Sono passati dieci anni, sembra ieri. Era il 1° settembre del 2016 e l’Italia dell’allora CT Gian Piero Ventura affrontava la Francia nella prima amichevole stagionale. A inizio ripresa Gigio Donnarumma faceva il suo esordio in Nazionale subentrando a un certo Gigi Buffon e diventando a 17 anni e 189 giorni il più giovane portiere a indossare la maglia azzurra. Ancora non lo sapevamo, ma quella sera a Bari stava avvenendo un passaggio di consegne tra un campione del mondo e un futuro campione d’Europa, due fenomeni tra i pali ma anche due leader carismatici, pronti a dimostrare il loro amore per la Nazionale nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte.
E così, due mesi dopo la delusione per la sconfitta ai rigori con la Bosnia nella finale del play-off, Gigio Donnarumma ha chiamato Silvio Baldini per manifestare la volontà di partecipare a questo raduno. Le vacanze possono aspettare: “Da capitano – le sue parole in conferenza stampa – mi sono sentito in dovere di fare una chiamata al mister e di dare la mia disponibilità, poi è stato lui a decidere. Tengo a precisare che tutti i miei compagni sarebbero venuti con grande piacere perché hanno voglia di ripartire e di riportare l’Italia dove merita”.
Un fratello maggiore. Dall’alto delle 81 presenze in Nazionale, Gigio è chiamato a vestire i panni di fratello maggiore in un gruppo dove è l’unico a non essere nato negli anni Duemila: “Sono qui per dare una mano e per far capire che la maglia azzurra è troppo importante. Cerco di portare esperienza pur essendo giovane anche io. Questi ragazzi hanno un grande futuro, nel primo allenamento di ieri mi hanno impressionato sotto tutti i punti di vista. Ho conosciuto anche il mister, un uomo di valori”.
Ripartire
“Penso che questa ferita ci farà bene portarcela dietro per un po’. Ci farà bene per il futuro. Non c’è altro da fare che ripartire. E lo faremo alla grande perché ci sono giovani forti, abbiamo un gruppo forte”. Un gruppo molto unito e con individualità importanti era anche quello che con Gattuso è arrivato a un passo dal Mondiale: “Dopo la mancata qualificazione sono stato due o tre giorni senza allenarmi perché è stata una botta forte. Dopo l’ultimo rigore mi è caduto il mondo addosso, è stata una mazzata incredibile, più delle altre volte. Penso che si fosse creato qualcosa di magico grazie a mister Gattuso, al presidente (Gravina, ndr) e a Gigi (Buffon, ndr). Quello che fa più male è ciò che è accaduto a loro. Dobbiamo ripartire da quello, poche volte ho visto un gruppo così voglioso di riportare l’Italia al Mondiale”.
Olimpaiadi 2028 “Speriamo di andarci alle Olimpiadi. Per la Nazionale farei qualunque cosa e se il mister ritenesse opportuno chiamarmi come capitano mi farebbe piacere”.
I convocati da Baldini
Portieri: Daffara (Avellino), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Lorenzo Palmisani (Frosinone);
Difensori: Honest Ahanor (Atalanta), Davide Bartesaghi (Milan), Fabio Chiarodia (Borussia Monchengladbach), Pietro Comuzzo (Fiorentina), *Costantino Favasuli (Catanzaro), Filippo Mane (Borussia Dortmund), Marco Palestra (Cagliari), Luca Reggiani (Borussia Dortmund);
Centrocampisti: Matteo Dagasso (Venezia), Giacomo Faticanti (Juventus), Luca Lipani (Sassuolo), Cher Ndour (Fiorentina), Niccolò Pisilli (Roma), Lorenzo Venturino (Roma);
Aattaccanti: Francesco Camarda (Lecce), Luigi Cherubini (Sampdoria), Jeff Ekhator (Genoa), Francesco Pio Esposito (Inter), Seydou Fini (Frosinone), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Luca Koleosho (Paris FC).
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