Ospite ieri del Podcast Sport Management Tips, Marco Mancosu è tornato a parlare della sua carriera e dunque anche del Lecce.
Tifoso
“Ho sempre tifato Cagliari. Da piccolo però ti piacciono anche i campioni ed io mi ero legato anche al Milan, seppure fosse in aggiunta alla passione per la squadra della mia città. Devo dire che questo negli anni si è perso, perché quando diventi calciatore tifi più che altro per te stesso e per le squadre in cui giochi. Io la passione per il Cagliari non l’ho mai mollata e a questa si è aggiunta quella per il Lecce, altra squadra di cui posso considerarmi un grande tifoso e che continuo a sostenere”.
Al Lecce
“Mi sono trovato bene per una concatenazione di fattori. Arrivo a Lecce in una piazza che non vedeva né la A né la B da sei anni in una situazione di pressione particolare. Vi posso assicurare che a Lecce c’è una pressione clamorosa, anche quando esci la passione della gente ti travolge. Credo di esserci semplicemente arrivato al momento giusto, perché da due o tre anni ero pronto per la Serie B e poi da là è stato sempre un salire di livello. Certo trovarsi in due anni in A è stata tosta”.
Liverani
“Mi ha cambiato la vita, la carriera, e lo ha fatto con modi decisi e forti. Io ero talmente disposto a cambiare il mio status quo che mi avrebbe potuto far fare qualsiasi cosa in campo. Ho fatto tanti compromessi, ho dato tutto ma ho ottenuto tanto in cambio, come il doppio salto in A”.
Il gol
“Il gol a cui sono più legato? Ne avrei un po’. Forse l’ultimo a Cagliari, anche perché da centrocampo volevo fare gol sin da piccolo. E poi la punizione a Napoli con la maglia del Lecce. Sono andato a Lecce quest’estate in vacanza e sembrava non me ne fossi mai andato via. Mi fermavano i bambini di 7 anni a parlarmi di quel gol e io mi chiedevo come facessero a saperlo vista l’età. Incontrai Chevanton e gli chiesi come fosse possibile una cosa del genere e lui mi disse che era merito dei padri che tramandano tanto di questo. Quell’anno tra l’altro eravamo anche retrocessi, ma lottando e la gente ce lo ha riconosciuto”.
La scheda
Marco Mancosu è nato a Cagliari il 22 agosto 1988. Attualmente è allenatore di calcio , dopo essere stato da calciatore italiano un centrocampista. Di lui si è sempre detto essere giocatore completo e tatticamente duttile, utilizzato prevalentemente come mezzala o trequartista. Inoltre le qualità offensive gli hanno consentito di giocare anche da seconda punta e da “falso nove”. In carriera ha messo a segno 27 rigori su 36 totali calciati. Ha giocato nel Cagliari, segnando all’esordio a 18 anni (campionato 2006/2007) ad Ascoli. Ha poi indossato, oltre a quella già citata di Cagliari E Lecce, anche quelle di Empoli, Siracusa, Benevento, Casertana e Spal. Vanta anche una presenza nell’Italia Under 21 nel 2009. Smesso di giocare nel 2024 (agosto) viene ufficializzato dal Cagliari nel suo nuovo ruolo di tecnico dell’Under 18 delle giovanili. Pochi mesi dopo (ottobre) consegue la qualifica UEFA B che consente di essere tesserati come collaboratori negli staff di Serie A e B e di essere allenatori in seconda in Serie C, oltre a poter allenare tutte le prime squadre fino alla Serie D.
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


