina e un primo bilancio di carriera.

PARLA RASTELLI. Si racconta ai microfoni di Tuttomercatoweb, Massimo Rastelli. Allenatore per poco più due stagioni sulla panchina rossoblù, trascinando dalla squadra dalla B fino all’undicesimo posto in A. 95 le gare in rossoblù, prima dell’esonero che ancora pesa sulla carriera del tecnico di Torre del Greco.

Ecco la seconda parte dell’intervista (clicca qui per leggere la prima).

PAVOLETTI IN NAZIONALE? Ma noi l’abbiamo il grande attaccante, è Immobile, fa tantissimi gol, non è che non ci sia. Pavoletti è straordinario sulle palle alte, in area di rigore, è uno dei migliori al mondo. Va sfruttato così, devono arrivare cross. In Nazionale può far comodo, ma per come gioca Mancini… è difficile“.

LA SITUAZIONE AZZURRA.La Nazionale mi è piaciuta tantissimo contro la Polonia, vedo tanti giocatori di talento, giovani, che hanno bisogno di giocare. Molti non sono in top club, in passato c’erano blocchi di calciatori di Milan-Inter-Juventus, abituati a giocare le coppe. Sono bravi ma devono proporsi in questo tipo di partite. Fra due anni potremo vedere una bella Italia. Sicuramente è dispiaciuto a tutti vedere giocare gli altri al Mondiale, però a volte solo toccando il fondo si può risalire“.

BILANCIO DI CARRIERA. “Ottimo, ho ottenuto grandi risultati, ho sempre raggiunto gli obiettivi che le società mi avevano posto. L’anno scorso è arrivato il primo esonero, il primo momento non positivo della mia carriera. Uno non può pensare di allenare senza incidenti di percorso“.

RITORNO IN PANCHINA.Sono libero, il mio contratto scadeva a giugno. Ci sono stati dei contatti, non concretizzati, per un motivo o l’altro. Non posso far altro che aspettare, mi piacerebbe tornare in A perché me la sono conquistata sul campo, arrivando undicesimo da esordiente. Se non dovesse essere così, prenderei in considerazione un progetto invitante in B“.

SERIE A. Credo che sia un campionato rivalutato, non ci sono partite scontate. Sappiamo che la Juventus è più forte, ha dominato gli ultimi sette campionati, ma le altre si sono rinforzate e lavorato bene. C’è una parte centrale di club che lottano per posizioni di prestigio. Chievo a parte, che vedo più in difficoltà“.

Clicca qui per il resto dell’intervista.

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