Ci sono partite che rimangono nella memoria per il risultato e altre per l’identità dei protagonisti. Tra i numerosi precedenti di Monza-Cagliari, in vista della sfida di lunedì prossimo in Serie A, merita di essere riscoperto quello del 22 agosto 1982. Una serata di Coppa Italia, allo stadio Sada, che regalò ai rossoblù una vittoria per 2-1 firmata da due calciatori accomunati da un destino particolare: Walter Mazzarri e del compianto Waldemar Victorino.
Il futuro allenatore e il centravanti uruguaiano
Il Cagliari di Gustavo Giagnoni si presentava all’appuntamento con ambizioni importanti, alimentate anche dall’arrivo dell’attaccante uruguaiano Victorino, protagonista della vittoria del Nacional Montevideo nella Coppa Intercontinentale del 1980.
Al 24° minuto fu Walter Mazzarri, futuro allenatore di Napoli, Inter e dello stesso Cagliari, a portare in vantaggio i sardi. Appena sei minuti più tardi arrivò il raddoppio di Victorino, mentre al 41° Loris Pradella accorciò le distanze per i brianzoli. Il risultato non cambiò più.
Due gol diventati autentiche rarità
La particolarità di quella partita emerge osservando il successivo rendimento dei due marcatori.
Per Mazzarri si trattò dell’unica rete ufficiale realizzata con la maglia rossoblù, durante una parentesi brevissima della sua carriera da calciatore.
Ancora più singolare la vicenda di Victorino. Arrivato in Sardegna accompagnato da grandi aspettative, l’uruguaiano avrebbe disputato appena 10 partite di Serie A senza segnare. In Coppa Italia mise invece a referto due reti: quella contro il Monza e un rigore contro il Palermo.
Una vittoria prima di una stagione amara
Quel successo estivo sembrava promettere soddisfazioni al Cagliari, ma la stagione 1982-83 avrebbe preso una direzione completamente diversa, concludendosi con la dolorosa retrocessione in Serie B.
A distanza di oltre quarant’anni, Monza-Cagliari riporta così alla luce un piccolo paradosso del calcio: due giocatori dalle traiettorie molto diverse, uniti per sempre da una delle vittorie più curiose della storia rossoblù.



Giagnoni, ormai un dinosauro in viua di estinzione, non aveva solo Victorino, ma anche il talento Uribe, arrivato a Cagliari su indicazioni di Gigi Riva, dopo aver vinto il premio come terzo miglior giocatore del Sudamerica dopo Zico e, ovviamente, Maradona. Dopo le prime esaltanti apparizioni, Riva stesso lo definì “un giocatore di un altro pianeta”. Ma Giagnoni preferiva una squadra operaia e non lo fece giocare, col risultato che arrivò la retrocessione.
C’è da aggiungere che a 5 partite dal termine del campionato, avevamo 5 punti ti di vantaggio sulla quart’ultima, punti dilapidati in quattro gare e poi perso lo s ontri diretto contro Mazzone & Co.