Dopo l’ufficializzazione Davide Nicola è stato presentato questa mattona dal Venezia come successore dell’esonerato Stroppa. Con la squadra ancora al palo dopo 6 giornate, avrà un compito arduo: salvare i lagunari: “Le impressioni dopo due giorni sono come sempre elettrizzanti. Si porta la volontà di far parte di un nuovo progetto, ma anche con la consapevolezza che c’è tanto da fare, prendendo ciò che di buono è già stato fatto. Leggerezza più dedizione è il giusto equilibrio. La parola chiave è equilibrio”.
A caccia dell’Impresa ma non si ritiene un mago
“Non mi definisco il mago di nulla, nemmeno delle salvezze, io semplicemente organizzo e mi pongo obiettivi. I risultati sono frutto di queste cose qui. Penso che la squadra abbia dei valori e che possa dimostrarli, ho pensato in questi giorni a cosa possa servire. L’identità c’era già, ma fino ad ora non è stata sufficiente per raggiungere risultati. Ora conta per me capire le caratteristiche dei giocatori il più in fretta possibile e cosa serve per arrivare ai risultati”.
La rosa
“Penso che questa squadra sia stata costruita in un modo da avere caratteristiche diverse all’interno del ruolo stesso. Questo ci permette di interpretare lo stesso ruolo con caratteristiche diverse. In due giorni sarei presuntuoso di dire di aver conosciuto ciò che ho a disposizione. Ma è anche vero che quando un allenatore è fermo passa il tempo a studiare le squadre. La differenza è che allenandole poi le conosci davvero”.
Il perchè del si
“Ho scelto il Venezia perché in questa società vedo una visione a lungo termine, grande voglia di costruire e delle prospettive di crescita importanti. Poi la presenza del direttore Antonelli, che già conoscevo, ha rivestito un ruolo decisivo nella scelta perché mi ha fatto sentire voluto. Ho visto la squadra giocare in queste prime partite e nei giocatori ho visto una chimica positiva. Da parte mia c’è un entusiasmo e una fame pazzesca, ho un desiderio incredibile di rimettere piede in campo e di centrare l’obiettivo della salvezza. Nel mio lavoro l’aspetto che più sento importante è la capacità di regalare emozioni e scrivere delle pagine di storia che rimangano nel tempo. Questo deve essere il nostro obiettivo e dobbiamo farlo insieme alla nostra gente”.
Contratto e staff
Nicola ha firmato un biennale, fino al termine della stagione 2027-28. Nello staff anche Manuele Cacicia, collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino, come preparatore atletico, e Lorenzo Squizzi nel ruolo di preparatore dei portieri.
Miracolo Mazzarri con la Reggina da ripetere
Nella stagione 2006/07 il tecnico in passato anche nel Cagliari (che lo esonerò dopo averlo preso a inizio stagione al posto di Semplici) fece una cosa clamorosa con i calabresi partiti da -15 per la vicenda Calciopoli, che mandò da sentenza in B la Juventus, con l’allora presidente Lillo Foti che aveva ottenuto vantaggi illeciti nella stagione 2004/05. Tutti gli addetti ai lavori, prima dell’avvio del campionato, scrivevano e parlavano di (praticamente) sentenza di retrocessione annunciata. Ma la squadra non molla e, giornata dopo giornata, centra una salvezza incredibile con ritmo da Europa League. In quel torneo la Reggina raggiunse la salvezza a quota 40 punti, 51 sul campo ( con la penalizzazione era stata ridotta da 15 a 11 punti il 12 dicembre 2006). Nicola, con il Venezia, inizia peggio e il calendario (Napoli, Genoa, Inter e Como nelle prossime, non lo aiuta di certo. Si parte con -4 ma tante avversarie (Udinese, Monza, Genoa, Parma e Fiorentina) da superare e non solo loro.


