Il giorno dopo l’elezione di Giovanni Malagò come nuovo presidente FIGC (eletto con oltre il 68% dei suffragi) il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha parlato a margine dell’evento “Bando Oratori 2026 – Investire nei giovani, costruire comunità. Dalle idee ai progetti” in Senato.
Le parole ai media
“Ogni scelta lo è, la differenza non la fanno solo le persone ma le cose che fanno. Sarà quindi fondamentale vedere nei prossimi mesi quali saranno le decisioni che il sistema calcio prenderà autonomamente. Le cose da fare si sanno quali sono, la differenza sarà tra farle e non farle. Normale che il ministro senta il presidente appena eletto, è una forma di rispetto. Ci vedremo giovedì, io ascolterò le priorità e quello che verrà richiesto, anche se le conosco molto bene”.
Concretezza
“Io credo che ormai sia il tempo di passare dalle parole ai fatti e di realizzare le riforme, da parte nostra le condizioni ci sono sempre state. Non possiamo modificare il nostro intendimento, sappiamo quello che andrà fatto, mi auguro che il primo passo lo sappia fare il sistema calcio”, prosegue poi Abodi. Mentre sulla scelta di confermare tutto il consiglio federale il ministro sottolinea come “sarà fondamentale quello che succederà nei fatti concreti. Sarò felice di sorprendermi che lo stesso consiglio federale riuscirà a produrre risultati diversi rispetto al passato”,
Il progetto Malagò
“Le prime cose da fare? Compattare la squadra, ripristinare un rapporto con un pezzo della politica. Con qualche persona di questo mondo bisogna ripristinare un discorso. Sicuramente c’è da provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato “E’ veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Ma da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto. La mia elezione? Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto? Un dato di fatto è che l’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%… un 12% era dalla LegaPro… Il risultato è importante. Il primo consiglio sarà il 1° luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci sono situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà. Il tempo è clamoroso: c’è il CIO, c’è un fine settimana con San Pietro e Paolo, poi il 30 giugno è complicato… Problemi? Non è che ora si risolvono Se avessero segnato i rigori contro la Bosnia, oggi non sarei qui. Serve disponibilità a cambiare, Gravina si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha sottolineato che non ha portato nessuna riforma: qualcosa si deve fare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.
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