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Nove giorni alla fine del mercato: occorre vendere ma anche rinforzare

L’Unione Sarda in edicola oggi sottolinea le difficoltà che molti club hanno a livello economico e bisogna puntare su trattative creative

“Bambole, non c’è una lira”, è stato un programma di successo della Rai, trasmesso nel 1977. Oggi, il “Signori non c’è un euro”, vale per tanti club di calcio, specie in Italia. Se il PSG in Francia e il Manchester City in Inghilterra, possono vantare su una munifica solidità economica data dai petrodollari, in altri posti si fatica. In Spagna il Barcellona è tecnicamente fallito e il Real Madrid ha grandi problemi finanziari. Come l’Inter campione d’Italia, che ha dovuto vendere sia Hakimi che Lukaku.

IL CAGLIARI E LE ALTRE. L’indicatore di liquidità imposto dalla Federcalcio (LEGGI QUI) sta creando non pochi problemi a quasi tutte le squadre del nostro pallone. Ecco perché serve si, rinforzare la squadra, ma anche vendere e ricominciare a far girare i soldi. Il club rossoblù ha in mano i cartellini di giocatori che possono far cassa. Intanto, come scrive L’Unione Sarda oggi in edicola,  le cessioni dei vari Despodov e Bradaric (via a titolo definitivo), Sottil (controriscatto della Fiorentina), Tripaldelli, Caligara e Miangue (tutti in prestito oneroso) hanno portato in cassa circa 6 milioni. Entro il prossimo 31 agosto si cercherà di cedere Simeone, Nández e Farias, giocatori tutti importanti sia per il cartellino che per l’ingaggio.

 

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