Non è previsto alcun slittamento sulla presentazione (da parte della FIGC alla Uefa) della lista gli stadi eleggibili per EURO 2032. Lo ha chiarito lo stesso esecutivo internazionale, dopo le parole da parte di Giovanni Malagò, rese note in mattinata.
La situazione
Secondo quanto si apprende (scrive il portale calcioefinanza.it/, a poter slittare potrebbe essere eventualmente la scelta dei cinque impianti italiani (da aggiungere poi a quelli turchi), ma non il gruppo di quelli candidabili per l’evento. Il tempo stringe: infatti, entro due settimane si saprà dunque quali saranno le strutture e le città ancora in corsa per la manifestazione e quali invece dovranno abbandonare la possibilità di essere parte del torneo continentale che si disputerà tra poco meno di sei anni.
Anche Cagliari, con il nuovo stadio, in corsa
Stando all’ultima comunicazione ufficiale sul fronte EURO 2032 (1° agosto scorso) quando la FIGC ha acquisito i documenti da parte delle sedi interessate a ospitare la competizione ai fini della verifica dei requisiti stabiliti proprio dalla UEFA, sono 13 le città (con 16 stadi) che hanno presentato la loro documentazione, esaminata poi nell’ambito dell’istruttoria tecnica volta ad accertare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti per l’eleggibilità a ospitare la competizione. Il via libera dal Comune di Cagliari era arrivato lo scorso 30 luglio (dopo oltre un decennio) col voto di venti consiglieri favorevoli e uno astenuto. Il giorno seguente la documentazione del nuovo impianto da 30.000 posti è stata mandata alla Figc. Adesso è in atto il percorso della procedura di scelta del contraente basata sul Partenariato Pubblico-Privato (PPP) o sulla concessione di servizi, gestita tramite un bando trasparente per affidare lavori e gestione. Il Comune stabilisce le regole di base, una commissione di esperti valuta le offerte e viene scelto il miglior progetto per la collettività, con lo stesso Comune che riconosce che il progetto dello stadio risponde alle esigenze della città, spesso partendo da una proposta privata (finanza di progetto o project financing). Di fatto l’ente pubblico lancia una procedura aperta o a evidenza pubblica a cui possono partecipare i soggetti in possesso dei requisiti di legge. Una commissione giudicatrice indipendente analizza le proposte basandosi sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (qualità del progetto, piano di gestione, sostenibilità e canoni). A quel punto si definisce il vincitore della gara, che firmerà la convenzione per la realizzazione delle opere e la successiva gestione dell’impianto sportivo.
Gli impianti
Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli (due), Palermo, Roma (tre), Salerno, Torino e Verona
Annotazione
Da capire, adesso, se la presentazione della documentazione ricadrà direttamente sui cinque stadi prescelti o se una decisione definitiva su questo fronte sarà presa più avanti.
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