La Sampdoria, dopo una stagione segnata da difficoltà e scelte non all’altezza, ha subito la retrocessione in Serie C, una categoria mai toccata in 79 anni di storia del club. Dopo il silenzio che ha seguito la serata di ieri, la società blucerchiata ha diffuso un comunicato ufficiale per esprimere il proprio rammarico e assumersi la responsabilità di quanto accaduto.
“La retrocessione maturata ieri rappresenta uno dei momenti più dolorosi e significativi nella storia dell’U.C. Sampdoria. Un epilogo amaro che impone un’assunzione di responsabilità piena, collettiva e non differibile.
Nel corso della stagione la proprietà ha sostenuto il progetto con investimenti significativi tanto sul piano organizzativo quanto su quello tecnico, puntando in ogni ambito su professionisti di primo livello, con l’ambizione di riportare la Sampdoria ai vertici.
Questo, tuttavia, non è bastato. La stagione è stata segnata da scelte non all’altezza, da errori e da dinamiche che non siamo riusciti a correggere in tempo utile. Il primo pensiero va ai nostri tifosi. A chi, in casa e in trasferta, ha continuato a sostenere questi colori con passione e appartenenza. Deluderli è ciò che fa più male. A loro vanno le nostre scuse più sincere. Sappiamo che le parole non colmano la distanza con le aspettative, ma rappresentano il primo passo verso un impegno rinnovato.
L’U.C. Sampdoria ha una storia e un’identità che la proprietà, la dirigenza e la squadra sono chiamati a rispettare e a proteggere. Ora è tempo di riflettere con lucidità, di riorganizzarsi con rigore e di lavorare con ancora maggiore determinazione per restituire al club la dignità che merita. Rialzarsi non sarà semplice. Ma è l’unica direzione possibile. Lo dobbiamo alla nostra storia, alla nostra città e a ogni persona che ama questa maglia”.



Povero Cragno 3 retrocessioni in 4 anni .Non si meritava tutto cio’ il bravo Alessio.
Saranno coincidenze ma qualche domanda me la porrei
Con liverani avremo fatto la stessa fine. Ma arriva Ranieri e capovolge la situazione. Ranieri che non è stato sicuramente convinto dal milanese a tornare a Cagliari. A foras il lombardo interista e il biondo tutto fumo e niente arrosto. Viaaa dalla nostra terra x sempreeee
Trova un sardo, non un milanese, che compri il Cagliari è rappresenti la sua e la nostra terra, trova un sardo, magari un Cellino? cosa dici? va bene un Cellino? salvato dalla C con il Brescia perché ripescato, e quest’anno non ripescato ma miracolato e poi scappato.
Trova un sardo, è il nuovo gioco, trova un sardo, ma un sardo, non uno strisciato sardo B.A.S.T.A.R.D.O.!!!
Cittiri imbriagoni
Puro vangelo
Pur non facendo sfaceli a livello competitivo Cellino ha comunque il merito di aver salvato il Brescia da una precedente situazione finanziaria disastrosa. Ha dotato la società,per la prima volta nella sua storia, di un proprio centro sportivo e ha ristrutturato lo stadio. Tenendo conto poi che il Brescia non vanta un particolare seguito…
Nel calcio i soldi o si portano o si fanno, Giulini non può fare nè l’uno nè l’altro, che ci sta a fare?
Ei fenomeno xk non fai tu il presidente,così come tutti i leoni da commento e magari fondate una cooperativa così gestite voi il cagliari.allora si che vinceremo il campionato.
Qualcuno rifletta bene, a buon intenditor poche parole, altro che “bisogna vedere anche come ci si salva” andatelo a dire ai tifosi della Sampdoria, in tre anni dalla A alla C e oltre 40 milioni di debiti, chiedetegli se vogliono fare il cambio con noi. Riflettete bene, perché vedo molti non capire l’importanza di rimanere in A, sinceramente del come ci rimaniamo poco mi importa.
Che bello guardare le cose negative…
Perché invece non guardiamo il Bologna che vince la coppa Italia dopo 51 anni o l’Atalanta che vince l’Europa league?
O la Fiorentina che fa 3 finali consecutive???
E’ come quando a scuola per giustificarsi del 4 preso in matematica,dicevamo “ ma Paolo e Antonio hanno preso 2….”, tralasciando quelli che avevano preso 8 per non buscarle
Bologna e Firenze non sono zone depresse come la Sardegna. Entrambe le società godono di capitali esteri, sono club americani iscritti ad una competizione italiana. Al nord è più facile fare impresa, anche sportiva. Dovresti chiederti quali sono le squadre in A di Calabria, Basilicata e Sicilia, perché per noi quella è la pietra di paragone, non la Toscana, l’Emilia o la Lombardia. A Cagliari si stanno facendo miracoli, 6 squadre lasciate dietro in questo scenario non sono poche.
E agabbadda o lingigulu
Bravo concordo.questo è l’unico ragionamento valido.meglio così che in c.o ci sono dubbi su questo fatto?????
Della serie, lamentiamoci con moderazione…..dalle stelle alle stalle e un attimo…..
Sampdoria, Frosinone, Salernitana un paio d’anni orsono erano in A, impressionante. Non bisogna sottovalutare niente.
….triste… però logica conseguenza della mala gestione..