Pietro Accardi, successore di Guido Angelozzi come direttore sportivo del Cagliari, ha vissuto l’esperienza più importante della carriera a Empoli. All’interno del club toscano ha lavorato in più ruoli, per parecchie stagioni. CalcioCasteddu ha interpellato un collega, Simone Galli, da lungo tempo al seguito della squadra toscana per il portale PianetaEmpoli: conosciamo meglio il nuovo ds rossoblù.
Gli inizi empolesi: il ruolo di Marcello Carli
Secondo Galli, il percorso di Accardi è stato costruito progressivamente all’interno dell’Empoli. “Dopo il ritiro da calciatore, l’ex difensore è passato al ruolo di team manager, prima di affiancare Marcello Carli – suo predecessore a Cagliari – e completare una sorta di apprendistato interno. Una gavetta fatta in casa, dentro un club abituato a lavorare su programmazione, valorizzazione dei giovani e sostenibilità. Quando Carli ha lasciato il club, Accardi è diventato il principale riferimento dell’area sportiva, assumendo responsabilità sempre più ampie nella costruzione della squadra“.
Un bilancio positivo, pur tra retrocessioni e risalite
Il giudizio complessivo di Galli sull’esperienza empolese del dirigente è favorevole. Il giornalista riconosce che “nel percorso di Accardi non siano mancate stagioni difficili, comprese alcune retrocessioni“, ma sottolinea anche un dato centrale: l’Empoli è sempre riuscito, in un modo o nell’altro, a tornare in Serie A e a consolidare la propria presenza nel massimo campionato.
Negli ultimi anni, in particolare, il club toscano ha vissuto una permanenza importante in Serie A. Si può discutere, osserva Galli, sulla componente di fortuna o sulle circostanze favorevoli, ma “il peso del lavoro di Accardi resta evidente, dentro una fase che per l’Empoli è stata tra le più significative della propria storia recente“.
Le intuizioni di mercato: da Vicario a Di Lorenzo
Uno dei punti di forza riconosciuti al nuovo direttore sportivo del Cagliari riguarda il mercato. Il giornalista toscano spiega che “quando Accardi ha a disposizione un budget adeguato, riesce spesso a individuare profili interessanti e funzionali“.
Tra i nomi citati ci sono profili come Guglielmo Vicario, Fabiano Parisi, Giovanni Di Lorenzo e Ismaël Bennacer. Il tratto comune è la capacità dell’Empoli, in quegli anni, di valorizzare calciatori poi arrivati a livelli molto alti. Un modello che a Cagliari potrebbe diventare particolarmente interessante, soprattutto se il club rossoblù vorrà puntare su giovani di prospettiva e investimenti sostenibili.
La parentesi negativa alla Sampdoria
Nel profilo di Accardi resta però anche l’ombra dell’esperienza alla Sampdoria. Simone Galli non la nasconde e la definisce negativa, ma invita a “non attribuire ogni responsabilità soltanto al dirigente. Il contesto blucerchiato, complesso e fragile, ha sicuramente inciso su una parentesi che non ha prodotto i risultati sperati“.
È proprio da qui che nascono alcuni dubbi comprensibili tra i tifosi del Cagliari. Accardi arriva sull’Isola dopo una tappa complicata e dovrà conquistare piena fiducia attraverso scelte rapide, coerenti e convincenti.
Serietà, obiettivi chiari e nuova sfida rossoblù
Sul piano personale, però, Galli offre una descrizione netta: “Accardi è una persona seria, centrata sul proprio mestiere e consapevole del ruolo di direttore sportivo. Un dirigente che conosce il lavoro quotidiano, le dinamiche dello spogliatoio e la necessità di muoversi con obiettivi precisi“.
Per il Cagliari, la sua nomina rappresenta “una scommessa tecnica e gestionale“. Il passato all’Empoli racconta competenza, intuizioni e capacità di costruire dentro vincoli economici reali. La parentesi alla Sampdoria invita alla prudenza. La nuova avventura rossoblù dirà quale parte del suo percorso peserà di più.
Accardi arriva in Sardegna con una valigia piena di esperienza e qualche domanda da sciogliere. Al campo, al mercato e alle prime scelte estive toccherà trasformare il profilo in progetto.
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Daje Accà, facce sognà! Meglio di Empoli e non Samp per cortesia
Io aspetto una cosa che Giulini alzi i tacchi spontaneamente
La parentesi Sampdoria è stata un mezzo disastro. Ok, il contesto era avvelenato, ma resta il fatto che non ha lasciato un bel ricordo. Non è un dettaglio da poco.
Non è un direttore “top” o con grandissima personalità/immagine. Non è un D’Amico, un Ausilio o un Giuntoli. È più un “bravo artigiano” che un direttore visionario.
A Empoli ha avuto anni con alti e bassi, retrocessioni incluse. Quindi non è che sia infallibile.
Quella Sampdoria non doveva esserci
Intanto auguri di buon lavoro. C’è un particolare che non mi convince nel Cagliari. L’allenatore lo ha “inventato” e promosso Giulini. Di solito, vediamo, in tutti i club, che l’allenatore è una scelta del direttore sportivo. Questo particolare, non vorrei, limitasse l’autorità di Accardi in seno al club.
P.s. Angelozzi dice qualcosa.
Ma Pisacane era stato formalmente confermato anche quando non era ancora arrivato Accardi, quindi non credo che sia un inizio col piede sbagliato.
Ci trovo l’anello debole della catena. Comunque nulla di irreparabile. Era una riflessine in generale.
Claud, se un Direttore Sportivo arriva e trova un allenatore che l’anno prima ha fatto bene, e su questo sono d’accordo il 96,5 % di tifosi ♥️ 💙 e opinionisti sportivi (tranne un 3,5% di Calcio Cugurreddu 🕸️🕷️💀☠️🦇🤘🏼👁️🏴🏴☠️ + Marco Piras, ma lui non è umano, non appartiene al mondo degli uomini, vive sull’Olimpo), il DS non deve per forza cambiare allenatore, naturalmente è d’accordo a tenere quello che c’è. ♥️💙👋🏼👋🏼
Benvenuto a Cagliari.