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Van der Wiel, le tappe di un bluff durato sei mesi

Solamente un bluff. Questo è stato Gregory Van der Wiel per il Cagliari, un mero inganno e una delusione per società e tifosi. Arrivato in Sardegna a fine agosto con un curriculum di tutto rispetto, annunciato in pompa magna niente meno che dal presidente Giulini in persona, il buon Greg sembrò la soluzione perfetta ai problemi della fascia destra nel 4-3-1-2 di Rastelli. Finalmente un terzino puro, niente più Padoin adattato o Faragò sperimentato. Almeno questa fu la prima impressione prima che lo stesso tecnico di Torre del Greco riferisse in conferenza stampa, alla vigilia del match di andata contro il Milan, che il giocatore era arrivato con una leggera distorsione alla caviglia. “Van der Wiel tornerà dopo la sosta per le nazionali” rassicurò Rastelli.

Due settimane dopo però, all’esordio nel nuovo impianto della Sardegna Arena, ancora nessuna traccia dell’olandese. Si dovette aspettare fino al 15 ottobre per vederlo in campo, gettato disperatamente nella mischia da Rastelli in quella che sarebbe dovuta essere la partita della svolta dopo tre sconfitte disastrose. Non poteva andare peggio: Van der Wiel si esibì in una delle prestazioni più imbarazzanti della storia recente rossoblù. Tatticcamente spaesato, da terzino destro lo si vide vagare in mezzo al campo, sempre fuori tempo negli inserimenti e inconsistente nelle marcature. Più che un giocatore sembrò un bambino che aveva perso i genitori allo stadio ed era finito nel rettangolo di gioco per sbaglio. Dopo i primi 45 minuti per Rastelli fu abbastanza e all’intervallo la sua partita terminò con disonore.

Con il cambio di guida tecnica la situazione non migliorò. López decise di tenerlo fuori per sei partite di fila prima di riesumarlo in Coppa Italia contro il Pordenone il 28 novembre. Una partita alla portata di un vice Campione del Mondo, una squadra di Serie C che non giocava certo a ritmi elevati. Eppure anche quella occasione fu da lui sprecata. Il Cagliari cadde sorprendentemente sotto i colpi degli uomini di Leonardo Colucci e per Greg fu la seconda Caporetto in due presenze stagionali. Il 9 dicembre López gli diede un’altra possibilità inserendolo al posto dell’infortunato Faragò in Cagliari- Sampdoria. L’esterno orange fu inserito dall’uruguaiano al 33′ e si rivelò tra i protagonisti della grande rimonta dei rossoblù su Quagliarella e compagni. 0-2 per gli ospiti nel primo tempo e 2-2 il risultato finale. Finalmente il ritorno dell’olandese volante.

A quella prestazione seguirono altre due presenze da titolare, rimanendo in campo per tutti i 90 minuti contro Roma e Fiorentina. Prestazioni modeste ma confortanti, visti i precedenti, fecero pensare al pieno recupero del giocatore, che in quel momento sembrò addirittura poter contendere una maglia da titolare a Faragò. Anche questa fu solo un’illusione durata ben poco. Dal 22 dicembre al 28 gennaio solo quattro minuti in campo contro la Juve. Nel mentre non sono mai mancati gli aggiornamenti dai suoi profili social, tra foto da fashion blogger e vacanze di lusso, scatti che ritraevano una vita da vero Trimalcione dei nostri tempi. Non il massimo per l’immagine di un calciatore che gioca poco ma che ha uno degli stipendi più alti della rosa. Poi la faringite, la febbre, la fermata ad Amsterdam e la fuga a Toronto. Ecco le tappe dell’avventura di Gregory Van der Wiel a Cagliari: nient’altro che un gigantesco bluff.

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