Esclusiva – Selvaggi/2: “Gli allenatori? La rovina del calcio: vi spiego perché”

Si conclude la nostra intervista a Franco Selvaggi, doppio ex di Cagliari-Torino: una riflessione a 360 gradi sul calcio attuale, ricca di spunti anche polemici. Buona lettura.

Seconda e ultima parte della nostra intervista esclusiva a Franco Selvaggi, doppio ex della partita di domani tra Cagliari e Torino.

Leggi la prima parte


Il calcio di oggi: c’è ancora spazio per valori e passione?

Siamo il frutto di una società nuova, che è cambiata e così è cambiato il calcio. Ho sempre sostenuto che gli anni Ottanta abbiano rappresentato il decennio più bello del calcio italiano. Non ci qualifichiamo ai Mondiali da tre edizioni. Sono cambiati i valori, vero. Però girano davvero troppi soldi, si è perso il divertimento. I diritti televisivi hanno stravolto il movimento perché hanno creato fiumi di denaro per i club. Che arrivano ad indebitarsi per provare a essere competitivi“.

Giocatori sopravvalutati e risorse tecniche impoverite

Rischio di dire una banalità. Un allenatore, tanto tempo fa e non ieri, mi disse a ragione: ‘In Italia mancano gli uomini degli ultimi 25 metri‘. I grandi della storia, cito Messi oppure Yamal del Barcellona, perché hanno avuto o hanno oggi valutazioni di mercato altissime rispetto ai giocatori cosiddetti normali? Perché fanno la differenza sempre e sono rimasti davvero pochi giocatori del genere. Nessuno vuole invece rischiare le giocate al giorno d’oggi“.

Un frangente, quest’ultimo, che può essere riferito anche agli allenatori?

Gli allenatori sono la rovina del calcio! Manca l’estro, vero. Ma pure la personalità e la capacità di voler rischiare qualcosa. Oggi abbiamo in Italia capace di inventare calcio dalla trequarti in avanti? No. Si parla tanto di voler ricominciare dalla tecnica, però nei settori giovanili è necessario insegnarla se non amplificarla“.

Un allenatore, come diceva Gianni Rivera, è bravo quando non fa danni. Invece oggi le squadre sembrano tutte schierate nello stesso modo, tutti dietro la linea della palla. Quando i tecnici vanno ai microfoni…  Se le cose vanno bene, sono bravi loro; se non vanno bene, gli altri sono più forti, ma bisogna prendersi le proprie responsabilità. Tutte le partite devono essere giocate! Ricordo un aneddoto del grande Cesare Maldini su Nereo Rocco. Prima di una partita, sulla frase ‘Vinca il migliore’ rispose: ‘Speriamo di no!’  “.

“Nel mio piccolo, nel lavoro con i ragazzi, sono arrivato a portare loro delle chiavette USB con all’interno i video dei grandi campioni. Perché così si hanno dei riferimenti, degli esempi. I ragazzi vanno per emulazione. Gli istruttori non sanno calciare un pallone, però pretendono di insegnare ai giovani come farlo. Un problema molto profondo, che si annida nella superficialità e nell’improvvisazione. Parlo anche di parecchi dirigenti, che si riempiono la bocca del ‘riportare la tecnica’ nel calcio, ma non sono in grado di calciare pure loro un pallone. Di che parliamo? Forse è meglio cambiare argomento…“.

Un discorso di personalità

In Eccellenza sembrano tutti bravini, fanno girare anche bene la palla. Però poi, arrivati a un certo punto, tornano indietro o allargano il gioco sulle fasce invece di cercare la verticalità verso la porta. Invece, anche i centrocampisti dovrebbero preoccuparsi di contribuire alla fase offensiva e cercare la conclusione in porta. Mancano queste cose. Però ripeto… Sarebbe davvero troppo lungo il discorso da fare“.

Il senso del gol

Io ricordo come cercavo la porta. Tentavo lo scambio con il mio compagno d’attacco, cercavo l’inserimento negli spazi, provavo a centrare lo specchio anche dalla distanza. Avevo la fortuna di poter contare su Gigi Piras, a cui devo molto: lui apriva i varchi e insieme abbiamo tenuto in alto il Cagliari aiutati da un centrocampo super: Bellini, Quagliozzi, Casagrande, Marchetti…“.

“Dove troviamo un altro Riva…”

La squadra che oggi mi piace di più è il Como. Cercano sempre la combinazione, arrivando spesso con diversi uomini vicino alla porta. Penso sempre a Gigi Riva, a cui qualcuno chiese di stare dietro la linea della palla e curare la fase di non possesso. Li mandò a quel paese… Gigi era completo, veloce, un fenomeno che spaccava le porte, i duelli fisici con i difensori li vinceva, coraggioso, un sinistro da favola. Dove lo troviamo oggi uno così… Chiudo dicendo un bel ‘Forza Cagliari!

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Pelinor
3 mesi fa

Ha perfettamente ragione. Qui in Spagna l’atteggiamento è meno difensivo, le squadre se la giocano sempre, anche squadre come Real e Barça, pur vincendo alla fine, devono quasi sempre sudarsela

Last edited 3 mesi fa by Pasquino 2020
Gigi11
3 mesi fa

Parole sante, condivido tutto!

Commento da Facebook
3 mesi fa

La rovina del calcio italiano e non solo anche internazionale ha un solo nome da quando si è manifestata facendo entrare in vigore la zona come sistema di gioco volto a fermare gli attaccanti SOLO virtualmente soprattutto con l’intercetto della palla fallito quasi sempre provocando gol evitabili pesanti e penalizzanti per causa sua; solo cambiando sistema di gioco DA ZONA A UOMO con marcatura moderna, come da me proposta, si avrà il vero calcio giocato che tutti auspicano di vedere e di apprezzare, senza più assistere ai citati gol evitabili segnati.

Giampaolo
3 mesi fa

Bel discorso, soprattutto la frase sulle squadre tutte uguali, e verissimo!!!! Inoltre non ci sono più attaccanti e se ci sono non giocano oppure fanno i centrocampisti…non c’è uno che abbia idee diverse,tutti copiano tutti, in peggio ovviamente , io continuo ad andare allo stadio e vedere partite in tv, ma la noia è mortale e non solo al Cagliari

Marco Piras
3 mesi fa

90 minuti di applausi.

Commento da Facebook
3 mesi fa

Si riferisce a Pisacane 🙄
😂😂😂

Curaçao
3 mesi fa

Ma che Bravo Selvaggi! Ha fatto la fotografia di Pissacane risparmiandogli I limiti di gestione dello spogliatoio

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