La Uefa ricorda i tempi per il nuovo stadio del Cagliari. I giorni passano e la scadenza improrogabile del Bando (entro il 20 agosto) si avvicina inesorabilmente.
Il PEF
Come scrive l’Unione Sarda oggi in edicola l’attività degli uffici si sta soprattutto concentrando sull’aggiornamento del piano economico finanziario, documento fondamentale per verificare la sostenibilità economica dell’operazione (costo complessivo 218 milioni di euro). Parallelamente si sta lavorando anche allo schema di convenzione, altro tassello indispensabile che disciplinerà diritti, obblighi e responsabilità delle parti. Il quotidiano inoltre ricorda che, giovedì scorso la Figc ha convocato una sorta di conferenza di servizi con Comune e società rossoblù, riportando le parole dell’assessore Macciotta: “Nell’ambito di questo incontro è stato confermato che la richiesta di candidatura di Cagliari quale città papabile per gli europei 2032 dovrà essere inderogabilmente depositata con la relativa documentazione entro il 31 luglio”
Rassicurazioni
Lo stesso assessore ha affermato in merito: “Siamo certi di rispettare questa scadenza e al riguardo stiamo completando l’interlocuzione tra gli uffici competenti e la società proponente che condurrà alla emissione dei prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile. Macciotta poi aggiunge: “Il rinvio è nel rispetto dei tempi dettati dell’Uefa e soprattutto con una analisi dei documenti finanziari e contrattuali ancor più attenta e rigorosa a garanzia della tutela dell’interesse pubblico”.
Verifiche fondamentali
Nel suo articolo l’Unione Sarda ben specifica che si tratta di documenti particolarmente complessi, per questo motivo gli aggiornamenti richiedono verifiche tecniche, economiche e giuridiche approfondite. Nel corso della riunione con la Figc è stato inoltre puntualizzato che la Federcalcio entro il 15 settembre prossimo sceglierà le città papabili e che tale decisione dovrà poi essere ratificata dall’Uefa entro il 1 ottobre. Ma è certamente la data del 20 agosto, come termine ultimo per la pubblicazione del bando, il passaggio che l’Uefa considera imprescindibile per mantenere Cagliari nel percorso verso Euro 2032.
Momento da non lasciarsi sfuggire
La questione del nuovo stadio del Cagliari è sempre al centro dell’attenzione nazionale. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, presente a Cagliari per le regate preliminari della 38ª America’s Cup lo scorso maggio, ha ribadito l’importanza del progetto e la volontà di procedere con l’abbattimento dell’attuale impianto Sant’Elia. “Lo stadio di Cagliari si deve fare – ha ribadito all’Ansa – Ha avuto una storia molto lunga, io ho iniziato a seguirlo fin dal suo concepimento e quindi mi sento un po’ un genitore adottivo anche di questo progetto. Io mi auguro che entro la fine dell’anno si possa iniziare ad immaginare anche l’abbattimento del Sant’Elia e quindi la prospettiva effettivamente che nasca il progetto che entro il 2030 si possa effettivamente realizzare”. In quell’occasione il ministro aveva inoltre sottolineato il ruolo del presidente Tommaso Giulini e delle istituzioni locali e regionali: lo sforzo congiunto, secondo Abodi, merita riconoscimento, così come il sostegno del popolo sardo, che segue e ama il Cagliari anche oltre i confini dell’isola. “Il popolo sardo che ama il Cagliari, non soltanto in Sardegna ma in tutto il mondo, merita questa consacrazione”.
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



ANCORA CHE PRENDETE IN GIRO I TIFOSI E BASTA MASSA DI FALLITI INCOPETENTI
Lo stadio si farà. ormai mancano piccoli dettagli. e non credo che Cagliari si faccia sfuggire anche 2032. dopo l’america’s cup. Sarebbe una vergogna.
Cosa si riesce a fare con intelligenza artificiale ,il Cagliari è la Sardegna meriterebbe uno stadio del genere ma se non lo hanno le squadre più importanti figuriamoci quando lo potrà avere il Cagliari 😢😢😢
Sono proprio curioso di vedere con quale squadra si presenterà tra pochi gg in ritiro il Cagliari e soprattutto per il prossimo campionato abbiamo venduto/ non riscattato/non confermato una decina di calciatori ed altri sono in rampa per essere venduti. Non c’è un progetto, non c’è nulla all’orizzonte, nessuna certezza, con il rischio che si debba partire da zero con una squadra giovani inesperta ed impreparata e con allenatore di cui si sono ingigantiti i meriti, che quest’anno pagherà dazio.
…temo anche che alla fine del girone d’andata saremo già retrocessi!
Cosi’ tardi? Magari gia’ verso l’ estate di San Martino …
Tuttto questo con lo stadio non c’entra niente.
Secondo me le rassicurazioni dell’assessore Macciotta valgono poco perché la firma sui documenti (e relativa responsabilità) la mette un Dirigente del Comune e non lui. È giusto che il Dirigente voglia vederci chiaro. Speriamo quindi che il PEF presentato dal Cagliari calcio sia corretto ed in linea con la normativa vigente, altrimenti niente Europeo e chissà cos’altro potrebbe succedere per un intoppo del genere.
Daniele Silvestri – Gino E L’Alfetta
Lo stadio salterà,i famosi investitori saranno la rovina del Cagliari che sparirà stile Chievo….e li rimpiangeremo Giulini , Cellino,larrivey…..
Incredibile, aspettavano di andare in vacanza e poi giù altre consulenze. E basta …
Bastava togliere la pista al S.Elia e ristrutturarlo, come hanno fatto a Udine e a Firenze, invece di buttare 💰 con Is Arenas e Unipol Domus
La struttura del Sant’Elia non è più ristrutturabile da almeno 10 anni.
È un rudere: settori chiusi da lustri, gradinate provvisorie, incuria totale, problemi di sicurezza e degrado strutturale evidente.
Ristrutturarlo sarebbe buttare soldi per un impianto vecchio, brutto e non a norma.
L’unica strada è abbatterlo e fare il nuovo stadio. Punto.
Chi l’ha fatto andare in malora? Non era vecchio e neanche brutto, bastava intervenire prima, invece se ne sono fregati, fare nomi e cognomi dei responsabili del declino? Oramai…..
Il Sant’Elia ha iniziato a morire già ai Mondiali del ’90: durante l’installazione dei seggiolini non sigillarono i fori, l’acqua si infiltrava ovunque e da lì è partita la decadenza strutturale.
Da allora solo rattoppi, settori chiusi, gradinate provvisorie e degrado irreversibile.
Ristrutturarlo oggi è impossibile. L’unica soluzione è abbatterlo e fare il nuovo stadio.
Poi anche Cellino a suo tempo fu responsabile in quanto non faceva praticamente manutenzione
Ok. D’accordo, Paolo, ma è impossibile che non ci siano responsabili che allora potevano intervenire.👋
D’accordo, responsabili ce ne sono eccome.
Dal Comune (proprietario) che ha fatto un lavoro schifoso già nel ’90, alla Regione, fino a Cellino che come gestore non ha fatto praticamente manutenzione per anni, lasciando peggiorare tutto.
Il punto però non cambia: lo stadio è un rudere da almeno 10-12 anni. Non è più ristrutturabile senza buttare via una montagna di soldi per un risultato mediocre.
Nomi cognomi e anche soprannomi non cambierebbero di una virgola il fatto che non si può più ristrutturare ma solo demolire.
Appuntamento al 20 Agosto all’aeroporto per accogliere di nuovo gli Indiani d’America…
Appuntamento al aias il 19, ti ci porto io