“Claudio Ranieri in rossoblù: le cinque stagioni del Re Mida”: la presentazione

All'interno di "Ideario Sport - Festival del Libro Sportivo", appuntamento odierno a Cagliari: protagonista assoluto, Claudio Ranieri.

(Credit foto: Fabio Ornano)

Una serata speciale all’insegna della memoria sportiva, dell’emozione e del legame profondo tra una città e il suo allenatore simbolo. Il secondo appuntamento della quarta edizione di “Ideario Sport – Festival del libro sportivo” è stato infatti dedicato a Claudio Ranieri e alla straordinaria storia vissuta insieme al Cagliari.

L’incontro, intitolato “Cagliari e Claudio Ranieri: una storia d’amore”, in programma dalle 18:30 a Sa Manifattura (Viale Regina Margherita 33) e ruoterà attorno alla presentazione del libro “Claudio Ranieri in rossoblù: le cinque stagioni del Re Mida”, pubblicato da GIA Editrice e firmato dai giornalisti Bruno Corda e Luca Granella.


Bruno Corda, Claudio Ranieri e Luca Granella. (Credit foto: Fabio Ornano)

Ranieri ripercorre la sua favola rossoblù

Presente il club rossoblù (il capitano Alessandro Deiola, il direttore tecnico del settore giovanile Bernardo Mereu, il club ambassador Nicola Riva e del capo ufficio stampa Paolo Vallone) e l’ospite d’onore Claudio Ranieri (che questa mattina è diventato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana), che insieme agli autori ha ripercorso i momenti più iconici della sua lunga avventura in Sardegna.

Un viaggio partito dal primo ciclo vissuto tra il 1988 e il 1991, quando il tecnico romano riuscì a compiere una vera impresa sportiva guidando il Cagliari dalla Serie C1 alla Serie A attraverso due promozioni consecutive e la conquista della Coppa Italia di Serie C nel 1989.

Ma il racconto tocca inevitabilmente anche il ritorno di Ranieri sulla panchina rossoblù nel 2022, culminato con la promozione dalla Serie B alla Serie A e con il successivo addio nel 2024, vissuto tra emozione e riconoscenza reciproca. A introdurre l’incontro, il giornalista Giorgio Ariu.


Luca Granella, Bruno Corda, Giorgio Ariu, Claudio Ranieri. In basso, Alessandro Deiola. (Credit foto: Fabio Ornano)

Le parole di Ranieri

Presenti alcuni “ragazzi rossoblù” venuti a rendergli omaggio: Gigi Piras, Guglielmo Coppola, Felice Falaguerra.

L’affetto dei sardi? Forse è perché… Sono come loro. Mi sono sempre sentito ben voluto. Ho sempre detto ai ragazzi: ‘Andiamo a ringraziare questa gente che ci dà tanto ogni domenica. Credo e spero che questa mia sincerità sia sempre stata apprezzata“.

Sono stati scritti vari libri su di me, però non li ho mai letti finora. Sto cominciando con questo, perché riguarda gli inizi, i primi anni. Ricordo i ritiri di Roccaporena, l’Orto dei Miracoli e le salite micidiali che facevo fare ai ragazzi! Durante il campionato si tornava a Monte Urpinu, perché dava la possibilità di sfruttare le salite. Ma anche al galoppatoio, gli allenamenti al Poetto…”. 

Gli uruguaiani erano abituati a mangiare in patria verso le 11:30. Un giorno entrai in camera e sentii profumo di toast, tramezzini: accordai loro di mangiare. Poi però si accodò Nardini. E a lui dissi: ‘Tu sei italiano!“.

Il rito delle amichevoli nell’entroterra? L’ho appreso nella Roma quando il mio allenatore era Helenio Herrera. Ho trovato che fosse giusto avvicinarsi a loro, come se fosse ogni volta una gita che univa la squadra ai tifosi. I ragazzi capirono il valore di queste iniziative“.


