Pavoletti (sala stampa): “Spero di restare in un ruolo nel club”

Nella serata della salvezza matematica e delle emozioni forti, Leonardo Pavoletti parla (anche) ai microfoni della sala stampa.

Dal nostro inviato all’Unipol Domus


 

Certe serate hanno il sapore del mare d’inverno: malinconiche, silenziose, impossibili da dimenticare. Quella vissuta da Leonardo Pavoletti è stata una notte così. Una notte che chiude un cerchio iniziato tanti anni fa nei campi del professionismo e terminato sotto gli applausi del pubblico cagliaritano, tra cori, occhi lucidi e quella sensazione sospesa che accompagna sempre gli addii veri.

L’attaccante del Cagliari ha salutato l’attività agonistica in uno stadio carico di emozione. Il primo abbraccio è arrivato nel prepartita, quando il popolo rossoblù ha voluto tributare uno degli omaggi più sinceri degli ultimi anni a un giocatore diventato simbolo di appartenenza, sacrificio e resilienza. Poi, al triplice fischio, il secondo atto: applausi interminabili, compagni raccolti intorno a lui e uno stadio intero in piedi per accompagnare gli ultimi passi della sua carriera.

Infine, il passaggio mediatico “d’obbligo” in una serata del genere. L’ultimo dialogo lo ha avuto in sala stampa con i giornalisti cagliaritani, in cui c’è stato logicamente spazio per il passato e il futuro. La serata della salvezza rossoblù.


 

Un gol indimenticabile: inciso nella Storia

La notte di Bari? Mi sono detto tante volte a cosa stavo pensando per lanciarmi su quel pallone. Il domani in rossoblù? Spero di restare in altro ruolo, verrà valutato il tutto. Quando ho firmato l’ultimo rinnovo, devo dire che ho iniziato a farci la bocca. Ora sto male, con l’operazione al ginocchio spero di aver risolto allo scopo di rimettermi in forma al massimo delle possibilità per la mia salute, in primis“.

Sensazioni difficili da raccontare

Il magone in questo momento? Dico che dentro la mia testa avevo un’immagine prima del match: l’ingresso da bordo campo festeggiando con i compagni a fine gara. Si è realizzato. Mi è dispiaciuto non vincere con l’Udinese, però è stato bello viverlo ugualmente oggi“.

Ai microfoni mi mangiavo le parole…

Non mi piace stare sotto i riflettori, oggi è stato normale viverlo anche con un microfono in mano per parlare alla gente. Ho provato a prepararmi qualcosa da dire, alla fine mi sono affidato all’autenticità. Mi mangiavo le parole… Però è stato bellissimo“.

 

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Marco (Aceto)
3 mesi fa

È stato trattato peggio del turco per la sua ultima partita non lo ha fatto entrare manco 5 minuti mistero !!!!meglio fare plusvalenza con chi ha i piedi s banana alle 10 e 10

BRRR
3 mesi fa
Reply to  Marco (Aceto)

eya infatti eravate dentro quando l’hanno premiato per tributargli il giusto riconoscimento, osservatorioooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Commento da Facebook
3 mesi fa
Reply to  Marco (Aceto)

Clone !!

flaco
3 mesi fa

Perché la società non ha comunicato ai tifosi presenti allo stadio di rimanere dopo la fine della partita poiché Pavoletti avrebbe fatto il discorso di addio ed il giro di campo?. Siamo rimasti quasi quattro gatti. La curva Sud era quasi deserta; I Distinti idem. Complimenti.

uccn
3 mesi fa
Reply to  flaco

ma chi se lo inkula questo qua’? dopo conti nn ci sara’ mai piu’ un capitano scidadindi

Giampaolo
3 mesi fa
Reply to  flaco

Veramente lhanno detto…

alexandercook
3 mesi fa

E ci mancherebbe altro. Pavo deve restare in società. Persona di spessore che ha attaccamento assoluto ai colori. Può dare un grande contributo.

Trap
3 mesi fa

Come Ruolo ? al posto di Cossu ! scovare giocatori in Italia (molti ) all’estero pochi !

gianni micheli
3 mesi fa
Reply to  Trap

e con le mazzette tra procuratori e direttori sportivi acquistiamo immobili di lusso vamonos

Commento da Facebook
3 mesi fa

Meritato

Diabolik
3 mesi fa

Grazie Pavoletti per tutte le emozioni che ci hai regalato, ma la vita continua ed è giusto separarsi. Mi domando: ma che ruolo vorresti all’ interno della società?

Bruno F
3 mesi fa
Reply to  Diabolik

Evitare che qualcuno faccia colpi di testa

Diabolik
3 mesi fa
Reply to  Diabolik

Perché tante volte non basta essere stato un bravo giocatore per poi diventare un bravo dirigente. Secondo me sarebbe più giusto studiare, seguire dei corsi, degli stage e se poi dimostri di essere competente , allora perchè no.

Commento da Facebook
3 mesi fa
Reply to  Diabolik

Si ci vuole studio e fare corsi …. ma se non hai occhio …. tutto il resto è inutile !!

Pino Chessa
3 mesi fa

Grande Pavo! Resta per tutto il tempo che vuoi,tanto soldini ne hai presi parecchi. Adesso è il turno che li metta tu! Vuoi fare il dirigente? Pagati lo stipendio…

Andre
3 mesi fa

In panchina metteranno i divani per gente come lui, incassare una barca di soldi senza fare niente

Commento da Facebook
3 mesi fa

Sarebbe strameritato…anche se questa società non mi ispira per niente fiducia…

Commento da Facebook
3 mesi fa

Come minimo ❤️💙❤️💙

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