Paolo Faragò ha trovato nella campagna un nuovo inizio. La sua sveglia suona sempre all’alba, quando il sole non è ancora sorto, e lui è già al lavoro tra i filari della vigna. Ex giocatore del Cagliari, oggi dedica le sue giornate alla coltivazione e produzione di vino locale. Il suo terreno si estende per 14 ettari e comprende oltre 1400 alberi, tra cui 750 ulivi. Ogni giornata inizia alle 4:30 sul trattore, occupandosi di attività come potatura e raccolti.
Il calvario: “Dovevo dire basta”
Nel 2023, a soli 30 anni, Faragò ha lasciato il calcio. Un problema all’anca, aggravato da anni di interventi chirurgici e terapie, lo ha costretto a fermarsi. Con 14 operazioni alle spalle e una vita scandita da antidolorifici e stampelle, continuare era impossibile. “Faticavo persino a camminare, figurarsi allenarsi. Non c’erano alternative, dovevo dire basta.” La transizione alla vita in campagna gli ha restituito serenità. “Dovevo prendere sempre antidolorifici, nessun dottore riusciva a capire cosa avessi. Una volta, un chirurgo, mi disse: ‘Conosci la storia del calabrone? Secondo la fisica non ha la struttura alare adatta per volare. Eppure ci riesce. La tua situazione è molto simile’. Alternavo lunghi periodi in stampelle a qualche allenamento. Nel dicembre 2023 mi hanno impiantato una protesi all’anca. Da quel momento ho cominciato a stare meglio. Ma avevo già deciso di smettere, non ne potevo più“.
Il post calcio
Nel 2020 ha acquistato un terreno vicino a Cagliari, dove lui e sua moglie hanno deciso di stabilirsi. Poco dopo è nata la sua azienda vinicola, che oggi conta otto etichette di vino tra rosso, bianco e orange wine. Sta valutando l’espansione della produzione verso olio e miele, complice la piantumazione di migliaia di alberi da frutto, come melograni, noci, mandorli e pistacchi. Nonostante la dimensione ancora ridotta dell’impresa, Faragò si occupa di tutto: dal lavoro nei campi alla parte commerciale.
Radici
Cresciuto tra Calabria e Piemonte, il legame con il mondo agricolo e vinicolo è sempre stato una parte della sua vita. “Mia nonna, pur avendo 92 anni, si diverte ancora con la vendemmia.” La decisione di abbandonare il calcio nasce dalla necessità di cambiare direzione. Dopo oltre vent’anni in un ambiente fatto di dinamiche poco apprezzate e una vita da nomade lontano dalla famiglia, Faragò ha scelto di radicarsi a Cagliari. Qui può gestire la quotidianità secondo i suoi ritmi, meno frenetici ma più autentici: “Mi sono allontanato dal calcio, ha dinamiche che non apprezzo e desideravo staccare dopo averlo vissuto in modo intenso per la maggior parte della mia vita“.
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Grande Farago’!! I suoi cross sono stati una fortuna per la testa di Pavoletti nel 2018.
Faragó è una persona che stimo
conoscete il nome delle etichette dei suoi vini ?
Paolo è un uomo di spessore, è un conoscitore di calcio sopraffino e può dare indicazioni su chi ha talento. Prendetelo part time.
In realtà ha detto che col calcio ha chiuso
Ha fatto bene quasi quasi lo faccio pure io. Mollo questo forum e mi do alle viti e ai frutteti… Che ne dite ?
Non sarebbe una cattiva scelta caro fake.
Non sarebbe una cattiva scelta caro fake
Bravo Farago’ !!!!! Dopo aver smesso col calcio ed aver giocato un paio di stagioni nel Cagliari ha deciso di mollare l’ ambiente ” pallonaro ” e di rifarsi una nuova vita in Terra Sarda.