La sfida contro l’Atalanta non poteva arrivare in un momento peggiore per la Roma. Entrambe le squadre si trovano a giocarsi una partita decisiva per le rispettive stagioni: i nerazzurri puntano a entrare nel gruppo delle prime sei, mentre i giallorossi sperano ancora di mantenere vive le possibilità di qualificarsi per la Champions League.
Il perchè
A complicare ulteriormente la situazione della squadra capitolina sono le numerose assenze, tra cui quelle di Koné, Pisilli, Dybala, Pellegrini e Wesley. Quest’ultimo, in particolare, è legato a una questione più ampia che sta alimentando la crisi interna tra il Senior Advisor Claudio Ranieri e l’allenatore Gian Piero Gasperini.
Ranieri-Gasperini, una spaccatura insanabile
Come scrive La Gazzetta dello Sport, il conflitto riguarda anche operazioni di mercato, con i due che si stuzzicano pubblicamente e che si trovano divisi su temi ben più gravi rispetto alle singole partite. La situazione è tale che la città di Roma sembra essere divisa in due fazioni, come se fosse una sorta di referendum calcistico: chi sta con Gasperini e chi con Ranieri, con tifosi e opinioni che si scontrano. La maggioranza, tuttavia, sembra essersi schierata a favore del tecnico piemontese nonostante la romanità ed il romanismo dell’ex allenatore del Leicester.
La spaccatura tra Ranieri e Gasperini è ormai evidente e non sembra esserci alcun alibi, nemmeno quello del difficile ambiente capitolino o delle pressioni mediatiche. A rendere ancora più surreale la situazione è il fatto che questa polemica sia stata alimentata proprio dai diretti protagonisti, senza alcun intervento esterno che potesse distorcere i fatti.
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Ranieri avendo DNA e sangue giallo rosso, pensava giustamente di essere immune al cronico problema della Roma calcistica e cioè la polemica auto distruttiva. Invece anche lui è finito nel vortice o buco nero che da anni attanaglia la squadra capitolina. Lo lascino lavorare affinché le sue critiche portino motivazione concentrazione a tutto il team.