La storia di Armando Segato: Cagliari, gloria e una diagnosi spietata

Partì da Cagliari per vincere lo Scudetto e arrivare in Nazionale, prima di un tragico epilogo: Armando Segato era nato il 3 maggio 1930.

Un personaggio che ha scritto pagine importanti del calcio italiano, la cui parabola iniziò proprio a Cagliari per poi concludersi prematuramente in maniera tragica. Armando Segato divenne professionista in Sardegna, si fregiò del titolo di campione d’Italia, giocò in Nazionale ma è entrato nella storia anche per ragioni drammatiche. Era nato il 3 maggio 1930.

Da Cagliari alla Nazionale

Originario di Vicenza, Armando Segato iniziò come giovane calciatore al Torino negli anni dell’epopea della squadra d’oro che poi perì a Superga, senza mai arrivare tra i “grandi”. Fu così che, ingaggiato dal Cagliari nel 1948, cominciò il suo viaggio. Centrocampista, disputò due stagioni in Sardegna nel girone C della terza serie, concluse con un 15° e un 6° posto. Poi lasciò l’Isola, accasandosi al Prato. In seguito avrebbe trovato la consacrazione con la maglia della Fiorentina: campione d’Italia nel 1956 nei viola regolarmente ai vertici della Serie A in quel decennio, approdò in Nazionale.

La giornata nera di Belfast

Con la maglia azzurra, Segato disputò 20 partite tra il 1953 e il 1959, con una curiosità non da poco: nella famigerata gara di Belfast del 15 gennaio ’58, che costò la prima storica mancata qualificazione iridata per l’Italia contro l’Irlanda del Nord, ricopriva il ruolo di capitano. Chiude con il calcio giocato nell’Udinese, iniziando contestualmente il percorso come allenatore. Proprio in questa nuova veste, avviene l’evento che cambia – e pregiudica – la sua esistenza. Da tecnico del Venezia, subisce un gravissimo infortunio durante un allenamento – frattura di tibia e perone – da cui non riesce a riprendersi, per un motivo drammatico.

Una diagnosi spietata

Armando Segato diventa suo malgrado il primo ex calciatore professionista a cui viene diagnosticata la SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica conosciuta anche come Morbo di Gehrig. Lavora finché le condizioni, pur tra grandi difficoltà, glielo consentono. Con grande coraggio, sfida la malattia proseguendo l’attività come tecnico della Reggina. Tra l’altro, nella sua ultima stagione, torna a Cagliari da avversario in Coppa Italia: è il 22 settembre 1968. L’ex calciatore muore ad appena 42 anni, a Firenze, il 19 febbraio 1973.

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2 Commenti
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Commento da Facebook
5 mesi fa

Uno dei primi casi di sclerosi diagnosticata a un calciatore …credo ci sia stata anche un inchiesta a riguardo nell’ambito di un eventuale correlazione tra malattia e doping.

Claudio S.(Claud)
5 mesi fa

Triste storia raccontata con la consueta professionalità. Ricordavo poco.

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