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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, Perugia battuto: buon segno

Il 3-2 di ieri in rimonta premia mentalità e cazzima dei rossoblù. Ma c’è ancora da fare nella costruzione e dietro si balla troppo

Sporchi, maledetti e subito. Liverani l’aveva detto: “Perdere sarebbe tragico”. La squadra ha capito il tono del messaggio. E la vittoria, dopo essere stati in svantaggio e aver rischiato anche il colpo del ko, è arrivata. Il Cagliari si è preso il passaggio del turno in Coppa Italia. Il 3-2 al Perugia è un segnale interessante. In vista del campionato, sabato prossimo a Como con il pluri medagliato e vincente Fabregas, e in prospettiva. Ma è meglio non volare troppo alti. Il che non significa non godersi la vittoria che mancava dall’1-0 al Sassuolo, il 16 aprile scorso, vigilia di Pasqua. Dunque, meglio ingerire e capitalizzare i momenti positivi. Intanto, la squadra è andata a segno su tre palle da fermo. Gli ospiti lamentano troppa generosità sul rigore trasformato glacialmente da Lapadula, e sulla punizione.

Pazienza. Il calcio è anche questo. Il Perugia ha fatto gol su azione: in campionato farà la differenza. Sul movimento del collettivo Liverani sta lavorando. Ci sono smagliature e distrazioni che si traducono in praterie per gli altri. I reparti devono stare più stretti, il raddoppio non può farlo solo Luvumbo. Quest’ultimo, classe 2002, è stato la vera perla della serata. Infine, la partenza dal basso. Per un po’ Radunovic e soci ci hanno provato. Poi, palla lunga e pedalare. In sintesi, con il mercato aperto, Nandez – causa un costo che nessuno vuole affrontare e una penale mostruosa da girare al procuratore – che dovrebbe rimanere almeno fino a gennaio, il pieno recupero di Rog e si spera nella non vendita di Tramoni ex Brescia, potrebbe dare un organico dignitoso al tecnico. Ma dietro c’è da rinforzare.

Il filo tattico. Liverani crede nel tridente. Che poi Pavoletti rimanga più alto al giro palla avversario, con Luvumbo e Pereiro che si abbassano, è un’altra storia. Il dilemma riguarda gli interpreti. La sfida alla formazione di Castori, con numerose assenze come i padroni di casa, ha detto due cose: per ora Pereiro non può giocare dal via. Troppo abulico e avulso dal gioco. Un bel taglio per Luvumbo e uno per Pavoletti in 65’ sono insufficienti. A fine gara il tecnico è stato chiaro: “Non possiamo aspettarlo troppo”. Ma il ragazzo non ha mercato e lo stipendio è sproporzionato.

Su Pavoletti il discorso cambia. Nessun cross – il Perugia ha sempre dominato su palle sporche e sulle fasce – tante sponde e spizzate, molte imprecise anche per la distanza dei compagni di reparto. Come è certo che paga colpe non sue: la manovra è ancora acerba. Makoumbou è stato una piacevole sorpresa da play basso. Liverani, dopo il precampionato e il 6-2 di Leeds ha spostato Viola e l’ha piazzato da mezzala – ancora a corto di condizione ma gol partita di grande pregio – ha messo il congolese di fronte alla difesa. Se snellisce i gesti e pulisce i fronzoli, è un bel giocatore. Dall’altra, la scelta per la Coppa è caduta su Lella. Fisicamente solido, pratico, l’ex Olbia si è un po’ perso nel tamponare anche le incursioni dell’uomo di Pereiro. Però, rimane un tassello importante – in attesa di Rog – dello scacchiere rossoblù.

Ma torniamo al tema attacco. Pavoletti, con la fascia, boa alta non ha pagato. Per un pezzetto di secondo tempo ha giocato in tandem con Lapadula. Funziona? Impossibile valutare, i dubbi rimangono. Ma dal duo, per esperienza, età e carisma, il tecnico deve partire. Al rientro di Desogus, si può pensare anche a un tridente leggero ma pungente con l’ex Lecce affiancato da Luvumbo e da Jacopo. Ci saranno gare che lo permetteranno, altre meno. Pavoloso può essere la mossa nelle partite bloccate, magari negli ultimi 20’, con le difese in trincea. Un po’ alla Altafini, e chissà cosa commenterete!

Come già detto rimangono perplessità sulla difesa. Male gli esterni, Di Pardo e Obert, al di sotto dell’insufficienza i subentrati Zappa e Carboni. Su Altare – bel gol, ha un potenziale di almeno 5, 6 reti – e Goldaniga la pagella rimane positiva. Ma i rischi sulle ripartenze di un Perugia non trascendentale, ma rapido e con le idee chiare – il 2-1 siglato da Di Serio, imbeccato da Melchiorri, è stato da manuale – inducono l’allenatore a più di una riflessione. Il duo centrale – senza trascurare un Federico stellare per gli umbri, gol, assist, traversa, tecnica e cuore da A: ad averne! – ha dato l’idea di essere spesso senza riferimento, con quei due metri di linea da modificare, troppo avanti o troppo indietro. E nell’uno contro uno, entrambi soffrono. Dietro c’è Walukiewicz e qualcuno adattabile. Ma la storia del centrale polacco pare al capolinea. Lo stop dopo la prova disastrosa in Inghilterra, sembra un modo per prepararne l’addio. Radunovic? Il portiere è un calice di cristallo, va lasciato in pace per due, tre mesi. Poi, se ne riparla.

Notarelle
Un tifoso mi segnala un grande Luvumbo: “Non solo a Venezia, ma se avesse fatto qualche mezzora nell’ultimo mese e mezzo, adesso saremo ancora in A”. In effetti, la forza e la spensieratezza del ragazzino angolano, è sorprendente. Ma è inutile tornare al passato causato a incompetenza e cattiva gestione con un chiaro autore. Purtroppo. I troll e i giganti anonimi da tastiera sono liberi di sollevare il ditino.

Viola ha segnato un gran gol. Piede che non si discute. Ma complessivamente la prova, per dinamismo, giocate e continuità non è stata positiva. Lui stesso lo ha ammesso nel dopo gara. Liverani l’avrebbe fatto rifiatare. Speriamo che le ingerenze societarie non siano pesanti fin d’ora.

La rabbia della Nord. Gli ultras sono per definizione irriverenti, sarcastici e duri in qualsiasi curva del mondo. Con un taglio netto e senza sconti a violenti e agli arroganti, ci sta. I coretti anti Giulini, ripetuti e senza sconti, sono giunti in uno stadio con seimila presenze. Dalla tribuna fischi e disapprovazione. L’atmosfera attorno al presidentissimo è pesante. E non potrebbe essere altrimenti. Se uno vuole la bicicletta e vuol guidarla senza ruote, andare contromano e guidare a sinistra, riceve anche questo.

 

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