Gazzetta – Linea verde Italia: Barella il più pronto. Occhio a Romagna e Caligara

Nazionale: Barella in primis, ma anche Romagna e Caligara nella lista dei giovani del futuro proposta dalla Gazzetta dello Sport

Chi può emergere nei prossimi anni? Parte da questa domanda l’analisi della Gazzetta dello Sport che oggi prende in esame le giovani promesse del calcio italiano in ottica Nazionale.

I GIOVANI DI BELLE SPERANZE. Sono tanti i talenti in fiore che potrebbero sbocciare da un momento all’altro. Alcuni sono già titolari in A (Meret, Romagna, Calabria, Pezzella, Mandragora, Kean, Brignola oltre ai già maturi Donnarumma e Pellegrini), altri stanno crescendo in B (Plizzarri, Varnier, Cerri, Favilli, Vido, Capone e Pessina) o sono tra le riserve, più o meno utilizzate, in qualche squadra di A (Scuffet, Mancini, Bastoni, Adjapong, Locatelli, Murgia, Cassata, Melegoni, De Paoli, Verde, Pinamonti, Tumminello, Parigini, Edera e Orsolini). C’è anche chi sta affrontando, per motivi diversi, l’avventura oltre confine, come Petretta in forza al Basilea o Pellegri al Monaco.

I ROSSOBLÙ. Ma ci sono anche tre rossoblù nel prossimo futuro della Nazionale. Uno, secondo la rosea, è il più pronto: Nicolò Barella, classe 1997, già all’attivo 55 presenze in A condite da 5 gol (tutti realizzati nell’arco delle 25 gare disputate in questa stagione). Nonostante i numeri e la stima degli addetti ai lavori, tuttavia, il centrocampista del Cagliari attende ancora la prima presenza in Nazionale, che non è arrivata nemmeno in occasione della prima convocazione a ottobre. Solo un assaggio della Nazionale maggiore, nulla più. A Coverciano è comunque presenza costante almeno con l’Under 21.

Altri due talenti del Cagliari da tenere d’occhio in ottica azzurro sono, secondo la Gazzetta, Filippo Romagna (’97) e Fabrizio Caligara (2000). Il primo aveva trovato la maglia da titolare con Rastelli, mantenuta nel primo periodo di López alla guida del Cagliari e poi persa per qualche partita a inizio 2018. Recuperata presto, con le gare contro Lazio e Benevento che hanno sancito il suo ritorno dal primo minuti. Anche lui convocato con costanza con gli Azzurrini. Il secondo invece è arrivato nel mercato di gennaio dalla Juventus e ha assaggiato la maglia rossoblù solo con i giovani della Primavera nel Torneo di Viareggio, senza ancora mettere piede in Serie A.

IL CONFRONTO. I numeri sono migliori rispetto all’estero. I calciatori italiani nati dal primo gennaio 1997 hanno messo assieme 583 presenze e 39 gol nei cinque grandi campionati, 54 presenze e 5 gol tra Champions ed Europa League, preliminari esclusi. È più di quanto fatto da tante altre nazioni europee e dimostra un cambio di mentalità avvenuto negli ultimi anni. La qualità però parla chiaro, se pensiamo che in Francia possono contare su Mbappè (Monaco) e Dembelè (Barcellona), per non parlare dei meno conosciuti Sarr, Theo Hernandez e Lafont.

La strada è ancora lunga. Ma il talento c’è. Anche in rossoblù.

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