Marco Mancosu torna a parlare di Cagliari e lo fa con il tono di chi guarda indietro con orgoglio e riconoscenza.
Ospite della trasmissione “Il Cagliari in diretta” su Radiolina, l’ex numero 5 rossoblù ha ripercorso i momenti più intensi della sua avventura in Sardegna, definendola senza mezzi termini la parentesi più complessa, ma anche una delle più significative della sua carriera.
Il ritorno a casa e il peso delle aspettative
Per Mancosu, il rientro a Cagliari non è stato affatto semplice. “È stata la parte più difficile della mia carriera – ha spiegato – perché tornare dopo tanto tempo e riabituarsi a certe dinamiche non è scontato. Sono arrivato in un momento delicato, con grandi pressioni dopo la retrocessione di Venezia, che ho vissuto indirettamente ma che ha pesato molto l’anno dopo”.
Un contesto complicato, affrontato però con spirito di sacrificio: “Alla fine sono felicissimo di com’è andata: prima la promozione, poi la salvezza. Sono risultati che restano e che danno un senso a tutto quello che abbiamo passato”.
La maglia numero 5 e il senso di responsabilità
Tra i simboli della sua esperienza rossoblù c’è anche la scelta della maglia numero 5, un numero “pesante” nella storia del club.
“Mi è servita tantissimo – ha raccontato – perché andavo incontro a qualcosa di importante e difficile. Ma mi sono comportato in modo da onorarla fino in fondo. Sentivo la responsabilità e credo di averla affrontata con il giusto atteggiamento”.
Bari, Pavoletti e il momento indimenticabile
Quando si parla del ricordo più bello, Mancosu non ha dubbi: non è un’azione personale, ma un’immagine che appartiene alla storia recente del Cagliari. “Non riesco a scegliere un momento mio – ha detto – perché non avrebbe lo stesso valore di quell’angelo con il numero 30 che è sbucato alle mie spalle a Bari e ha spinto in porta quel pallone. Ringrazierò Pavoletti per tutta la vita“.
Un gol che vale una promozione e che per Mancosu assume un valore ancora più forte: “In quella partita avevo già il ginocchio compromesso. Se mi avessero detto: “Succede questo, ma poi smetti di giocare”, avrei firmato col sangue. Pavoletti per me è un idolo, lo ringrazierò per sempre”.
Pisacane allenatore: intuizioni e coraggio
Infine, uno sguardo all’attualità, con Fabio Pisacane oggi alla guida della squadra. “Sapevo che si sarebbe distinto come allenatore del Cagliari, era solo questione di tempo“, ha spiegato Mancosu. L’ex centrocampista ha elogiato soprattutto la capacità del tecnico di adattarsi:
“La cosa migliore che ha fatto, oltre agli accorgimenti tattici, è stata spostare Gaetano in cabina di regia. Ha il passo e la tecnica per quel ruolo. Pisacane è stato bravo a mettere da parte una sua idea per dare più solidità alla squadra e ottenere risultati importanti”.
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QUANDO SI DICE: “SONO SARDO E ME NE VANTO” PARLI DI MARCO MANCOSU
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Grandissimo, avevo dimenticato quel meraviglioso gol a Perugia! Grazie per avermelo ricordato, Mancosu ha rappresentato e la rappresenta ancora: la vera “sardità”!
Pavo è pavo si ama non si discute ❤️
Il gol da centrocampo a Perugia rimarrà nella mia mente per sempre
Mi hai anticipato.Me lo ricordero’tutta la vita.Bella generazione quella .Ha raccolto pochissimo Rispetto al loro valore
Gemma indimenticabile.