Nel giorno in cui Fabian O’Neill avrebbe compiuto 53 anni, il ricordo del “Mago” passa anche attraverso suo figlio Favio O’Neill. Classe 2003, il giovane calciatore ha scelto di proseguire il proprio percorso proprio in Sardegna, dove oggi veste la maglia della Nuorese, impegnata nel campionato di Eccellenza.
In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Favio ha raccontato il significato di questa esperienza e il legame con una terra che ha avuto un ruolo importante nella storia calcistica del padre.
“Sono qui per crescere e imparare”
Per Favio, l’arrivo in Sardegna rappresenta soprattutto un’occasione per costruire il proprio percorso lontano dal peso inevitabile di un cognome importante. “Sono qui per crescere e imparare”, ha spiegato il giovane calciatore, che in questa nuova avventura può contare anche sulla vicinanza della fidanzata.
La scelta della Sardegna assume però un significato particolare proprio per il legame che l’Isola ha avuto con Fabian. “La Sardegna ha voluto bene a mio padre, devo conquistarla anche io”, ha raccontato Favio.
Un rapporto che il giovane sta costruendo anche attraverso il campo, affrontando una realtà nella quale, come racconta lui stesso, sta imparando rapidamente anche gli aspetti più duri del calcio. “Imparo in fretta, anche a prendere botte!”, ha scherzato.
Il ricordo di Fabian attraverso i tifosi
Ogni partita può però trasformarsi in un viaggio nella memoria. Favio racconta infatti che, una volta terminata la gara, sono spesso i tifosi ad avvicinarsi per parlargli del padre e delle sue qualità.
“In tanti si avvicinano per dirmi di quanto fosse forte mio padre, delle cose che faceva”, ha spiegato. Sono testimonianze che gli permettono di conoscere ulteriormente la figura di Fabian attraverso gli occhi di chi lo ha visto giocare.
La morte di Fabian O’Neill aveva avuto un impatto profondo sul percorso calcistico del figlio. Favio ha raccontato di aver pensato persino di smettere di giocare a calcio dopo la scomparsa del padre. Quei momenti, però, sono diventati anche l’occasione per custodire gli insegnamenti ricevuti.
Fabian gli aveva parlato delle difficoltà e delle insidie del mondo del calcio, mettendolo in guardia dalle possibili “furbate” e indicandogli una strada precisa nei rapporti con gli altri. “Mi ha detto di essere sempre sincero e diretto con le persone”, ha raccontato Favio. Per il figlio, suo padre è stato soprattutto un “hombre vertical”, una persona capace di mantenere la propria schiettezza.
L’orgoglio di portare il nome del Mago
Il talento di Fabian continua a essere raccontato anche attraverso i ricordi di chi lo ha affrontato o visto giocare. Favio ha spiegato che gli sono state riferite parole particolarmente significative sulle qualità tecniche del padre.
“Mi hanno detto che mio padre nei fondamentali era insuperabile”, ha raccontato. Il soprannome “El Mago”, inoltre, era conosciuto in tutto il Sud America. Per Favio portare quel cognome in campo rappresenta un motivo di orgoglio. “Sono orgoglioso e fiero di portare in campo il suo passato”, ha spiegato.
Tra i ricordi più emozionanti c’è anche quello di un commento ricevuto recentemente da un difensore. A Favio è stato detto che, per classe, soltanto Enzo Francescoli e Gianfranco Zola potevano essere paragonati a Fabian O’Neill. “Mi sono commosso”, ha raccontato.
Parole che restituiscono la dimensione del talento che Fabian aveva mostrato durante la sua esperienza nel calcio e, soprattutto, il valore affettivo che quel ricordo continua ad avere per il figlio e per il tifo sardo.


