Ieri sera, nella conferenza stampa al termine di Cagliari-Inter, l’allenatore rossoblù Davide Nicola ha affermato che non fosse giusto il momento per parlare di bilanci aspettando la gara di Monza. In realtà non c’è bisogno di attendere, per sviscerare una situazione chiara e delineata, a 90 minuti dal termine del girone d’andata. La società rossoblù sta vivendo, sull’onda lunga delle proprie scelte, un’altra stagione fatta da troppe scommesse.
Una scommessa dal principio è rappresentata dallo stesso tecnico piemontese, che ha costruito le sue fortune – e quelle di alcuni club – subentrando in corsa e non programmando l’annata dal principio. Evidentemente, e non ce ne voglia l’allenatore del Cagliari, le sue qualità riescono con maggiore efficacia quando c’è da scuotere una squadra già in difficoltà e fatica di più a trasmettere il suo credo quando deve formare un gruppo dall’estate.
Non è tutta responsabilità di Nicola, ovvio. Però come sempre c’è il campo che risponde per tutto e tutti: in 21 partite ufficiali tra campionato e Coppa Italia, il suo Cagliari non mostra realmente quelle due parole chiave – identità e percorso – tanto care al Mister. La squadra esterna durante le gare della sofferenza, sotto molteplici aspetti. Dalla fragilità del reparto difensivo (18 gol incassati nelle ultime 10 gare di campionato, terza peggior retroguardia) all’attacco asfittico, dalla resa abbondantemente sotto le previsioni dei singoli – Gaetano e Luvumbo ne sono l’emblema – alle perplessità sui giocatori più navigati fino allo status di altri non utilizzati, come Prati e Kingstone. La presenza contraddittoria di Jankto, unico con zero minuti disputati in stagione. I rischi di affidarsi totalmente a una sola punta – Piccoli – che non può rappresentare una risposta concreta, anche se per onestà i rifornimenti gli arrivano col contagocce. Si potrebbe andare avanti.
L’unica strategia offensiva che trova spazio con continuità è il ricorso al cross, con Augello in primis impegnato a catapultarne il più possibile in area: peccato che non vengano quasi mai raccolti da nessuno. Il compagno Zortea cerca di fare altrettanto, però l’esito non varia. 406 cross effettuati in 18 partite, alla media di 22,5 per match. Siamo sicuri che rappresenti una buona formula, oppure sia necessario resettare davvero il modo di concepire come colpire le difese avversarie? Una squadra che deve salvarsi non può accantonare alcuna ipotesi e, soprattutto, non può esimersi dal rischiare qualcosa e buttare in campo un po’ di personalità. Che, banalmente, significa anche provare la conclusione da fuori area con i centrocampisti, ad esempio. Questo è un altro tasto dolente dei rossoblù, perché ai pochi tentativi si uniscono atteggiamenti timorosi.
Ieri, nella gara conclusiva del 2024, personalmente mi sarei aspettato un intervento in sala stampa del presidente Giulini. Per capire realmente come valuta l’operato societario e tecnico, senza sottrarsi a interrogativi e sottolineature. Perché sono state fatte delle scelte, avallate da lui (come sempre ha affermato) e queste non stanno pagando. Conoscere la sua posizione su Nicola. Capire se quell’affermazione del 20 settembre “Forse sono io il problema” è svanita, oppure ancora viva. Ciò che è certo, è che si sta rivelando – ripetiamo – un’altra stagione fatta da troppe scommesse. Giulini stesso, quel giorno, pronunciò anche questa frase: “Non vorrei che poi gli innesti fatti si rivelino degli abbagli“. Presidente, può darsi.



Nn si può giocare solo con una punta il mister x me e un po’ in confusione
L’ incompetenza di Giulini ogni anno prevale.I risultati si vedono a occhio nudo,giocatori semi- rotti e avanti con l’ età,altri non adeguati alla serie A ma che puntualmente ritroviamo in formazione.Spogliatoio con qualche senatore di troppo,giovani talenti che non hanno spazio per giocare per volere di chi sa chi..altro che abbaglio!
A mio avviso c’è qualcosa che non va negli spogliatoi tra i giocatori e/o i giocatori e il mister. Non capisco poi il non provare a far entrare Mutandwa 🤷
E da ex calciatori dal quale nn riusciamo a staccarci…
Allenatori e dirigenti allo sbaraglio…
Niente di nuovo…
Giuliani vuole la B perché incassa dalla Federazione dei soldini…vende Prati…Luvumbo…Makoumbu…Marin…Witiewska…Zappa…e incassa…incassa….
Se sono 11 anni che gira male un motivo cè. Con cellino dolori ma anche gioie. Semifinale della coppa UEFA. Con Tanalla Giulini possiamo solo vincere la coppa del Nonno e non aggiungo altro.
Vendi a prezzo equo, fai le bonifiche e saluta. Non ti rimpiangerà nessuno, ne anche quelli ti hanno leccato e ti leccano il Qlo. Incompetenza e furbizia, tifando Inter, pensando che i sardi siano dei trogloditi. Il cagliari potrà salvarsi, ma se il genio va via sarà meno complicato…se perde a Monza caccerà Nicola e gli darà le colpe di una rosa scarsa e dimensionata male
Buon anno a tutti
👍👍
Secondo me , Nicola è un urlatore , un allenatore da squadra in zona retrocessione da ingaggiare l’ ultimo periodo. Ha trascurato un patrimonio di giocatori importanti, la società dopo anni di gestione è sempre sul chi va la….. Pavoletti merita tante lodi ma non è più un giocatore, un ingaggio x due anni era solo x ringraziarlo x la notte di Bari…….si salvi chi può
Oramai la strada è segnata la serie B e dietro l’angolo..
Mai mollare sino alla fine. Forza Paris!!
Scusate ma se da 10 -12 anni vediamo sto schifo ,e i risultati sono sempre gli stessi ,non vi sfiora il dubbio che i responsabili non sono né allenatore né giocatori….ma in alto, molto più in alto ?
Puoi fare serie A di un certo livelli con i Wieteska,Mutandwa, Palomino,Sherri,Pavoletti ,Lapadula,Prati Jankto. ECC ECC…
Giocatori talmente scarsi o a fine carriera che non vuole nessuno ,con ingaggi assurdi.
Quello e’ il vero responsabile e non e” neppure Bonato…dai che ci arrivate su🤣🤣🤣
Diciamo pure una società incompetente,per carità