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Cagliari 1920 - 2020

Stagione 1992/’93. L’era Cellino parte forte: sesto posto e qualificazione con Mazzone in Uefa

Il tecnico romano fa parte del gruppo di allenatori che con l’imprenditore di Sanluri alla presidenza hanno vissuto almeno due cicli sulla panchina rossoblù

Torneo intenso dall’inizio alla fine in casa Cagliari Calcio. Finito il precedente campionato arriva il cambio di società. Come unica certezza Carlo Mazzone in panchina e Francescoli in campo, mentre il finale sarà dolcissimo.

DAGLI ORRU’ A CELLINO. A giugno del 1992, dopo una trattativa estenuante durata oltre 36 ore, La famiglia Orrù (con a capo Tonino presidente, sostituito da Ignazio prima della cessione)  dopo aver condotto la squadra in Serie A con una doppia promozione dalla allora Serie C1 e dalla Serie B con Claudio Ranieri in panchina, e aver tenuto la squadra in Serie A per due campionati , non riescono più a tenere la società a livello professionistico e intavolano una trattativa con Massimo Cellino, figlio di Ercole noto imprenditore di origini piemontesi non solo in Sardegna e in Italia. Di fatto Cellino (36 anni a quell’epoca, il più giovane presidente della Serie A) si ritrovò la società senza praticamente esborso, si parla di 8 miliardi di vecchie lire. Infatti quando arrivò la cessione di Fonseca al Napoli era già stata fatta con un accordo tra gli Orrù e l’allora numero uno dei partenopei Ferlaino.

DOPPIA CHANCE. Mazzone, come Ventura, Tabarez, Giorgi, Giampaolo, Ballardini, Sonetti, Ficcadenti, Pulga e López (ora sulla panchina del Brescia) è stato tra gli allenatori che, nel corso dei 22 anni di presidenza, Cellino ha voluto in panchina a Cagliari. Certamente Mazzone, con la qualificazione in Coppa Uefa, è stato quello che ha regalato una grande soddisfazione. Al mister venne consegnato un grande organico: Moriero dal Lecce che, pur essendo giovane, 23 anni, vanta già più di 80 presenze in Serie A, Pusceddu al ritorno in rossoblù  Bresciani, centravanti proveniente dal Torino, un altro giovane attaccante: il brasiliano Luis Oliveira, oltre che Bellucci dal Bari, Pancaro, calcisticamente cresciuto nel Torino e Sanna dal Tempio. Unico neo, luruguayano Marcelo Tejera. Zero gol e appena cinque presenze in campionato.

IL CAMPIONATO. Le prime cinque giornate sotto la presidenza Cellino, portano una sola vittoria (1-0 sulla Roma nel quinto turno con gol di Pusceddu)  2 pareggi contro Juventus 0-0 e Lazio 1-1, e due sconfitte: 3-1 a San Siro con l’Inter e 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta. Altro ko nel sesto turno, stavolta a Marassi con la Sampdoria che si impose 2-0. Tris di vittorie (dal settimo al nono turno) contro il Brescia in trasferta per 2-0, Fiorentina al Sant’Elia 2-1 e Genoa 3-2 a Marassi. Il Parma vince 1-0 in Sardegna, fermando la risalita. Il Cagliari, chiude il girone d’andata settimo con 18 punti, battendo Ancona e Napoli 1-0, cadendo 2-1 con l’Udinese, imponendo lo 0-0 al Torino, cadendo 1-0 in casa del Milan, pareggiando 1-1 con il Foggia e vincendo 1-0 a Pescara.

La Juventus batte 2-1 i rossoblù in Piemonte nella prima gara di ritorno. Al Sant’Elia con l’Inter finisce 0-0. La Lazio è sconfitta a domicilio 2-1, l’Atalanta con lo stesso punteggio, in Sardegna. Il Cagliari è in un bel momento: 1-1 con la Roma ma, come all’andata alla decima giornata contro il Parma, arriva lo scivolone casalingo che non ti aspetti: la Sampdoria (che in classifica chiuderà un punto dietro i sardi) vince 2-0 al Sant’Elia. Il Brescia cade invece 3-1, mentre la Fiorentina si imporrà la settimana successiva, 2-1. La qualificazione incredibile in Coppa Uefa, arriva nelle ultime 8 giornate, di fatto 6, visto che in mezzo ci sono i ko per 3-1 a Parma e l’1-0 a Napoli. Fondamentali il 3-1 ai danni del Genoa, quello sempre per 3-0 sull’Ancona, il pareggio 1-1 con l’Udinese e quelli sempre per 1-1 con Milan (che vincerà lo scudetto) e Foggia, prima del 4-0 sul Pescara firmato Bisoli, Oliveira, Moriero e Francescoli.

COPPA UEFA. Il Cagliari ritorna nella seconda competizione europea, che dopo oltre un decennio venne trasformata (con l’abolizione della Coppa delle Coppe) in Europa League, dalla 1971-72, i tempi di Scopigno e Riva. Il raggiungimento della Uefa con il sesto posto davanti a Sampdoria (battuta 3-1 a Brescia) e superata all’ultima giornata, Roma e Napoli, arrivò come giusto premio per quanto fatto in classifica.

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