Dario Srna, ex terzino del Cagliari e attuale direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, ha recentemente compiuto 44 anni, ma il calcio continua a essere al centro della sua vita. Nonostante da anni non sia più un calciatore, il suo impegno con il club ucraino lo vede protagonista in prima linea. Giovedì prossimo sarà impegnato nel ritorno della semifinale di Conference League, con lo Shakhtar chiamato a ribaltare il 3-1 subito all’andata contro il Crystal Palace.
Legami
Srna, che in passato ha giocato per il Cagliari nella stagione 2018-2019, ha parlato al Corriere dello Sport riflettendo anche sul suo legame con il club rossoblù e con alcuni dei suoi ex compagni, in particolare Nicolò Barella. “Barella è uno dei migliori giocatori italiani, tra i più forti, e si capiva già allora. Era bravo, aveva dei margini enormi”, ha dichiarato Srna, sottolineando il talento del centrocampista, che all’epoca era ancora una giovane promessa. Srna ha anche speso parole affettuose per Fabio Pisacane, un compagno di squadra che considera un “fratello” e per il quale nutre un sincero affetto. “Tifo tanto per lui e per il Cagliari, c’è affetto sincero da parte mia”, ha aggiunto l’ex terzino croato.
Calcio italiano
Oltre a parlare dei suoi legami con il Cagliari, Srna ha riflettuto sullo stato attuale del calcio italiano, in particolare sul motivo per cui la Nazionale non riesce a qualificarsi per tre Mondiali consecutivi. Secondo Srna, non è una questione di allenatori, ma di carenza di talento tra i calciatori: “Il problema non sono gli allenatori. Guardate l’ottimo lavoro di De Rossi, ha cambiato musica al Genoa. Poi Pisacane a Cagliari ha sempre fatto bene contro le big”, ha osservato. L’ex giocatore ha poi elogiato alcuni dei più grandi allenatori italiani, come Luciano Spalletti, che considera tra i migliori al mondo, e ha parlato del suo grande apprezzamento per Antonio Conte, Massimiliano Allegri, e Maurizio Sarri, ma ha concluso dicendo: “Il problema sono i calciatori, ne mancano un po’”.
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Dove hai letto questa notizia?
Società che sa come muoversi al contrario di quella che noi conosciamo . purtroppo , molto bene!
Ma un pó di colpa sulla situazione della Nazionale ce l’hanno anche gli allenatori che ha citato. Guidano club ricchi e si fanno acquistare soprattutto stranieri invece di curare i pochi talenti giovani italiani.