Un viaggio nei ricordi del Cagliari che fu passa anche dalle parole di Victor Ibarbo. L’ex attaccante rossoblù, intervistato da Gazzetta.it, ha ripercorso il periodo vissuto in Sardegna, raccontando l’impatto con il calcio italiano e uno spogliatoio ricco di personalità.
Tra i ricordi più sentiti c’è quello legato a Davide Astori, difensore con cui Ibarbo ha condiviso l’esperienza al Cagliari e successivamente alla Roma.
Il ricordo di Astori
“Eravamo molto amici, abbiamo giocato insieme anche alla Roma”, ha raccontato Ibarbo. L’ex attaccante colombiano ha ricordato il momento in cui apprese della scomparsa del difensore nel 2019.
“Ho saputo della sua morte subito dopo una gara, in quel periodo ero in Giappone. Mi è dispiaciuto tantissimo”, ha spiegato. Tra i ricordi più belli c’è una cena vissuta insieme a Cagliari. “Lo ricordo felice dopo una cena insieme a Cagliari. Mangiammo carne di cavallo: a lui piaceva tantissimo, mi convinse a provarla senza dirmi cosa fosse. Mi svelò il segreto soltanto un paio d’ore dopo. Era un ragazzo d’oro”.
La scelta di Cagliari
L’arrivo di Ibarbo in Italia non era inizialmente nei suoi programmi. “In Italia però non ci volevo venire. Fino a 21 anni ero in Colombia”, ha raccontato.
Il giocatore aveva ricevuto l’interesse dell’Udinese e si confrontava con connazionali come Juan Cuadrado e Duván Zapata, che gli raccontavano le difficoltà legate al clima italiano. “Mi dicevano che lì non c’era mai il sole, che faceva sempre freddo. Non avrei mai potuto vivere in una città così”, ha ricordato sorridendo.
A cambiare il suo destino fu però l’allora presidente del Cagliari Massimo Cellino. “Venne a vedermi in Colombia, dopo una partita, si avvicinò e mi strinse la mano: ‘Da domani sei un mio giocatore’, mi disse”. Era il 2011 e da quel momento iniziò la sua avventura in Sardegna.
Uno spogliatoio pieno di carattere
Nel Cagliari di quegli anni Ibarbo trovò un gruppo formato da giocatori come Daniele Conti, Radja Nainggolan, Mauricio Pinilla e Nenê. “Uno spogliatoio vivace”, ha raccontato l’ex attaccante.
Arrivato giovanissimo e senza conoscere la lingua italiana, Ibarbo divenne presto il bersaglio degli scherzi dei compagni. “Ero giovane, non parlavo l’italiano, mi prendevano di mira in continuazione per i loro scherzi”.
Tra gli episodi ricordati c’è quello organizzato da Andrea Cossu e Daniele Dessena. “Si nascondevano nell’armadietto, appena mi sedevo, loro uscivano all’improvviso per spaventarmi”, ha raccontato.
Il legame con la Sardegna
L’esperienza al Cagliari ha rappresentato per Ibarbo il primo grande capitolo europeo della carriera. La Sardegna è stata il luogo dove il colombiano ha conosciuto il calcio italiano, uno spogliatoio speciale e compagni rimasti nel suo percorso umano oltre che sportivo.
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