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IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, tre punti di platino

Vittoriosi ma convincenti a sprazzi. La Spal battuta alla Domus, area play off confermata ma quanti affanni. La cura Ranieri si vede ma servono almeno due tasselli di peso per cullare ambizioni di risalita

Sporca doveva essere, sporca è stata. Il 2-1 sulla Spal conferma il Cagliari nel trenino play off. Ma rimette in luce anche vecchie criticità dei rossoblu. Alla Domus si soffre fino al 96. La formazione di Claudio Ranieri stringe i denti e coglie il bersaglio: un altro segnale della cura del mister di Testaccio. Ma il lavoro non manca. E servono almeno due pedine. Adesso, testa al Modena, venerdì in Emilia.

Meno quattro dalla chiusura del mercato. Claudio Ranieri si trova a dover fare i conti con scelte e decisioni last minute. Nulla di eccezionale, sia chiaro. Ma Luvumbo che oparte da destra al posto di Falco per stare dalle parti di Lapadula, Lella che prende il posto di Zappa  da quinto di sinistra, sono le news del Cagliari che sfida se stesso e la Spal. Che inizia ad assomigliare alla tempra del suo allenatore, capace di battere Reggina e Parma in trasferta. Ma la verità è anche un’altra: la rosa ha bisogno di rinforzi. Il mercato chiude martedì prossimo.

Quadra da trovare. Il Cagliari parte bene, grinta e concentrazione sono ottimali. Prima considerazione: gli strappi di Luvumbo sono micidiali. Sir Claudio non ha bisogno di pressioni per capire che nel calderone della B chi punta l’uomo, guadagna metri e si ritrova a poter decidere se passare o tirare, è sempre un valore aggiunto. Poi, il ragazzo è fin troppo giovane, dee reggere alle pressioni del torneo, ad avversari smaliziati, alle continue chiamate dei compagni più esperti. Però non è un caso che la rete che sblocca il match, incornata di Altare su palla a spiovere di Kourfalidis, maturi da un fallo sul ventenne angolano. L’1-0 dopo un quarto d’ora rende elettrica la partita tra l’ottava e la quattordicesima squadra del campionato. Eppure, nonostante sia sotto è la Spal a mettere il vischio al pallone con una ragnatela di passaggi che Ranieri aveva previsto: “Cercheranno di farci girare a vuoto” le parole dell’allenatore rossoblù alla vigilia. Il Cagliari risponde con attenzione ma le sbavature nel giro palla sono ancora troppe. C’è da crescere. E quando Dickmann e compagni accelerano si balla ancora troppo. Una Spal che, anche se perde,  pare correre più leggera e con idee migliori del Cagliari. Poi, a una manciata dalla fine il pareggio firmato da Celia, stecca al volo, ben imbeccato da un traversone dalla trequarti di Prati. Il solito dilemma.

Mediana, difesa e attacco; ancora troppa ansia. La sensazione? La squadra sta crescendo in consapevolezza e, detto con cautela, nel capire quando e come può cercare la giocata. Poi, rimane l’annoso problema del tiro in porta (un solo tentativo, sinistro di Azzi, alto) e della precisione nella fase realizzatrice. Ci vorrà del tempo. Così come c’è da lavorare sul rendere efficace la velocità e le finte di Nandez e la manovra dettata da Makoumbou, quasi sempre con un tocco in più. Il campo dice che proprio in cabina di regia serve mestiere, tecnica e leadership. E anche dietro, la lettura delle palle a spiovere dettate dalle incursioni senza palla di Moncini (pericoloso in due occasioni), Rauti e Zanellato, è spesso complicata e merita una riflessione. E anche l’uscita dal pressing avversario va tarata al meglio. In B tutte chiudono le corsie esterne, fanno densità nella tonnara di mezzo e hanno gli attaccanti rapidi nel raddoppio sui portatori di palla.

Zampata Lapadula. Si riparte con Lella negli spogliatoi e Zappa in campo: prova insufficiente quella del numero 23. La gara si inceppa, errori da una parte e dall’altra. La Domus dopo 10′ di gioco rumoreggia. Intanto di Lapadula, mai servito sui piedi, si perdono le tracce. La Spal mostra una fluidità che il Cagliari non ha, o mostra solo a sprazzi. La manovra rimane frammentaria. Qualcosa, almeno per carattere e determinazione, si intravede. Ma nulla che possa impensierire Alfonso. Fino al 17′ quando il portiere ospite è costretto a uscire su Luvumbo, palla spazzata in corner da Meccariello. Dalla bandierina batte Kourfalidis, ma il cross esce e rientra, il successivo gol in mischia viene annullato. Ai rossoblù manca anche un briciolo di buona sorte. Ma continuano a stare alti. Buon segno. Tanto che arriva la stoccata di sinistro di Altare: 2-1. Rete annullata dall’arbitro Paterna dopo intervento del Var, carica sul portiere. Ranieri richiama Luvumbo e inserisce Falco. Ma riappare Lapadula: gol del vantaggio deviato di faccia in scivolata. Ranieri, conscio sempre più delle difficoltà strutturale dei suoi, tira un sospiro di sollievo. Rog dà il cambio a Kourfalidis: arriverà anche la stagione dei due assieme dal via. Obert fa respirare Azzi. L’arretramento dopo il vantaggio è un vecchio male rossoblù. Senza nulla togliere alla Spal, la squadra vince ma prende paura e si accartoccia. Una punizione alta di Falco e una palla gol non sfruttata da Rog chiudono il match. I 3 punti valgono oro.

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