SINDIA. Cagliari, l’esordio tra i professionisti ancora sbarbato; Lecce, ultima tappa di una carriera ricca di soddisfazioni con baffi e capelli precocemente ingrigiti. Per Pietro Paolo Virdis, la partita di domenica all’Unipol Domus non sarà certo banale e ben rappresenta inizio e chiusura del cerchio come calciatore. Nativo di Sassari ma originario del piccolo centro nuorese di Sindia, si trasferì a Cagliari all’età di 7 anni e iniziò a giocare dapprima nei Vigili Urbani: poi a 16 anni l’exploit nella Nuorese in Serie D e l’approdo in rossoblù. Esordio in Serie A a 17 anni contro il Lanerossi Vicenza, il 6 ottobre 1974, con il numero 11 di Riva (assente) sulle spalle.
CAGLIARI E LECCE. Nell’annata seguente, quella della retrocessione, i primi 6 gol in massima serie. Nel 1976-77 ne segna 18 e si accorge di lui la Juventus, per un tira e molla che farà scalpore: ma questa è un’altra storia. 97 presenze (più due gare di spareggio) e 29 marcature rappresentano il suo bottino nel Cagliari, compresa l’ultima parentesi del 1981-82. A Lecce, arriva nel 1989 per disputare gli ultimi due campionati della carriera, sempre in Serie A. E ha la chance di incontrare i rossoblù il 9 dicembre 1990 al Via Del Mare: la rete del 2-0 è proprio sua, con una punizione che infila Cappioli subentrato tra i pali all’espulso Ielpo. Commentò così quel successo contro il suo passato: “Ho visto il Cagliari motivato, carico. Quindi questo lascia ben sperare per il futuro“. A fine stagione la squadra di Ranieri si sarebbe salvata, contrariamente al Lecce di Virdis. In giallorosso provò la soddisfazione di raggiungere quota 100 gol nella massima categoria, prima di appendere le fatidiche scarpette al chiodo prossimo ai 34 anni e la partita conclusiva contro il Parma: come la prima volta, con il numero 11 sulla schiena.
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Per giudicare PietroPaolo Virdis bisognerebbe conoscerlo meglio, ho avuto il piacere di conoscerlo prima ancora del suo esordio nel Cagliari, e il suo “amore” per il Cagliari è sempre stato forte, anche adesso che abita a Milano. Di questo sono sicurissimo.
Con tutto il rispetto, x me Virdis è un ex RossoBlu,non lontano ma lontanissimo.
Da quando se ne andò x cercare fortuna altrove,in primis Milan e Juve ha quasi ” rinnegato calcisticamente ” il CAGLIARI.
Ormai è Milanese, non gliene frega nulla del Casteddu.
Vogliamo paragonare Virdis a Gigi Piras ???
No, sarebbe un sacrilegio, il secondo ha sempre avuto ed avrà sangue RossoBlu, Virdis no di sicuro al 💯%.
Condivido al 💯%
Danilo ben trovato come stai?Ricordo un Lecce Cagliari con Cappioli in porta e sembrava l fine xi Claudio Ranieri.Al ritorno la musica cambio’con Virdis che non volle andare a messa con Boniek catolicissimo polacco lui che era seguace non si di chi santo indiano e fu messo fuori rosa.Magari mi sbaglio?MA questi sono i miei ricordi
Se non ricordo male in quel Lecce Cagliari segno’ su punizione. Sul ritorno ricordi benissimo.
Ciao a Te.
Virdis io l’ ho messo nel dimenticatoio da molti anni.
Pero’ PPV e’e’rimane un uomo con la schiena dritta non merita alcuna critica da nessunoLo stesso Riva lo convine a trasferirsi .Il suo rifiuto alla-Juvefece molto piu’scalpore di quello di Riva.
Forse sei troppo severo.Certo, non ha fatto niente per terminare la carriera nel Cagliari e , soprattutto, ha messo radici a Milano dove tuttora vive. Le radici sarde sono sempre profonde e radicate, come il ristorante di proprieta’ attesta.Certo, hai ragione,non è un cuore rossoblu.
Però Danilo ha fatto un paragone giusto. Fra Piras e Virdis non c’è partita. Virdis è stato una chimera.
Verissimo.
Ciao.
X me è un ” fuoriuscito ” dalla storia del Cagliari.
Carissimi, con alcuni di voi non sono del tutto d’accordo. E’ vero che Virdis non può essere paragonato a Piras per quanto i due attori hanno dato al Cagliari. Stravince Gigi Piras, assolutamente! Tuttavia, Virdis è stato un ottimo giocatore soprattutto nel Milan, sottovalutato da che guidava all’epoca la Nazionale. Ma ha anche esportato la sardità, cioè quell’insieme di doti nostrane che fanno di noi delle persone serie, di non molte parole e grandi lavoratori. Il simbolo della sardità nel calcio è decisamente Gianfranco Zola ma anche Virdis ha dato molto in questo senso. Quando giudichiamo un calciatore sardo non… Leggi il resto »
Sposo in toto il tuo discorso , anche perche’ non ho capito da cosa è nato il confronto Piras Virdis, che nessuno ha proposto. Quanto alle capacita’ calcistiche di Virdis , credo occupi, al terzo posto, il podio dei sardi piu’ forti di sempre, dopo Barella e Zola.Quanto, infine, alla Nazionale, se si pensa che vi hanno giocato anche Petagna e Lasagna…Ma erano altri tempi e la concorrenza era piu’ serrata, pero’ avrebbe meritato di esordirvi.