Claudio Ranieri e Luca Granella. (Credit foto: Fabio Ornano)

I proventi della vendita del libro saranno destinati per i progetti dei Padri Somaschi di Elmas. Saluto il mio ex giocatore Elia Salis, oggi sacerdote. Evidentemente ha fatto bene all’epoca a cambiare mestiere!“. Padre Elia Salis: “Non conta vincere a tutti i costi. Conta fare bene le cose. Questo è un suo insegnamento che mi sono sempre portato appresso“, ha affermato il sacerdote.

Carmine Longo… Vi racconto tutto. L’assessore allo Sport di Pozzuoli era mio amico e fece riseminare il campo da gioco. Arrivò il Cagliari a fare riscaldamento e si mise proprio in quell’angolo di erbetta appena nata. I giocatori rossoblù si riscaldavano con supponenza e dissi ai miei di mangiarli. Ma accanto a me, senza saperlo, c’era Tonino Orrù! Nell’estate 1989 mi tolse un goleador come Coppola, mi portò dei ragazzi giovani dell’Inter come Paolino e Rocco. Eppure… Ha avuto ragione lui“.

Nicola Riva mi martellava un giorno sì, un giorno no, affinché tornassi a Cagliari nell’anno di B. In quella stagione fui cercato da vari club, senza che si concretizzasse qualcosa. Mi dissi: ‘Vuoi vedere che il destino mi riporta a Cagliari e desidera accada questo?‘. Nei momenti brutti della mia carriera – con la voce rotta dall’emozione – mi ricordavo sempre di Cagliari. Era troppo importante per me. Per cui accettai, nonostante la paura di sporcare i bellissimi ricordi. E se non ce la facessi? Pensai a quel punto che fosse sbagliato essere egoista. E allora tornai“.

I ricordi di Bruno Corda

Ricordo quando, grazie al suo aiuto, nacque l’iniziativa – prima di cinque – ‘Calcio e Solidarietà’. Claudio Ranieri, oltre a essere un grande allenatore è un Uomo con la U maiuscola“. Parole di Bruno Corda, storico radiocronista delle partite del Cagliari tra il 1978 e il 2006, coautore del libro. “Claudio, sappiamo che sei disoccupato ora. Ti auguriamo la Nazionale“.

La risposta di Ranieri: “All’inizio della mia carriera di allenatore, pensai di iniziare dai giovani. Oggi, non sarei in grado di insegnare loro i fondamentali. Purtroppo, alcune volte, i genitori pressano troppo questi ragazzi pensando di avere un campione in casa. Li carichiamo di responsabilità che non possono sopportare. Qualsiasi sport pratichino, si devono divertire rispettare le regole. Tutto ciò per il futuro dell’uomo che nascerà da quel bambino. Se avranno la stoffa o il piacere di continuare, si vedrà. Ho un nipotino di 12 anni a cui non dico nulla, gli chiedo solamente se si è divertito nello sport che pratica“.

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Commento da Facebook
3 mesi fa

Grazie Fabio per questo bellissimo articolo ♥️💙👋🏼👋🏼

Tifoso rossoblu!
3 mesi fa

Fantastico!

Commento da Facebook
3 mesi fa

Il Cagliari si ama e basta ♥️💙♥️💙. Quando leggo le brutte parole che i 4 gatti spelacchiati 😺😺😺😺 rivolgono alla nostra squadra ❤️ 💙 mi viene una malinconia incredibile. Quando leggo con quanta presunzione 4 gatti spelacchiati 😺😺😺😺 trattano male la nostra squadra ❤️💙, si vergognano di essere in serie A, si vergognano di lottare con squadre altrettanto importanti come la nostra (Fiorentina, Genova, Torino, Verona, Parma, gli amici di Lecce, di Pisa, di Cremona), insultano anche queste squadre gloriose scrivendo che ci siamo salvati perché ci sono squadre che non valgono nulla, squadre che hanno vinto scudetti come il… Leggi il resto »

Mago
3 mesi fa

Semplicemente perfetto bravo è proprio questo sentimento che un vero tifoso porta dentro….

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