Cantine Cau Tenute Cossedda: “Il nostro vino di qualità a chilometro zero. Il Cagliari? Bene i giovani, ma bisogna scegliere quelli giusti”

Due chiacchiere con Carlo Cau, uno dei titolari della Cantina Cau Tenute Cossedda a Sestu. "Orgogliosi della qualità e dei riconoscimenti ricevuti"

Tanto lavoro, tanta dedizione. E la qualità, alla fine, è una logica conseguenza. Questi i principali ingredienti utilizzati alla Cantina Cau Tenute Cossedda di Sestu.

“Il vino di qualità ha bisogno della giusta passione per questo lavoro”, spiega Carlo Cau, uno dei titolari dell’azienda, “siamo di terza generazione, i nostri nonni hanno iniziato tutto. Noi cerchiamo di proseguire al meglio su quella strada”.

Come sono stati gli inizi?

“Siamo partiti come conferitori di cantina sociale, poi ci siamo messi in proprio. La passione era tanta: siamo ormai da sette anni che vinifichiamo in casa. Facciamo diversi vini, questo ci permette di differenziarci e di posizionarci bene sul mercato. Ci consideriamo bianchisti: lavoriamo molto l’uva bianca e per questo puntiamo molto sul Vermentino”.

Quali sono le tipologie di Vermentino?

“Sono tre: il Gussau, ottimo per il crudo. Con ostriche e cozze si difende benissimo. Poi c’è Arkadiaes, vincitore di diversi premi: il nostro cavallo di battaglia, che racchiude i sapori della nostra terra. Gioga Gioga, ad altra gradazione, un vino che può invecchiare anche sei-sette anni senza nessuna perdita di qualità. E poi il Rosè, un gustoso Rosato”.

Ci sono poi anche altri tipi.

“Abbiamo anche un Cannonau, il Cortesassu, e il Barbera sardo, il Contusu, il vino da meditazione, cosiddetto vino per rilassarsi davanti al caminetto. Dopo un pranzo succulento è l’ideale. Produciamo il vino sfuso ma anche l’imbottigliato. Credo che regalare vino rappresenti sempre un dono di grande pregio. Tra l’altro un vino a chilometro zero, vincitore di tanti premi, di grande qualità.”.

Una curiosità: come nasce il nome dell’azienda?

“Siamo due fratelli, Cau è il nostro cognome. Un nostro trisavolo aveva come soprannome Cossedda, negli anni ci è rimasto familiare e l’abbiamo voluto mantenere. Quindi, Cantina Cau Tenute Cossedda”.

Il Cagliari di quest’anno: sensazioni?

“Dobbiamo essere sempre ottimisti. La formula che prevede tanti giovani mi piace, ma poi vanno anche selezionati. Bisogna scegliere quelli giusti, insomma. E soprattutto ci deve essere unità di intenti, questo è fondamentale”.

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