Sono trascorsi esattamente dieci anni dalla scomparsa di Nenè, ma il suo nome resta scolpito nella memoria collettiva del popolo rossoblù. Claudio Olinto de Carvalho, arrivato dal Brasile via Juventus e diventato sardo d’adozione, non fu semplicemente uno dei componenti del Cagliari dello Scudetto 1969-70. Fu uno dei volti più riconoscibili e amati di quella squadra entrata definitivamente nella storia del calcio italiano.
Il suo sorriso gentile accompagnò un’epoca irripetibile. Accanto a Gigi Riva, Pierluigi Cera, Enrico Albertosi, Comunardo Niccolai e agli altri protagonisti della formazione guidata da Manlio Scopigno, Nenè contribuì alla più grande impresa sportiva mai realizzata dal club rossoblù.
Dodici stagioni e 311 presenze in campionato
Il rapporto con il Cagliari andò però ben oltre quella primavera del 1970. Nenè vestì la maglia rossoblù dal 1964 al 1976, attraversando dodici stagioni e diventando uno dei simboli della trasformazione di una squadra appena approdata in Serie A in una delle realtà più importanti del calcio nazionale.
Con 311 presenze, occupa ancora oggi il sesto posto nella graduatoria dei calciatori più presenti della storia del Cagliari in campionato.
Numeri che raccontano soltanto in parte ciò che rappresentò. Tecnica, eleganza, intelligenza calcistica e disponibilità al sacrificio fecero del brasiliano una pedina preziosissima negli equilibri della squadra.
Quando la squadra tornò a essere famiglia
C’è poi una pagina molto più intima della storia di Nenè. Quando negli ultimi anni della sua vita le difficoltà lo resero più fragile, a stringersi intorno a lui furono proprio alcuni degli ex compagni del Cagliari campione d’Italia.
Il calcio, dopo decenni, smise ancora una volta di essere soltanto calcio. Quella squadra che aveva conquistato insieme uno Scudetto tornò a essere ciò che probabilmente era sempre stata: una famiglia.
Fino alla fine.
A dieci anni dalla sua scomparsa, ricordare Nenè significa quindi celebrare non soltanto un campione d’Italia, ma uno degli uomini che hanno contribuito a dare un volto, un’anima e un sorriso alla storia del Cagliari Calcio.
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Ho un bel ricordo di Nenè, come tutti! Era un vero uomo che rimase a Cagliari fino alla fine. Gli piaceva la gente con cui si intratteneva, spesso al bar di via Pergolesi. Da giocatore è stato davvero formidabile, contribuendo in modo significativo alla conquista dello scudetto. Lo aveva scaricato la Juventus, che pensava potesse fare il centravanti, ma poi, prima Silvestri e poi Scopigno, gli cambiarono il ruolo, comprendendo appieno le sue caratteristiche.
Grande Claudio❤️💙
Grande Campione e Uomo fragile ❤️💙
Fa parte d’una squadra e di un calcio dove i valori contavano più del parere di procuratori ed agenti senza scrupoli……chi indossa oggi la maglia del Cagliari ogni tanto dia uno sguardo a quella squadra dove Nene’ era un dei cardini ….grande e mai dimenticato.
Grande Nenè,un giocatore e sopratutto un uomo di un’altra epoca,molta piu’ vera e genuina di questa!
Sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori
Claudio, mi manca di vederti passeggiare tra via Sonnino e via Roma. Grande eroe dell’unica nostra vera gioia: lo scudetto.
Onore e gloria eterna a Nenè, eroe del primo scudetto
🙏🌹
Sempre con noi,
❤️Unico💙