Esclusiva – Selvaggi/1: “Il Torino non farà regali al Cagliari. Esposito? Dico la mia”

Doppio ex di lusso per il match Cagliari-Torino, intervistato per voi da CalcioCasteddu: a voi Franco "Spadino" Selvaggi. Buona lettura.

Indimenticato campione del mondo 1982 con la Nazionale di Bearzot – ancora da tesserato rossoblù prima della cessione proprio al Torino – e protagonista di annate importanti in rossoblù: Franco Selvaggi, ai microfoni di CalcioCasteddu, presenta la partita di domani sera all’Unipol Domus. Prima parte della nostra intervista, dedicata al match e ai ricordi delle due esperienze.


Cagliari-Torino

Innanzitutto, il Cagliari deve pensare che il Torino non regalerà nulla e non darà strada libera ai padroni di casa. La squadra rossoblù deve esclusivamente giocare con umiltà, credere in sé stessa e andarsi a prendere, quantomeno, questo benedetto punto che significherebbe salvezza matematica“.

La crisi di risultati dopo il celebre tris di successi a inizio 2026

Quel tris di vittorie ha fatto pensare che tutti i guai fossero stati messi da parte. Può esserci stato probabilmente un calo di concentrazione, euforia eccessiva, forse un pizzico di presunzione: ma guardiamo ad esempio anche la partita contro l’Udinese, della settimana scorsa. I friulani avevano nulla da perdere vista la loro classifica, invece…“.

La speranza per il futuro rossoblù

Alzare l’asticella, sono d’accordo. La passione che hanno i tifosi rossoblù ne risente, è naturale: è d’obbligo non fare soffrire fino all’ultimo il popolo rossoblù. Puntare sui giovani, sì: ma deve arrivare pure qualche ‘pezzo’ importante in rosa in futuro. Ad esempio, una prima punta di razza. Conosco benissimo Sebastiano Esposito: il suo ruolo è quello di seconda punta, non trovo sia l’ideale ‘fargli portare la croce’ con un dispendio di energie importante che lo tiene anche lontano dal vivo dell’azione offensiva“.

Amara riflessione sui giovani italiani

I nostri ragazzi italiani sono diventati una merce di scambio, senza avere un ruolo fisso e importante nei club. Faccio l’esempio del fratello di Esposito, Pio: i giovani necessitano di fiducia continua e solo così ci si può fare le ossa, come si diceva una volta. L’esperienza te la fai se giochi sempre, altrimenti… Parlo anche di Kiliçsoy. L’attaccante è fondamentale in una squadra, deve saper trattare il pallone sia buttarlo in rete“.

Pisacane, pur senza fare qualcosa di eclatante, sta raggiungendo l’obiettivo

Il Cagliari è una squadra giovane, l’ho osservata parecchio in questa stagione e ho notato una tendenza a sfilacciarsi, disunirsi. Sicuramente in questo discorso rientra l’età media bassa della rosa. Pisacane? Tutto sommato, credo sia difficile dargli particolari colpe. In fondo, dobbiamo parlare di obiettivi, che nel caso del Cagliari è – purtroppo – sempre quello di salvarsi. E quindi bisogna dare atto a Pisacane di questo, senza fare qualcosa di eclatante. Ma facendo il suo dovere“.

Gli anni granata

Al Torino ho avuto Eugenio Bersellini come allenatore e ho vissuto due anni molto belli. Sono stato benissimo e ho militato in un ottimo Toro. Ho conosciuto lì Renato Copparoni, portiere molto bravo. Ragazzo in gamba, in ritiro dormivamo in camera insieme: purtroppo chiuso da Terraneo“.

Le figure più importanti nelle esperienze di Cagliari e Torino

Gigi Riva, senza se e senza ma. Mi volle con forza, quando militavo nel Taranto. Una volta affermatomi nel Cagliari, rifiutò di cedermi alla Juventus che mi aveva richiesto dopo un bel campionato. Stavo benissimo a Cagliari, anni splendidi, una città bellissima. I sardi sono un popolo straordinario. Fosse stato per me, probabilmente non sarei andato via. Però il presidente Amarugi mi disse: ‘Fai un bel campionato, perché dobbiamo venderti bene’. Lato granata, Bersellini. Un grande allenatore, ho avuto un bel rapporto con lui e secondo me avrebbe meritato molto di più. Aggiungo Renato Zaccarelli, il capitano: un leader vero che trasmetteva il valore della maglia granata. Vestire quei colori era una responsabilità, ma bellissima in quanto motivo d’orgoglio per il passato glorioso del Toro“.


Rileggi l’intervista di un anno fa al protagonista!


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Pelinor
4 mesi fa

Con molta eleganza, anche Selvaggi praticamente boccia Pisacane

Marius
4 mesi fa

Intanto c’era. Tu no. Invidioso

Commento da Facebook
4 mesi fa

e bai a cagaaaaaaiiii , il campione del mondo 1982 , grande campione : mai una volta in panchina , sempre in tribuna , e si creiri …………….. campione del mondo

Commento da Facebook
4 mesi fa

O cagau

GiSesiAFrori
4 mesi fa

Vedi che lui del titolo di campione del mondo non se n’è mai fregiato, tantomeno in questa intervista. A tirarlo fuori, come sempre, ma per semplice dovere di cronaca, è stato il giornalista, non certo lui. Selvaggi sa benissimo che senza scendere in campo quel titolo vale il giusto, forse gli pesa più di quanto non gli piaccia ammettere. Ma a parte questo, cos’è che ti stona tanto delle sue parole, forse il fatto che abbia sottolineato la verità? Cioè che i meriti di Pisacane arrivano dove finiscono i meriti della società? Il fatto che con una rosa del genere… Leggi il resto »

Francesco Marongiu
4 mesi fa

Sempre basso il livello qui! Solo insulti e nessuna voce critica da parte tua! Sempre in anonimato, ovviamente! Selvaggi ha fatto parte della squadra campione del mondo anche se non ha giocato. Portarlo in Spagna ha significato riconoscerne le doti che a Cagliari ha fatto vedere molto bene! Ad avercene oggi di centravanti così. Ma credo che il tuo livello molto basso non sia in grado di capire certe cose. Un po’ di invidia? Temo di sì!

Francesco Marongiu
4 mesi fa

Concordo poi su tutto quello che ha detto Selvaggi!

Commento da Facebook
4 mesi fa

E bai pinnigari su stresciu

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