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Stadio a Su Stangioni, idea morta in partenza. Ecco perché l’ipotesi non è percorribile

L’impianto che ospiterà le partite casalinghe del Cagliari non si sposterà da Sant’Elia

L’IPOTESI. Un progetto uscito fuori dai cassetti di qualche ufficio in Regione, non si sa da chi sia firmato e chi l’abbia finanziato, ma soprattutto non si capisce il senso. O meglio, l’unico senso è quello di un tentativo di sgambetto nel contesto di una bagarre interna al centrodestra sardo, tra chi governa a Palazzo Bacaredda e chi risiede a Villa Devoto. Ma questi non sono temi che interessano CalcioCasteddu e non entreremo nel merito. Ciò che ci interessa però è se il nuovo stadio si farà o no, perché il tempo scorre e entro il 7 febbraio la città deve sapere se l’occasione di Euro 2032 potrà essere colta o meno. Spostare il progetto stadio nella zona di Su Stangioni significherebbe certamente perderla e forse posticipare al “duemilamai” l’inaugurazione dell’opera.

LA SITUAZIONE. Si parla della zona intorno alla Motorizzazione e che come primo problema presenta la stabilità del terreno, essendo (proprio come dice il nome) uno “stagno”. Ergo sarebbe quantomeno azzardato costruire una grande opera come uno stadio affondandone le radici in una zona umida. La seconda problematica è poi data dai costi. Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda che ha raccontato la vicenda, il costo verrebbe abbattuto dai 192 milioni paventati dal Cagliari Calcio ad addirittura 70 milioni. E già questo taglio dei costi in un periodo di mercato edile drogato fa pensare.

La struttura dello stadio, da sola, ha però lo stesso costo sia che si faccia a Sant’Elia che a Su Stangioni, ma in quest’ultimo caso l’aggravio sarebbe maggiore perché sono da conteggiare ad esempio anche il costo degli espropri (i terreni ricadono in proprietà private), la bonifica, la mitigazione del rischio idrogeologico e le urbanizzazioni. A questo va aggiunto il costo dei materiali da costruzione che negli ultimi mesi sono saliti alle stelle, cosa che rende la cifra di 70 milioni irrealistica a meno che non si voglia tirare su un impianto da 30 mila posti in ladiri e muretti a secco.

Infine non può essere trascurata la volontà espressa a più riprese dal Consiglio comunale (quindi dalla città di Cagliari) di voler riqualificare il quartiere di Sant’Elia con il nuovo stadio. Sia l’amministrazione del sindaco Paolo Truzzu che quella precedente di centrosinistra guidata da Massimo Zedda hanno indicato Sant’Elia come unica opzione percorribile, con la piena adesione del Cagliari Calcio che ha sempre ragionato nell’ottica del rifacimento del vecchio stadio e che, piuttosto che trasferirsi a Su Stangioni, resterebbe nella comunque efficientissima Unipol Domus. Nessuna delle parti coinvolte ha mai messo in dubbio la destinazione finale della casa del club calcistico più importante dell’Isola, e fino a ieri nemmeno la Regione.

CONCLUSIONI. Se dunque da parte dell’amministrazione Comunale e del Cagliari Calcio non c’è alcuna volontà di spostare il progetto, emerge da questa vicenda una preoccupante querelle tra i partiti della Giunta Solinas già divisi sullo stanziamento dei famosi 50 milioni di fondi regionali attesi entro inizio febbraio. A poco più di un anno dalle elezioni sarebbe un autogol clamoroso inciampare sullo stadio, ma a rimetterci sarebbero soprattutto i sardi, tifosi e non. Non gettiamo il buonsenso in uno stagno.

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