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E Luisito rimpianse Cagliari

Correva l’estate del 1970 ed il Cagliari, fresco campione d’Italia, vuole “ritoccare” la sua rosa per riconfermarsi in campionato e dire la propria anche nella Coppa dei Campioni.

Il presidente Andrea Arrica spedì a Milano l’allenatore Manlio Scoprono per cercare di convincere Luisito Suarez Miramontes a sposare la causa rossoblù.

Il centrocampista iberico era un vero e proprio genio del lancio: le sue geometrie risultavano essere come cioccolatini nella bocca degli attaccanti, non a caso il reparto avanzato dell’Inter visse tante e felici domeniche durante gli anni sessanta.

L’età avanzava ed il sodalizio nerazzurro preferì puntare su Mariolino Corso ed il Cagliari, anzi la volpe Arrica, fiutò l’affare che, tuttavia non si concretizzò e a raccontare la situazione fu proprio Suarez in un’intervista rilasciata nel 2014 a Repubblica:

“Mi chiama il presidente Fraizzoli, allenatore era Heriberto Herrera. Il mister dice che tu e Corso non potete giocare insieme. E io: meno male che è arrivato adesso, sennò avremmo meno trofei. Poi gli ho detto: presidente, venda me. Ho 35 anni, Mariolino 29. Così mi sono ritrovato alla Samp. Però anche qui ho un rimpianto. Quell’estate, prima che firmassi per la Samp, venne a trovarmi Scopigno: Luisito, il Cagliari farà la sua prima Coppa dei Campioni, ho bisogno di uno come te e della tua esperienza. Grazie no, dissi. E forse sbagliai“.

El arquitecto”, come lo aveva soprannominato il grande Arturo Di Stefano, a Cagliari ci arrivò comunque, ma come allenatore. Venne chiamato nella stagione 1974-75 dopo l’addio di Luigi Radice, per essere esonerato all’ottava giornata di campionato ed il desolante score di cinque sconfitte e tre pareggi.

Gli subentrò Mario Tiddia, ma la stagione fu segnata dal terzo gravissimo infortunio a Gigi Riva durante la gara interna contro il Milan e la squadra, a soli 6 anni dallo storico scudetto, scese mestamente in serie B.

 

 

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