Il Cagliari corre e fa riaffiorare ricordi lontani a Franco Selvaggi. L’ex attaccante rossoblù, protagonista in Sardegna dal 1979 al 1982, ha analizzato su Il Corriere dello Sport l’eccellente partenza della squadra di Fabio Pisacane, capace di raccogliere quattro vittorie nelle prime cinque giornate e di costruire una delle migliori difese del panorama europeo.
Selvaggi ammette di essere rimasto “sorpreso dalla partenza del Cagliari” e traccia un parallelo con la sua prima stagione in rossoblù, quando la squadra arrivò inizialmente sino al secondo posto dietro l’Inter, chiudendo poi il campionato al nono posto.
Giovani, ambiente e società: i punti di forza
Secondo l’ex centravanti, alla base del rendimento attuale ci sono una squadra forte, un gruppo giovane e motivato, un ambiente coeso e una società capace di lavorare con competenza. Parole importanti anche per Paul Mendy, definito un attaccante “interessante per velocità, capacità di vedere la porta e predisposizione a fungere da riferimento offensivo“.
Selvaggi interviene anche sul dibattito attorno ad Alessandro Romano, criticato dopo il debutto in Nazionale contro il Belgio. Per il campione del mondo 1982 “il giudizio è stato eccessivo: tutta l’Italia aveva incontrato difficoltà e il giovane centrocampista del Cagliari era al primo vero impatto con la maglia azzurra contro un avversario di alto livello“.
Pisacane e il pericolo dell’appagamento
Gli elogi riguardano inevitabilmente anche Fabio Pisacane. Selvaggi ricorda come la scelta del tecnico rappresentasse inizialmente una scommessa, ma sottolinea i risultati ottenuti già nella scorsa stagione e la capacità dell’allenatore di “concedere fiducia ai giovani“.
Sul possibile sogno europeo, però, arriva il freno. Il Cagliari dovrà continuare ad affrontare ogni partita con la stessa fame, evitando di vivere di rendita sui risultati conquistati. Per Selvaggi il vero avversario, adesso, può diventare proprio l’appagamento.


