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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, boccata d’ossigeno

Il 2-0 sul Cosenza penultimo vale la vista sui play off. Occorre continuità e determinazione. Senza rinforzi pronti ed esperti il lavoro di Ranieri non sarà né rapido né facile

Sfida in coda, sporca e cattiva. Una vittoria che vale oro. Un regalo natalizio che riavvicina al trenino play off. Il successo è miele, per il gruppo, per il momento e per la classifica, nata nel secondo tempo. Lapadula e Lella firmano il 2-0 sul Cosenza. Ma la gara ha confermato limiti e criticità di vecchia data. Intanto, era fondamentale mettere dentro i 3 punti. Per Claudio Ranieri non ci sarà certo da annoiarsi. Sui valori, poche storie: si parte con il Cagliari a 14 punti dalla prima, 11 dalla seconda, a +3 dai play out. Nelle ultimi 15 turni la squadra guidata da Liverani ha preso sempre gol: l’unico clean sheet, 0-0 a Genova. Il Cosenza è penultimo con 17 punti e ha la peggior difesa della B, 30 i gol subiti. Ma è meglio non farsi ingannare dai numeri: la classifica è corta. Tra l’altro, la differenza avrebbe dovuto farla sia l’arrivo di Ranieri – l’allenatore di Testaccio avrà le chiavi dal 1° gennaio -, sia il supporto del pubblico: 14.340, circa novemila nella precedente in casa con il Perugia. Grappolo di emozioni anche per l’addio a Fabian O’Neill, minuto di silenzio e lutto al braccio. Un misto di ragioni che avrebbero dovuto dare la scossa e far scorrere benzina nelle gambe dei rossoblù. Invece nel primo tempo, tutto è andato come nelle precedenti diciotto gare. Ma adesso, quel che conta è ripartire con in mente Cagliari-Como del 14 gennaio. Il lavoro per Sir Claudio non manca.

Continuità cercasi. Fabio Pisacane debutta in panca al posto di Roberto Muzzi (colica). Il Cosenza ha vinta una volte nelle ultime undici partite, a novembre in casa contro il Palermo! Il Cagliari non può sbagliarla. La cronaca è tiepida. Primi tentativi (Lapadula, Luvumbo, palo di Falco, molto attivo) rossoblù. La testa pare quella giusta. La determinazione fa il resto: il Cosenza, piazzato nella propria metà campo con il solo Larrivey, accolto dagli applausi, boa avanzata. Le novità, almeno parziali, di Pisacane sono Dossena dietro, il recuperato Barreca a sinistra, Makoumbou in regia, Kourfalidis interno, Luvumbo in tandem con Lapadula al posto di Pavoletti, Nandez libero di svariare. Gli ospiti mostrano da subito limiti nella manovra e qualità tecniche modeste. La squadra di Viali pensa a limitare i danni, corre e raddoppia in mediana, presidia l’area e sa soffrire. Per di più, è concentrata, combatte palla su palla e non molla. Il Cagliari ha troppe pause, e non è una novità, lo spirito di sacrificio e il bagaglio tecnico non fanno la differenza. L’impressione della prima mezz’ora? La partita si può vincere, ma serve pazienza e umiltà. È andata così. Peraltro, i calabresi hanno risposto alla meno peggio all’arrembaggio e con Brescianini, allo scadere hanno impegnato​ Radunovic. Il match testimonia perfettamente la modesta classifica dei ventidue. Ma ci si chiede: perché Nandez non riesce a trovare continuità e va a strappi? Dipenderà sempre dalle indicazioni di Liverani?

Vista sui play off. Sullo 0-0 il Cosenza nella ripresa si è portato avanti. Rispoli ha impegnato Radunovic da pochi passi: la Domus fischia. I fantasmi ricompaiono. Fiammata di Nandez, Marson respinge. Ma la condotta non è omogenea. E infatti, le occasioni si sono sprecate da una parte e dall’altra. Cagliari più cinico, di testa e con un piattone, i gol di Lapadula e Lella. Sir Claudio avrà avuto conferma che lo attende una tesi di laurea. Il diesse Bonato ha parlato di gruppo identitario. Il presidente? Non si vede. In settimana ha parlato nel milanese, per la presentazione del film su Gigi Riva. Tutto facile. Intanto, lo ha ricordato la Nord con la solita sequela di insulti. Ma sarà decisivo capire con quale tempistica il tecnico avrà i rinforzi pattuiti. A dare forza l’undicesimo posto con 25 punti. Forse, è questo l’argomento che può dare un mezzo sorriso alla tifoseria.

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