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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… MARIO FRONGIA: Il Cagliari soffre, la Dea non perdona. DiFra aspetta due rinforzi

Timidi segnali di riscatto dai rossoblù. L’Atalanta segna sempre tanto e con chiunque. Adesso si deve voltare pagina. A Bergamo, Godin parte al meglio, Cragno superman. Di Francesco attende due rinforzi

Con l’Atalanta di questi tempi, non sarà mai facile. Per nessuno, a maggior ragione per il Cagliari work in progress. A poco è servito evocare il tris di trasferte positive in casa bergamasca. Troppo tecnici, intensi, organizzati, mentalmente granitici (anche se a tratti in punta di piedi) i nerazzurri. Pronti al balzo decisivo, capaci di giocare a testa alta in A e in Europa. Detto questo, si è intravisto un Cagliari in crescita. La risposta dopo l’1-0 di Muriel, soprattutto mentale, l’ha firmata Godin. Ma è stata frutto di un’identità di gruppo che lievita. Quel genere di sentimento che anima chi lavora bene e ha la coscienza a posto. Applausi per Nandez e Rog (meno animosità aiuta), un monumento dedicato a Cragno (almeno quattro parate anti-goleada, sms nitido per Roberto Mancini), detto di un’atmosfera diversa sulle fasce e nell’andare a prendere l’area avversaria, i rossoblù (ieri in giallo) lasciano trapelare un refolo di gambe, cuore e testa che dovrebbero rinfrancare la tifoseria. Mentre, nonostante un bel gol, è parso sottotono Joao Pedro. Il capitano, specie nei primi 45’, non ha inciso. Idem Simeone, generoso e poco più, e Marin: le chiavi della regia sono preziose, serve altro. Stessa musica da Lykogiannis e Walukiewicz, forse un filo meglio. Per tutti, c’è tempo. Però, due rinforzi sono urgenti. Domani la giostra-mercato chiude. Se alle parole societarie va dato credito è difficile soprassedere. La rosa va sfoltita, occorre ampliare con scelte “pronte” a disposizione dell’ex allenatore di Roma e Samp. Il debutto di Tramoni è un bel messaggio per il futuro. Adesso, la goleada è pesante. E va quagliato il presente.

Subito in salita. Quando si perde 5-2, il proprio portiere è da 9 e si prendono comunque 4 gol in 40’, c’è poco da commentare. Ma la questione ha anche qualche lato positivo. Intanto, Eusebio Di Francesco ha cambiato spartito. Il 4-4-2 come antipasto. Sottil e Zappa dal 1’, Nandez a sinistra e Rog a limitare Gomez, scelte pratiche, concrete, utili a ritrovare fiducia e convinzione. Cambiare non significa abbandonare dal mattino al pomeriggio atteggiamento e presidio del campo. L’adattamento alle pedine a disposizione, la riflessione su come e con quali tempi tenere botta (dopo Sassuolo e Lazio, l’Atalanta che se la gioca per le prime tre piazze) sono un mix che fa onore al tecnico. “A da passa’a nuttata” direbbe Edoardo De Filippo. DiFra lo sa. Attende almeno due pezzi (se tra questi ci fosse Nainggolan, sarebbe molto meglio) e nel frattempo lavora. La crescita continua sulle fasce, la linea difensiva bella alta, il saper giocare la palla dietro con sufficiente perizia anche quando il pressing avversario è feroce, sono novità interessanti. Poi, viene facile dire, anche se cresci e mostri la tempra giusta, hai 1 punto in tre partite. Ma il canovaccio che si è intuito a Bergamo merita rispetto. E va tutelato, specie se il club crede davvero nel progetto.

 

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