Non sarà una partita come tutte le altre per Andrea Carboni. Lunedì sera il difensore del Monza affronterà il Cagliari, la società che lo ha cresciuto, lo ha accompagnato nei primi passi da calciatore e rappresenta ancora una parte importante della sua storia.
Per un giocatore nato in Sardegna e formato nel settore giovanile rossoblù, tornare idealmente alle proprie origini da avversario ha inevitabilmente un significato particolare. Carboni ha lasciato l’Isola nel 2022, dopo aver vissuto da titolare la retrocessione del Cagliari in Serie B, e da allora ha costruito una nuova parte della propria carriera in Brianza.
Il pilastro della Primavera
Il percorso di Carboni nel calcio che conta è iniziato soprattutto grazie alle prestazioni con la Primavera del Cagliari allenata da Max Canzi. Nel 2020 il difensore era uno dei punti di riferimento della squadra che stava disputando un campionato di vertice e che avrebbe potuto giocarsi fino alla fine il titolo di categoria.

La pandemia interruppe però la competizione. In quel momento l’Atalanta era prima con tre punti di vantaggio sul Cagliari, ma restava ancora da disputare lo scontro diretto. Carboni si era comunque già messo in evidenza tra i prospetti più interessanti del torneo e quelle prestazioni contribuirono ad accelerare il suo passaggio nel calcio professionistico.
La prima squadra e la Nazionale Under 21
A dargli spazio nel Cagliari fu Walter Zenga, allenatore della prima squadra nella parte conclusiva di quella stagione. Il 23 giugno del 2020 infatti arriva il debutto contro la Spal, subentrando a Joao Pedro nella vittoria per 0-1 a Ferrara.

Per Carboni iniziò così un percorso che lo portò a diventare stabilmente parte della rosa rossoblù. Seguirono altre due stagioni importanti, durante le quali il difensore riuscì anche a conquistare la Nazionale Under 21.
Le aspettative intorno a lui crescevano e, per una parte della tifoseria, Carboni rappresentava uno dei prodotti del vivaio destinati a diventare protagonisti a lungo con la maglia del Cagliari.
L’addio dopo la retrocessione
Nel 2022 arrivò però la separazione. Dopo la retrocessione in Serie B, Carboni lasciò il Cagliari per trasferirsi al Monza. Una decisione arrivata in uno dei momenti più difficili della storia recente rossoblù e che una parte della tifoseria visse con particolare amarezza.
Il difensore era infatti considerato un possibile “capitan futuro”, al pari di altri giocatori cresciuti nel settore giovanile sardo e poi diventati simboli del club. Il suo addio fu quindi interpretato da alcuni sostenitori come un tradimento proprio perché arrivato dopo una stagione culminata con la retrocessione.
Il ritorno da avversario con il Venezia
Il primo confronto con il Cagliari da avversario arrivò quando Carboni giocava in prestito al Venezia. Era il playoff di Serie B e l’atmosfera all’Unipol Domus fu particolarmente difficile per il difensore, tornato nello stadio nel quale aveva mosso i primi passi nel calcio professionistico.
Anche la partita contribuì a rendere quella serata complicata. Carboni commise un errore decisivo che favorì il Cagliari allenato da Claudio Ranieri. A rendere ancora più acceso il confronto ci fu anche un episodio di nervosismo con Alessandro Deiola, oggi capitano rossoblù e, come Carboni, prodotto del settore giovanile sardo.
La rinascita a Monza
Da quel momento il difensore ha però costruito un percorso differente. A Monza Carboni è diventato progressivamente un elemento importante, riuscendo a consolidare la propria posizione anche nella stagione culminata con la retrocessione biancorossa.
La successiva esperienza in Serie B da leader ha completato un percorso di maturazione che lo ha riportato nuovamente nel massimo campionato. Ora Carboni è di nuovo in Serie A e rappresenta uno degli elementi centrali del Monza di Ivan Juric.
L’allenatore gli ha affidato responsabilità importanti e il difensore ha iniziato la stagione con buone prestazioni da braccetto sinistro nella difesa a tre, confermando la crescita maturata durante gli ultimi anni. Il giocatore che lunedì affronterà il Cagliari sarà quindi diverso da quello che aveva lasciato la Sardegna nel 2022: più esperto, più maturo e con una nuova dimensione costruita lontano da casa.



Che faccia il totem a Monza. Non ne abbiamo bisogno
Non lo avrei mai venduto. Errore di capozucca