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Cagliari-Fiorentina 1982: lo scudetto perso dai viola

Domenica 16 maggio 1982 in casa Fiorentina resterà una data impossibile da scordare in negativo. Infatti i viola al Sant’Elia (davanti a 70000 spettatori)  e la Juventus si giocarono il campionato affrontando entrambe in trasferta, Cagliari e Catanzaro. E, mentre i calabresi erano già salvi, ai rossoblù di Carosi mancava un punto per la matematica salvezza. Il primo tempo tra le due squadre vide i padroni di casa controllare il match, creando una sola occasione da gol con Selvaggi, sventata dal difensore viola Galbiati e gigliati nervosi in attesa di notizie da Catanzaro.

Nella ripresa sul terreno di giocò rientro una Fiorentina diversa, che al 16’ insaccò la sfera con il colpo di testa di Graziani, innescato da una bella giocata di Antognoni, che superò Corti. L’esultanza durò al massimo due secondi. Infatti l’arbitro di quella contesa, Mattei di Macerata, non indicò il centrocampo per la ripresa del gioco, ma annullò la marcatura per il classico “fallo di confusione”.

Una situazione che cambiò il corso di quello scudetto. La squadra di De Sisti si mostrò nervosa nei minuti successivi e da Catanzaro, via ‘Tutto il calcio minuto per minutò’ (che in quegli anni trasmetteva in diretta solo i secondi tempi delle partite della Serie A) arrivò per voce di Enrico Ameri, la notizia del vantaggio della Juventus, realizzato su rigore da Liam Brady, su rigore, ad un quarto d’ora dalla fine. Al termine delle due gare i bianconeri vinsero lo scudetto (con il Catanzaro che mise sotto assedio l’arbitro Pieri per un penalty apparso assai netto, per una gomitata rifilata da Brio a Borghi, il Cagliari resto in Serie A, a spese del Milan, e la Fiorentina non riuscì a cucirsi il tricolore sul petto, che avrebbe certamente meritato più dei bianconeri.

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