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IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, fenomenale boccata d’ossigeno

Tre punti d’oro con brivido per i rossoblù. Doppietta di Pavoletti e golaso di Lapadula contro un Perugia ultimo in classifica. Il pubblico contesta comunque presidente e tecnico. E adesso testa al Palermo

Una vittoria che aiuta a non precipitare. Il 3-2 arriva dopo sette partite a secco e nasce da una prova a corrente alternata. Certamente, più coriacea di quanto visto a Terni. E comunque, basta e avanza, anche se a fatica, per prevalere su un Perugia che non a caso è l’ultimo della B. I 3 punti arrivano in un clima irreale dopo quasi due mesi: l’ultimo successo del Cagliari risale al 15 ottobre, vittoria sul Brescia. Inutile negare che in un torneo dove la classifica corta aiuta a issarsi rapidamente, tutto può accadere. Adesso, trasferta ad alzo zero a Palermo. Il successo è stato fondamentale. Manovra e confusione sono ancora troppo impattanti. Si deve crescere in tutti i reparti. Il bello deve ancora venire.

Novità, formazione, battaglia. Di Pardo out per un affaticamento last minute, Viola in panca e Falco in campo da trequartista. Altare ancora in castigo, Goldaniga pronto al rientro ma la spunta il duo centrale Obert-Capradossi. Regia a Makoumbou. Fascia destra a Zappa e Nandez, La mezza sorpresa? Luvumbo fuori e conferma della coppia Lapadula-Pavoletti. Il Cagliari ha sfidato l’ultima in classifica (13 punti, peggior attacco della B, in serie positiva con Castori da quattro turni) con questi undici. La partenza è moscia. Ma lo sviluppo è buono, il ritmo è alto, numerose le occasioni. Il Perugia combatte meglio e riparte in contropiede: la difesa balla e soffre. L’arbitro torinese Serra chiama palla piena su un contrasto in area rossoblù tra Capradossi e Olivieri.

Il bomber marinaio. Poi, ecco Pavoletti, incornata precisa su cross-cioccolatino di Nandez. L’1-0 premia un Cagliari appena più determinato del solito. Potrebbe essere la svolta, in quella che è stata definita, non a torto, la prima sfida salvezza. Il raddoppio di Lapadula è di rapina. Ma, nonostante il 2-0, il Cagliari si conferma fragile: Capradossi di testa alleggerisce corto su Radunovic: il Perugia accorcia con Strizzolo. Partita riaperta, errore imperdonabile o quasi. Nandez, nell’extratime ha la palla del 3-1, bravo Falco a condurre il contropiede, ma Gori si oppone. Anche a Lapadula che in sforbiciata impegna il portiere umbro, ex Como.

Sofferenza continua. Nella ripresa un’altra leggerezza in area, regala il 2-2 agli umbri. Il fallo inutile di Zappa su Strizzolo, rigore calciato perfettamente da Casasola. Si ricomincia. Prima Capradossi, dà un segno di vitalità, incornata a lato. Si combatte, potrebbe essere un buon segno anche per il futuro. La partita si accende. L’impegno e la concentrazione sono fondamentali. Ma non bastano per vincere. Al ventesimo il cambio auspicato dal pubblico, Luvumbo per Falco, che non ha fatto male. Tridente super offensivo con Pavoletti, Lapadula e Luvumbo. La scelta pare giusta. Ma è Makoumbou a sfiorare il palo. E anche Deiola, di testa, non prende la porta.

La notizia? Pavoletti e Lapadula dialogano con intelligenza: la conferma che il tandem sarebbe stato molto utile anche in precedenza. Luvumbo conferma un potenziale pauroso negli strappi. Follia tenerlo fuori. Castori inserisce l’ex Melchiorri, ben trovato! Liverani, tra i fischi, richiama Nandez e Deiola. In campo Kourfalidis e Altare. Esce anche Capradossi per Viola. Nord, Sud, Tribune e Distinti cantano “Liverani ma quando te ne vai”. Momentaccio. Quindi il 3-2, meritato, di Pavoletti: doppietta d’oro del centravanti. Il Perugia ha la palla del pari ma Radunovic dice no. Finisce così. Una volta tanto, anche se sofferti, meglio godersi i 3 punti. Utili, anche se ci sarà da stringere i denti, per tenere lontana la coda della classifica.

Notarelle   

La Nord mostra un buco devastante: gli ultras protestano e contestano stando fuori. Fin dal via fischiano e urlano contro presidente, tecnico e giocatori da tutti i settori. La vittoria stempera gli animi. Ma la cifra stagionale complessiva dopo diciassette gare rimane molto bassa.

 

 

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