La partita complicata contro il Belgio non cambia l’opinione che Roberto Donadoni si è fatto di Alessandro Romano. L’ex commissario tecnico della Nazionale, che nella scorsa stagione ha avuto il giovane centrocampista a disposizione allo Spezia, ha parlato del classe 2006 in un’intervista a la Gazzetta dello Sport, invitando a non trarre conclusioni affrettate dopo il suo debutto da titolare con gli Azzurri.
Sul valore del giocatore, Donadoni non ha dubbi: “È un ragazzo di ottima prospettiva, uno su cui puntare perché ha la testa sulle spalle e indubbie qualità”.
Il salto dalla Serie B alla Nazionale
Secondo l’ex CT, per valutare correttamente la prestazione di Romano bisogna soprattutto considerare il percorso compiuto negli ultimi mesi. Il centrocampista è infatti passato rapidamente dalla Serie B al massimo palcoscenico internazionale, ritrovandosi a misurarsi con avversari e ritmi completamente differenti.
“In pochi mesi è passato dalla B alla Nazionale, realtà neppure paragonabili. Ai giovani va dato il tempo di metabolizzare il cambio di livello. Cosa ci aspettavamo da un ventenne”, ha spiegato Donadoni.
“Mancini non ha sbagliato a schierarlo”
Donadoni non ritiene nemmeno sbagliata la scelta di Roberto Mancini di affidarsi a Romano dal primo minuto contro il Belgio. Al contrario, considera la personalità e le caratteristiche del giovane rossoblù elementi sui quali continuare a lavorare.
“Secondo me no perché Romano è serio, disponibile, ha voglia di allenarsi e di dimostrare il suo valore. La base di partenza è ottima e su uno così bisogna costruire”, ha sottolineato l’ex CT.
“I giovani vanno aspettati”
Il punto centrale dell’analisi di Donadoni riguarda però la gestione dei giovani talenti. L’ex allenatore dello Spezia invita a evitare aspettative immediate e a concedere ai ragazzi il tempo necessario per adattarsi ai livelli più alti.
“Se si pensa che possa essere il salvatore della patria o che i giovani crescano di colpo, si commettono gli stessi errori del passato”, ha spiegato Donadoni, indicando poi un modello diverso: “Altrove i talenti li fanno giocare, ma li aspettano”.
Una responsabilità che, secondo l’ex CT, non riguarda soltanto l’allenatore, ma l’intero ambiente: club, tifosi e opinione pubblica. La conclusione è quindi un invito alla pazienza: Romano ha già mostrato qualità importanti, ma il salto dalla Serie B alla Nazionale richiede inevitabilmente tempo per essere metabolizzato.



Non c’è nessun caso Romano solo nelle zucche vuote ruffiane