Dal nostro inviato a Villasimius
Questo pomeriggio, nella sala congressi del Tanka Village, ha avuto luogo l’evento “Racconti Mundial” in apertura di una tre giorni presso la medesima struttura nel ricordo di Nando Martellini e Bruno Pizzul. I due compianti telecronisti RAI, celebri per aver raccontato a lungo la Nazionale italiana di calcio, rappresentano il punto focale di una serie di appuntamenti. Tra questi, il corso di formazione a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e dell’USSI Sardegna, dal titolo: “Le regole e la criticità nella cronaca delle attività sportive: come raccontare lo sport contro le discriminazioni: gap gender e diseguaglianze“.

Moderatori i giornalisti Cristiana Aime e Mario Zaccaria, ospite d’onore Martina Caironi. 15 medaglie d’oro tra Giochi Paralimpici, Campionati Mondiali ed Europei – nei 100 metri piani e nel salto in lungo – e superba eccellenza dello sport italiano, ha parlato di alcune barriere d’approccio che il linguaggio giornalistico ha nel racconto. L’ex atleta ha citato, nello specifico, un episodio avvenuto durante i Giochi Paralimpici di Tokyo disputati nel 2021. Martina Caironi, nel suo post agonismo, ha affermato di volersi cimentare anche nel giornalismo sportivo.
“Una delle cose meno importanti del mondo, come può essere lo sport, ha fatto capire a me e ai miei familiari il valore intrinseco del lavoro di mio padre Bruno. Nelle ore successive alla sua scomparsa, ho ricevuto innumerevoli testimonianze su quanto fosse familiare e amata la figura di papà. Come sia entrato nella vita delle persone e come la sua voce rappresenti quasi una colonna sonora dell’esistenza degli italiani“, ha affermato Fabio Pizzul.

“Il giornalista deve capire che ha un limite, una dimensione che non può sorpassare. Mi riferisco al raccontare, che è un dovere. Ma lo è altrettanto non varcare determinati limiti, faccio l’esempio della vicenda di cronaca di Garlasco. Trovo che tratti una ricerca morbosa delle informazioni. Tornando al racconto sportivo, è importante cercare i termini giusti per evitare la banalità e il maltrattamento della bellissima lingua italiana“.

La dottoressa Stefania Rosas, direttore regionale dell’Asd Special Olympics Italia Ets, è intervenuta per testimoniare il peso specifico del linguaggio sportivo nella descrizione delle storie di questi meravigliosi atleti. Il punto focale è evitare pietismo, stereotipi e sessismo nel racconto delle gesta sportive degli atleti, concentrandosi invece sulla persona e la performance: un aspetto ripreso dalla giornalista Mimma Caligaris. Presenti inoltre Micaela Morelli (farmacologa), Alessandro Cardia (Banca Generali), Paolo De Angelis (Procuratore aggiunto), Michele Cutolo (Mcl), Francesco Feliziani (Ufficio scolastico regionale), Claudio Secci (Cip Sardegna).
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


