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Faragò, addio amaro. Le premesse del 2017 e un percorso accidentato

Paolo Faragò ha lasciato ufficialmente il Cagliari ieri, trasferendosi al Como a titolo definitivo. Un percorso particolare e accidentato in rossoblù, che riviviamo nelle prossime righe

GENNAIO 2017. Paolo Faragò, allora mezzala prossimo ai 24 anni proveniente dal Novara, arrivò al Cagliari nel gennaio 2017. Prestito oneroso da un milione di euro e riscatto fissato a ulteriori due milioni in caso di salvezza rossoblù, più il riconoscimento del 10% ai piemontesi sull’eventuale rivendita futura. Presentato nello store del Largo Carlo Felice, pronunciò queste parole.

Una bella emozione essere qui. Quest’estate si è trattato di un’idea solo assaporata, che negli ultimi 6 mesi è però maturata come speranza: dovevo solo pensare a lavorare e dimostrare le cose buone fatte nella scorsa stagione. Non riesco ancora a realizzare il fatto di far parte di un club di Serie A […] A Novara lascio la mia famiglia, dai 9 ai 23 anni ho vissuto lì, in un ambiente che mi vuole bene. Nessun rimpianto, anzi ho grande carica perché sono felice di iniziare quest’avventura. Ho fatto quasi sempre la mezzala (‘ il ruolo che ho ricoperto più spesso’) o l’esterno a destra nel 4-4-2“.

CAPOZUCCA. Accanto a lui, quel 19 gennaio 2017, il ds Stefano Capozucca: “Faragò è stato vicino già quest’estate, poi per vari motivi non se n’è fatto nulla. Quest’anno con il Presidente abbiamo deciso di portare avanti l’operazione, risolta in modo tutto sommato veloce in soli 3 giorni: siamo ben lieti del suo arrivo. Lo conosco bene e l’ho osservato giocare molte volte. Si è parlato di ringiovanire la rosa, però il suo arrivo si è concretizzato a prescindere per il Cagliari di oggi e domani. Speriamo mantenga ciò che ci auguriamo nel difficile salto di categoria“. L’esordio in Serie A all’Olimpico contro la Roma e subito il primo infortunio: distrazione al gemello mediale della gamba destra, due mesi di stop. Come dire, il rapporto non iniziò nel migliore dei modi…

RIAVVOLGENDO IL NASTRO. A distanza di oltre cinque anni e mezzo, ne è passata di acqua sotto i ponti. E, con tutta franchezza, la lunga parentesi rossoblù di Faragò si può definire deludente. L’impegno e la dedizione alla causa non sono mai mancati: ma i numerosi problemi fisici, che gli hanno fatto perdere tanti mesi di attività, uniti a un eclettismo forse esasperato non gli hanno portato buoni frutti. A Cagliari lo si è visto pure difensore esterno sinistro, per necessità. Ma in realtà quella brava mezzala da 3-4 gol a stagione vista a Novara, non è mai arrivata in Sardegna. Il momento più positivo? Il periodo d’oro da assistman principe per la testa di Leonardo Pavoletti, quando riuscì a giocare con continuità sulla fascia destra nel 3-5-2.

SALUTI. Negli ultimi anni, la carriera di Faragò è andata in picchiata. Il Cagliari lo ha ceduto in prestito al Bologna – dove di fatto non mise piede in campo, dopo lo scambio con Calabresi – e poi al Lecce nel 2021-22, in cui ha conquistato la promozione. Arrivato il momento di rientrare ad Asseminello, è stato escluso dai convocati del ritiro precampionato e poi reintegrato, di fatto per restare ai margini. Fino all’epilogo di ieri: come un lungo e triste addio, iniziato tanto tempo fa. Buona fortuna, Paolo Pancrazio da Catanzaro.

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