Tra i tanti ex giocatori passati dal Cagliari e poi approdati sul palcoscenico internazionale più importante, uno dei casi più particolari è certamente quello di Jaime Penedo, portiere panamense che vestì la maglia rossoblù per pochi mesi senza mai riuscire a lasciare il segno.
Quando Panama fece il suo storico debutto ai Mondiali di Russia 2018, tra i protagonisti della spedizione centroamericana figurava proprio l’ex estremo difensore del Cagliari, diventato nel frattempo una delle figure più rappresentative del calcio del suo Paese.
Un’esperienza sfortunata in Sardegna
Penedo arrivò al Cagliari nella stagione 2005-2006 dopo essersi messo in evidenza con l’Arabe Unido, club nel quale aveva iniziato la sua carriera professionistica. Il suo approdo in Sardegna fu però accompagnato da diverse difficoltà burocratiche e da una situazione tecnica che gli lasciò pochissimo spazio.
Nelle gerarchie della squadra si trovò infatti alle spalle di portieri come Antonio Chimenti, Andrea Campagnolo, Fabián Carini e del giovane Simone Aresti. A complicare ulteriormente il suo inserimento contribuì il ritardo nel trasferimento sull’Isola, circostanza che alimentò dubbi e polemiche attorno all’operazione. La sua avventura rossoblù si concluse rapidamente. Il portiere si trasferì in Spagna all’Osasuna, dove trovò nuovamente poco spazio, giocando esclusivamente con la formazione riserve.
Il ritorno in America e il rilancio
Conclusa l’esperienza europea, Penedo fece ritorno nel 2006 all’Arabe Unido, prima di trasferirsi l’anno successivo al CSD Municipal in Guatemala.
Da quel momento la sua carriera prese una direzione diversa. Negli anni successivi riuscì infatti a costruirsi una reputazione importante nel panorama calcistico continentale, arrivando a difendere i pali di club prestigiosi come i Los Angeles Galaxy negli Stati Uniti e la Dinamo Bucarest in Romania. Grazie alle sue prestazioni conquistò stabilmente il posto nella nazionale panamense, diventandone uno dei simboli.
La storica avventura mondiale
Il punto più alto della sua carriera arrivò nel 2018, quando Panama partecipò per la prima volta nella sua storia a una fase finale della Coppa del Mondo. Inserita in un girone particolarmente complicato con Belgio, Inghilterra e Tunisia, la nazionale centroamericana non riuscì a conquistare punti e concluse il torneo con tre sconfitte.
Per Penedo quella rassegna iridata rappresentò un traguardo straordinario sul piano personale, anche se accompagnato da un dato statistico poco lusinghiero: con 11 reti incassate nelle 3 partite disputate, risultò il portiere più battuto del torneo. Il Belgio gli segnò tre gol, l’Inghilterra addirittura sei, mentre la Tunisia chiuse il conto con altre due reti nella gara conclusiva.
Un record particolare
Nonostante il primato negativo registrato in Russia, Penedo non detiene il record assoluto di reti subite in una singola partita mondiale. Quel primato appartiene infatti a Luis Mora, portiere di El Salvador, che durante il Mondiale di Spagna 1982 incassò dieci gol nella sola sfida contro l’Ungheria, una delle partite più sbilanciate nella storia della competizione.
Penedo ha annunciato il ritiro dal calcio il 24 gennaio 2019, chiudendo una carriera lunga e ricca di esperienze internazionali. A Cagliari il suo passaggio resta una breve parentesi, ma il suo nome è comunque legato a una delle pagine più importanti della storia del calcio panamense.
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