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Serie C ferma a causa del Coronavirus: chiesta la cassa integrazione

Attraverso il presidente Ghirelli la La terza serie professionistica auspica l’ammortizzatore sociale in particolare per  stipendi sotto i 50.000 euro

Accordo trovato tra Lega pro/Serie C e Associazione italiana calciatori e Associazione italiana allenatori di calcio per chiedere al Parlamento e al Governo l’accesso alla cassa integrazione a beneficio dei calciatori della terza serie professionistica che guadagnano meno di 50.000 euro. Dalla riunione è emersa la chiara consapevolezza di tutte le parti dell’aggravarsi dello situazione economico-finanziaria che lo stato d’emergenza sta comportando. In particolare si è riflettuto sulla specificità delle problematiche sanitarie, economiche e gestionali che il mondo Serie C sarà costretto ad affrontare.

Ribadito anche il comune obiettivo e la disponibilità di tutte le componenti di salvare il sistema nell’immediato, ma anche e soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo dove, come si evince dallo studio d’impatto presentato da Lega Pro, i danni cagionati dalla crisi del Coronavirus emergeranno in maniera più evidente. La realtà che vivono i club ed i tesserati di Lega Pro, consentirà comunque di trovare la migliore soluzione per tentare di risolvere le differenti problematiche delle singole realtà, ferma restando la necessità di un continuo coordinamento tra Lega, Società e Associazioni di categoria al fine di fornire il necessario supporto per preservare il sistema.

LE PAROLE DI GHIRELLI“La tragedia che il maledetto virus ci sta provocando doveva e deve essere affrontata insieme, per questo l’unità con l’Aic e l’Aiac è un fatto di straordinario valore – ha affermato il numero uno della Lega Pro/Serie CInterrompe una deriva che rischiava di far apparire il calcio incapace di trovarsi unito anche quando la casa crolla inesorabilmente. La consapevolezza di una crisi inedita e della specificità della Serie C ci ha consentito un comune sentire: salvare il sistema e rappresentare insieme alla Autorità di governo, ad iniziare dal ministro Vincenzo Spadafora, l’urgenza degli interventi che ci consentano di rimediare i danni. Non abbiamo molto tempo, dobbiamo nell’immediato avere un pò’ di benzina, acquisire subito e poter utilizzare gli ammortizzatori sociali. Con Aic ed Aiac c’è l’impegno di tutelare le fasce deboli e più esposte degli atleti e dei tecnici. Si lavora sul territorio, è la scelta migliore. Questo ci impone la profondità della crisi. In ogni club la conoscenza dei problemi è più profonda e più diretta, si conoscono . Il tavolo di coordinamento resta in piedi, è come se avessimo dato vita ad un Comitato di crisi. Oggi, siamo, tutti, un po’ più credibili e i grandi sacrifici possiamo soffrirli, ma con la consapevolezza che ci proviamo insieme.

 

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